FILCTEM: verso il congresso, una riflessione sull’accordo con Confindustria!

Documento sulla fase del Coordinamento nazionale OpposizioneCgil nella FILCTEM.

ACCORDO CGIL CISL UIL – CONFINDUSTRIA

INDIRIZZI SU RELAZIONI SINDACALI E CONTRATTAZIONE: NO GRAZIE!

(qui il testo in .pdf)

Un regalo alle organizzazioni padronali che prende riferimento dai metalmeccanici, ovvero il contratto più brutto e penalizzante che si é realizzato dopo il jobs-act , al quale dovranno adeguarsi tutte le categorie e che si accompagna al testo unico sulla rappresentanza sull’esigibilità degli accordi e sulle RSU sanzionabili.

Un accordo quadro sottoscritto dalla Cgil, prima degli esiti elettorali, che costituisce l’ennesima cambiale in bianco per i lavoratori e per la stessa Cgil che si appresta al congresso, delineando per sé un diverso ruolo di mediazione sociale. Ruolo che in qualche modo rompe con la propria storia rivendicata, sacrificando la propria identità ed i propri valori di riferimento, in favore di un modello di rappresentanza simile e/o omologabile a quello della Cisl e Uil (n.d.r. Cislizzazione!!!).

Si potrebbe dire che tale accordo segna una tappa sostanziale del processo di trasformazione in atto ormai da tempo che attraverso la rinuncia a mobilitazioni contro le politiche liberiste di Governi e Fronte padronale, ha favorito l’imposizione prima della Fornero,  poi del Jobs-act (abrogazione dell’ art.18, ecc) e che si giustifica nella piena accettazione delle compatibilità, determinate dalla crisi e da rapporti di forza sempre più a vantaggio della centralità dell’impresa e degli interessi di classe che essa rappresenta.

Insomma, un patto sociale che promette nuovi sacrifici, come se tutti fossimo sulla stessa barca! Ma non sono i lavoratori a dover pagare i costi sociali della crisi in una società nella quale il 10% detiene il 90% della ricchezza prodotta dai medesimi! In un modello sociale dove il lavoro non é un diritto e dove la precarietà fa rima con miseria! Dove crescono i licenziamenti! Dove nella mancanza di tutele adeguate per i lavoratori, lo stesso sindacato rischia di uscire dai luoghi di lavoro, a meno che si proponga come “cogestore dei processi di ristrutturazione” in cambio di poche briciole, normalizzando ogni forma di resistenza a partire da quella delle Rsu.

A fronte di tutto questo, alla mancanza di una politica rivendicativa che unifichi le vertenze e le lotte, si è scelto in sostituzione di esse, solo una raccolta firme per una nuova Carta dei diritti e una proposta di legge sul nuovo Statuto dei lavori, che di fatto sposta ad un improbabile futuro le risposte che occorrerebbe mettere in campo nel “qui e ora”!

Crediamo che si debba cambiare strategia poiché il bilancio porta un saldo negativo! Purtroppo, la direzione uscente della Cgil, invece di continuare sulla stessa rotta perdente, prima che sia troppo tardi dovrebbe interrogarsi! Invece arriva al congresso riproponendo una strategia i cui esiti si sono nella realtà ben evidenziati. Non solo, ma attraverso accordi come quest’ultimo segna i contorni di un “Nuovo modello sindacale”.

Ancora una volta, in direzione ostinata e contraria, DIREMO: NO! E PROPORREMO UN DOCUMENTO ALTERNATIVO.

In relazione a quanto sopra, vogliamo ricordare a tutti ed alle strutture, l’importanza del rispetto dei diritti e delle agibilità previsti a norma statutaria per garanzia delle minoranze.

28 Marzo 2018

Coordinamento nazionale
Sindacato è un’altra cosa – OpposizioneCgil Filctem

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