La FedEx-TNT licenzia!

Effetti perversi di una fusione in un settore in crescita. A farne le spese sono, come sempre, i lavoratori

(qui scarica in pdf il testo in volantino)

Roma 20 aprile – “Proclamato lo stato di agitazione di tutti lavoratori dipendenti di Fedex e Tnt”.

in base al nuovo modello organizzativo Fedex ha aperto una procedura di licenziamento collettiva, equivalente a 315 esuberi strutturali, quasi totalmente dipendenti courier e contestualmente è stata annunciata una comunicazione di trasferimento collettivo per 17 dipendenti di Fedex e 92 addetti alle vendite di Tnt”…

Il comunicato Sindacale unitario, confederale

Mentre il mercato del settore della logistica continua a crescere, grazie alla tecnologia e allo sviluppo della “rete”, anche il 2017 è stato un anno in crescita per fatturato – la FedEx/TNT dichiara oltre 350 esuberi in Italia.

In questi anni abbiamo assistito ad un processo di concentrazione del capitale enorme che ha visto alcune grandi società diventare leader del settore vendita “on line”, come Amazon e Alibaba, che da società “virtuali” si sono trasformate in poco tempo in grandi società “reali” con Hub e magazzini con tanto di flotte aeree e commerciali. Altre grandi società del settore invece, sono entrate in un’aspra competizione, tra le quali ad esempio TNT, messa in liquidazione nel 2012.

All’inizio sulla preda si fece avanti UPS, con oltre 5 miliardi di dollari … Una montagna di soldi che metteva in ombra il vero problema che sarebbe emerso da lì a poco … che fine avrebbero fatto i lavoratori di entrambe le società?

In quella occasione, come rappresentanti dei lavoratori UPS avevamo cercato di spiegare che non sarebbe bastato dire “NO”. Nessuna grande compagnia ne acquista un’altra per salvare posti di lavoro ma solo per fare maggiori profitti. Ogni fusione o acquisizione è destinata solo a produrre esuberi. Il nostro compito era quello di organizzare l’unità dei lavoratori coinvolti con rivendicazioni adeguate alle difficili condizioni. Purtroppo il nostro grido di allarme, se si esclude qualche rappresentanza sindacale a livello internazionale, è rimasto lettera morta. In Italia … tutti i sindacati, senza eccezione, sono rimasti spettatori delle manovre delle multinazionali.

Abortita la proposta di UPS per mano dell’Antitrust europea, ed in attesa di nuove offerte commerciali di acquisizione, con l’abbandono del socio di maggioranza (la TNT-POST olandese oggi Nexive), la società e i suoi lavoratori andavano alla deriva.

Il 25 Maggio 2016 la FedEx acquista la TNT,  e in attesa della fusione, in Italia (ma non solo nel nostro paese) si apre la più violenta ristrutturazione nel settore in TNT con oltre 800 licenziamenti.

Allora i sindacati, tutti senza eccezione, anziché opporre una seria resistenza si legarono mani e piedi alle modalità istituzionali e ministeriali rivendicando “ammortizzatori sociali” per i lavoratori in esubero. Insomma, ancora una volta, i sindacati, collaborarono al “recupero” di redditività… ops competitività, scaricando sulla collettività i costi della ristrutturazione, mentre i lavoratori rimasti dovevano lavorare di più in condizioni peggiori per garantire il fatturato aziendale.

Oggi siamo punto a capo. In tanti si sono illusi che la fusione fra la TNT “risanata” e la newco Federal Express Italy non avrebbe comportato altri licenziamenti e che tutto sarebbe stato in continuità con le buone pratiche FedEx. Una gestione attenta alle esigenze delle maestranze, dove tutti i lavoratori della FedEx restano diretti, compresi i magazzinieri e gli autisti ( unica società nel panorama del settore che ha tutte le maestranze assunte dalla multinazionale e non in cooperativa).

Le dichiarazioni del padrone all’incontro sindacale del 20 Aprile 2018 sul futuro della fusione sono state forti e chiare: nessuna continuità con il passato.

I padroni sono padroni e non guardano in faccia a nessuno pur di fare i propri interessi. Oggi la FEDERAL EXPRESS Italy dichiara di poter fare a meno di oltre 315 lavoratori chiude 24 filiali su 34 (circa il 30% della forza lavoro e la quasi totalità delle sedi). Anche TNT ne licenzia altri 46, e per contorno, trasferimenti (licenziamenti mascherati) di altri 92 TNT e 23 FedEx. Il tutto in un contesto in cui non esistono più gli ammortizzatori sociali.

 Quali saranno le strategie sindacali?

C’è bisogno di cambiare rotta se vogliamo fermare le prevaricazioni dei padroni. Serve una risposta adeguata alla drammatica situazione, diversa ed in discontinuità con il recente passato in TNT.  Se vogliamo salvare il lavoro e quanto è stato costruito con l’impegno e l’abnegazione dei lavoratori in questi decenni, dobbiamo fare male ai padroni perché dopo la TNT ieri, la FedEx oggi, ce ne saranno altre domani … nonostante il mercato in crescita!.

Dobbiamo estendere il conflitto a tutta la categoria. Non possiamo accettare che le ristrutturazioni si facciano sulla pelle dei lavoratori.

Dobbiamo rivendicare:

  • Estendere il conflitto e la solidarietà ai lavoratori in lotta a tutta la categoria.
  • riduzione d’orario a parità di salario per ridistribuire il tanto lavoro che già c’è.
  • eliminazione di tutte le cooperative e società terze dal settore e non il suo contrario (la FedEx è l’unica società in Italia con autisti e magazzinieri diretti e tale dovrà essere la società che verrà)
  • Congelare i milioni di profitti fatti per anni in Europa per dirottarli verso gli investimenti strutturali nel settore, negli impianti nei depositi.
  • Ad un attacco globale alle nostre condizioni di vita e di lavoro necessita una risposta altrettanto forte ed internazionale dei lavoratori. Con la ITF (International Federation Transport) – e la sua sezione europea, ETF, i sindacati devono costruire una mobilitazione internazionale come fecero i Teamsters UPS ed ITF-ETF con lo sciopero mondiale del 22 maggio 1997.

Cambiare si può, cambiare si deve se vogliamo difendere i nostri interessi! Diversamente la storia di questa vertenza lo dimostra, non ci sono limiti al peggio!

30-04-2018                   www.trasportiinlotta.it                                                     info@trasportiinlotta.it

 

IL SINDACATO E’ UN’ALTRA COSA – OPPOSIZIONE IN FILT CGIL

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