Volantino. No alla firma del ccnl dell’università.

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No alla firma del contratto dell’università. Pochi soldi, ancora meno degli altri settori. Si rilanciano le diversità tra Atenei. Si imbavaglia la contrattazione.

Il 9 febbraio, dopo una trattativa di sole 18 ore in campagna elettorale, senza nessuna mobilitazione e coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori, è stata siglata l’ipotesi di rinnovo del CCNL per il comparto istruzione e ricerca dalle categorie di CGIL-CISL-UIL.

POCHI SOLDI, CHE DIVARICANO. Gli aumenti sono scarsi e diversi tra i settori. Il 3,48%, infatti, corrisponde per l’università solo a 72 euro medi (ben sotto gli 85 promessi), rinsaldando la divergenza con gli altri (a parità di livelli e percorsi formativi), proporzionali e quindi senza aiutare “chi più ha sofferto la crisi”: dai 42 euro di un CEL (o i 54 per un B1) a quasi il triplo (o più del doppio) per un EP7 (113 euro).

UNA QUOTA A SCADENZA. Gli aumenti a regime partono dal 1 marzo e con i soldi di gennaio e febbraio si aggiunge una perequazione (senza 13° e TFR), per far arrivare tutti/e più o meno sugli 80 euro. Un compenso però temporaneo, che svanirà il 31 dicembre.

SI RILANCIANO LE DIVERSITA’ TRA ATENEI. Il contratto difende PEO e IMA. Le PEO infatti si potranno ancora distribuire ampiamente, ma come oggi solo dove ci sono risorse. L’IMA è stabilizzata, ma in diversi Atenei è ridotta, talvolta sino quasi a scomparire. Si rischia quindi di creare progressive divergenze, di sfumare nel tempo il ruolo del CCNL, aprendo la strada ai contratti di Ateneo.

SI RILANCIA LA LOGICA DEI PREMI. Pochissimi (gli “eccellenti”?) riceveranno superpremi (maggiorati almeno del 30% rispetto al personale valutato positivamente), rilanciando la competizione della “Brunetta”. In questo quadro, solo nell’università i contrattualizzati non hanno nessun meccanismo certo ed esigibile per le progressioni (anzianità).

ASSENZA DI INCLUSIVITA’. Nelle università il precariato è diffuso e multiforme, variegato per forme contrattuali, impegni, salari e diritti. Il CCNL non fa nessun passo avanti ed anzi, segna un suo allargamento.

SI PERPETUA LA DISCRIMINAZIONE DEI CEL, a cui continua a non esser riconosciuta quella funzione didattica (con i relativi parametri economici) che è invece prevista dal quadro europeo.

LA CONTRATTAZIONE RIMANE IMBAVAGLIATA. Non solo vengono ribadite le prerogative della Madia-Brunetta, ma si conferma la riduzione degli spazi contrattuali delle RSU (introducendo simulazioni di trattativa o di concertazione, senza impegni o vincoli).

Per tutti questi motivi riteniamo questo un accordo negativo ed invitiamo tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici a votare NO nella consultazione.

opposizionecgil.flc@gmail.com

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