Esselunga: nuova ipotesi sul lavoro domenicale…

Esselunga: dopo due anni di sperimentazione, una nuova ipotesi di accordo sul lavoro domenicale…

I giorni scorsi è stata confermata unitariamente l’ipotesi di accordo sul lavoro domenicale per Esselunga. La genesi della sperimentazione parte dal 1 maggio 2016, dopo un sofferto referendum tra tutti i lavoratori: sofferto perché oltre a muoversi in mancanza di contrattazione collettiva (Esselunga aderisce a Federditribuzione e quindi sostiene di applicare un CCNL morto e sepolto come quello separato del 2011 con Confcommercio!), allora le critiche dei lavoratori e delle lavoratrici erano focalizzate sulla messa in discussione della piena volontarietà garantita dal CIA per il lavoro domenicale e sul peggioramento netto delle maggiorazioni previste dallo stesso CIA, che per le domeniche di dicembre arrivavano al 130%.

La logica dell’accordo, sventolato come l’unica soluzione all’applicazione pura da parte di Esselunga dell’articolo 141 del CCNL, che avrebbe introdotto comunque l’obbligo al lavoro domenicale per i full time, e alla disdetta dell’integrativo, ruotava attorno ad alcuni concetti chiave: principio della volontarietà come primo elemento per coprire il presidio domenicale, seguita poi da “precettazione” a rotazione tra i full time; programmazione trimestrale; diminuzione complessiva delle maggiorazioni, introducendo una gradualità progressiva; “liberazione” dal lavoro di chi è obbligato a lavorare la domenica da contratto individuale; consolidamento da part time a full time per chi accettava il lavoro domenicale per sempre.

Nel 2017 l’accordo viene confermato per un secondo anno con piccolissimi aggiustamenti, ma in molti territori si segnalano forti criticità: difficoltà a governare i calendari da parte delle RSA per la scarsa trasparenza aziendale e l’unilateralità della programmazione; problemi a ottenere i riposi stabiliti dopo le 10 domeniche lavorative volontarie; insoddisfazione per il lato economico e la scaletta di maggiorazioni; problemi nel conteggio delle domeniche e della relative maggiorazioni a causa del calendario sfasato di inizio della sperimentazione; difficoltà addirittura ad applicare l’accordo in alcuni pdv di nuova apertura a causa della quantità abnorme di assunti con a domenica obbligatoria!
Dopo due anni di difficoltà, si arriva ora a stabilizzare un accordo senza risolvere davvero i problemi sollevati, ma aumentando da 10 a 12 le domeniche da lavorare per avere un weekend libero per chi non ha l’obbligo del lavoro domenicale, tagliando l’anticipo nella programmazione da 3 a 2 mesi e introducendo soltanto delle maggiorazioni migliori e qualche riposo all’anno in più per chi ha la domenica obbligatoria (3 all’anno per i part time e 5 per i full time). Non viene nemmeno rettificato il calendario con l’anno legale per poter controllare la progressione delle domeniche e la scaletta delle maggiorazioni per i full time non obbligati è rimasta la stessa insoddisfacente.

Il lavoro domenicale impatta negativamente sulla vita delle persone e sul diritto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Questo accordo davvero migliora le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori di Esselunga?
L’inclusione di chi ha condizioni individuali più svantaggiate è importante, ma si poteva fare meglio?
Esselunga è l’azienda con la produttività tra le più alte nella GDO nel nostro Paese, continua ad aprire negozi e ad assumere personale ed è una delle aziende più influenti all’interno di Federdistribuzione: perché non aprire una seria discussione sull’intero perimetro del CIA che potesse prevedere anche momenti di conflitto? Si può peggiorare una parte di CIA senza nemmeno un’ora di sciopero o di protesta? L’ipotesi di accordo verrà sottoposta all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori? Queste alcune delle domande che ci facciamo e poi: lo spauracchio accordo separato è l’unica ragione di una firma di questo genere? Quando verrà affrontata seriamente la mancanza di un CCNL nella Distribuzione Moderna Organizzata?
Se il CCNL è il valore assoluto, come faremo per riprendercelo?

il Sindacato è un’altra cosa – OpposizioneCGIL in Filcams

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