Bentivogli (Fim) contro delegat@ Electrolux. Accuse meschine, si vergogni!

solidarietà ai compagni e alle compagne della Electrolux

In una recente intervista al Messaggero, il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl, Marco Bentivogli, dichiara che rivendicazioni come l’articolo 18 e l’abrogazione della legge Fornero non conquistano i giovani, disinteressati, secondo lui, a temi come pensioni e tutela dai licenziamenti. Quasi fossero orpelli di un sindacalismo di maniera, fermo al secolo scorso. Per fortuna, secondo lui, che la Cisl invece è aperta al nuovo e non si arrocca su vecchi diritti che non appassionano più nessuno.
Il segretario della Fim non viene sfiorato nemmeno per un momento dal dubbio che tanti giovani siano disinteressati al sindacato proprio perché ha accettato di mettere in soffitta diritti sacrosanti, lasciando che la precarietà dilagasse senza freni. Non gli viene il dubbio che forse sono sindacati come il suo, complici di finanza, imprese e governi, ad avere provocato rassegnazione e disinteresse. Né tantomeno si pone il problema di quanto possa aver influito il fatto che il suo ex segretario generale Raffaele Bonanni avesse uno stipendio da 336mila euro l’anno!
Niente di tutto questo. Il problema per i giovani è rappresentato da chi difende i diritti, non da chi li cancella! Tanto che Bentivogli risponde al comunicato dei compagni e delle compagne di Skatenati Electrolux in merito a questa sua intervista (leggi il loro post su Facebook), definendoli vergognosamente “fascisti”, oltre che “viziati e ignoranti” (leggi su La Tribuna di Treviso).

Solidarietà piena ai compagni e alle compagne della Electrolux, per le accuse che sono state rivolte loro. Non ci date peso, sono davvero troppo meschine. Anni fa, i nostri compagni della Same di Treviglio furono attaccati con parole simili dalla Fim, che li accusò di “squadrismo” e non esitò nemmeno a intentare denuncia penale contro alcuni lavoratori (non delegati, proprio lavoratori)!

Ecco, la vergogna del sindacato è questa! E sindacalisti come il segretario della Fim, che si permette di dare dei ‘viziati’ e ‘fascisti’ a lavoratori e lavoratrici di fabbrica perché (per fortuna!) non la pensano come lui.

A pochi giorni, peraltro, dalla importante sentenza che in quella fabbrica, grazie anche alle loro lotte, ordina il reintegro di Augustin Breda per licenziamento ritorsivo. Chissà, forse quella sentenza, brucia a lui, tanto quanto alla direzione di Electrolux.

sindacatoaltracosa – opposizione Cgil in Fiom

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