Ccnl Federdistribuzione: sulla flessibilità dell’orario.

Una riflessione sui rischi in vista del prossimo contratto nazionale di categoria.

Sulla vicenda del Ccnl di Federdistribuzione vorremo fare una analisi su uno dei contenuti che le aziende vorrebbero introdurre: la flessibilità d’orario. Lo diciamo fin da subito: se introdotta nel nuovo Ccnl porterà effetti devastanti sulle condizioni di lavoro degli addetti di questo comparto. Nel contratto di Confcommercio firmato il 30-3-2015 da Filcams, Fisascat, Uiltuscs, il capitolo orario di lavoro così recita: in tema diflessiblità durante ipicchi di lavoro ilnuovo articolo prevede che l’azienda possa richiedere il superamento dell’orario stabilito da contratto fino a 44 ore settimanali per un massimo di 16 settimane. Le ore prestate oltre il normale orario di lavoro non saranno pagate come straordinario ma concesse come riduzione di orario nei periodi di minor carico di lavoro. La stessa flessibilità è stata richiesta come “imprescindibile” nel CCNL da Federdistribuzione questo ci è stato detto a un attivo regionale Filcams il 30-12-2016. Quando dopo 10 anni di crisi o di presunta tale (alcune aziende hanno fatto e stanno facendo utili alla faccia della crisi) si introducono queste possibilità per i padroni, si deve avere bene in mente che viene minata la normale distribuzione delle ore lavorative su tutta la settimana, agevolando le parti datoriali a distruggere l’ultimo baluardo dei lavoratori: uscire alla fine del loro orario di lavoro! Ricordiamo che la flessibilità oraria si andrebbe ad aggiungere a un settore nel quale la precarietà diffusa, carichi di lavoro spinti al massimo, organici ridotti all’osso, una flessibilità tra reparti già esistente, pesano enormemente sulle condizioni di vita del lavoratore, il tutto fino al raggiungimento del 70 esimo anno di età per la pensione. Citiamo a riferimento una dichiarazione dell’ex ministro Poletti molto significativa, egli disse il 27-11-15:” Dovremmo immaginare contratti, che non abbiano come unico riferimento l’ora di lavoro, ma misurare l’apporto dell’opera. L’ora di lavoro è un attrezzo vecchio». E come arrivarci se non introdurre la flessibilità oraria nei contratti? Per le aziende della grande distribuzione è un orpello da togliere, non a caso in Metro per i capi reparti è stata introdotta la timbratura unica, timbrano una volta sola al giorno, ma non è determinata l’ora di uscita. A sostegno di ciò che scriviamo citiamo l’accordo del punto vendita di Metro Rimini, firmato nel 2015 nel quale per 2 anni sia il full time che il part-time facevano più ore durante i mesi estivi (luglio-agosto) e recuperavano le ore in più nei mesi “morti” (full time 44 ore, part-time 36) con la chicca del divieto di prendere le ferie estive nei mesi luglio agosto appunto, durata 2 anni.

L’anno scorso la Metro ha proposto all’area lombarda un accordo regionale per la gestione della flessibilità oraria tentando di bypassare la trattativa del Ccnl, per fortuna respinto dalle Rsu e dalla strutture regionali.

In ultimo citiamo l’accordo sul Ccnl del turismo nel quale è stato firmato che dopo un incontro tra le parti (uno solo), l’orario può arrivare fino a 48 ore settimanali per un massimo di 20 settimane, quindi addio all’orario di lavoro normale; soprattutto addio alla rappresentatività del delegato Filcams dopo che andrà a “contrattare” questa materia. La Flessibilità ORARIA VA RIGETTATA al mittente, l’orario di lavoro deve essere uguale per tutto l’anno, non è possibile che i lavoratori continuino a perdere diritti. Dopo le domeniche obbligatorie, non possiamo cedere anche sulla distruzione dell’orario di lavoro. Se la flessibilità oraria verrà introdotta che fine farà la riduzione d’orario di lavoro presente in alcuni Cia aziendali? Che fine faranno le ferie estive se i picchi di lavoro coincideranno con l’estate? Quante ore lavoreranno la domenica quando avranno l’orario più lungo? Ma soprattutto la ODL che con tanta fatica tante Rsu fanno nelle aziende aderenti a Federdistribuzione che fine farà se la Filcams firmerà questa roba? Non ci vogliamo nemmeno immaginare una flessibilità “gestita” dalle Rsu, anche perché sarà un capitolo che noi non faremo! Perché tutto quello che abbiamo scritto fa pensare che questo sarà il capitolo finale!

La dirigenza nazionale Filcams ci dice che il Ccnl è in alto mare, che verranno fatte delle cause pilota, ad oggi non ne abbiamo notizia, né della tempistica, né dei lavoratori coinvolti, niente di niente. Sappiamo però che in molti comparti si stanno firmando contratti con la flessibilità oraria! Per noi è imprescindibile che non ci sia nel contratto nazionale di Federdistribuzione, anche prevedendo altre mobilitazioni, assemblee mirate, magari durante la pasqua, e volantini decenti (non quello del 21 dicembre) che portino i lavoratori della grande distribuzione organizzata alla lotta.

NO ALLA FLESSIBILITA’ ORARIA NEL CONTRATTO NAZIONALE!

Rsu Metro di Ospedaletto Pisa

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