Solidarietà a Massimo Albinelli. Il 15/03 sciopero!

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MASSIMO UNO DI NOI: LA TUA STORIA, IL NOSTRO FUTURO

Proseguono le mobilitazioni e la battaglia legale per il reintegro di Massimo Albinelli
LA CGIL MODENA PROCLAMA LO SCIOPERO GENERALE il 15 MARZO !
Il direttivo della Cgil Modena ha proclamato 8 ore di sciopero generale di tutte le categorie sia nel settore pubblico che nel privato per il giorno 15 marzo 2018. Il corteo partirà dalla Maserati e arriverà sotto la sede di Confindustria. La mobilitazione vuole riportare al centro la battaglia contro la legge Fornero sulle pensioni, l’uso fraudolento delle cooperative per avere manodopera a basso costo, l’arroganza delle multinazionali che delocalizzano, i licenziamenti politici dalla Castelfrigo fino a Massimo Albinelli Rsu Ascot. Confindustria e i padroni sono i principali responsabili di questa situazione! A loro va dato un messaggio forte e chiaro. Ora basta! Che lo sciopero generale di Modena sia l’inizio di una ripresa generale e generalizzata del conflitto di classe in questo paese!
La storia di Massimo non è quella di una sola persona limitata ad un solo territorio. La storia di Massimo è quella di ogni RSU, ogni Lavoratore di ogni parte d’Italia. Così come han fatto fuori Massimo, per un motivo di “soppressione di mansione”, così possono fare fuori ognuno di noi, in particolare quelle RSU scomode che si battono sempre per la giustizia, la verità e la dignità del Lavoro, per i diritti e i salari di TUTTI.
E questo nuovo modo di agire, spavaldo e spregiudicato delle aziende al tempo del Jobs Act, fa si che ognuno di noi domani possa essere chiamato e cacciato con la scusa che la nostra mansione è soppressa, non serve più.
Questo è un atto gravissimo, senza precedenti. La situazione peggiora poi se pensiamo che sulle nostre spalle rischiamo di avere non solo la responsabilità delle nostre famiglie, ma anche quelle dei nostri colleghi, che rischiano di essere licenziati insieme a noi solo perché svolgono incolpevolmente la nostra stessa mansione.
Massimo fa il manutentore da 32 anni e il suo padrone dice da un giorno all’altro che non ha più bisogno di lui! Strano per una ditta di 150 operai che lavora a pieno regime 7 giorni su 7 e 24 ore su 24! Il tutto è aggravato dal silenzio di Confindustria-Modena che lascia colpevolmente allo sbando un territorio percorso in lungo e in largo da illegalità e malaffare.
La questione non è confinata alla sola Ascot o al solo territorio di Modena, il problema riguarda tutti i territori d’Italia: ovunque lavori e per chiunque lavori (basta che aderisca a Confindustria), da domani potrai essere obbligato a prendere la porta, se risulti scomodo o antipatico al padrone.
E allora?
Quale sarà il comportamento più coerente per un delegato che da sempre si batte per difendere diritti e salari, anche criticando e respingendo accordi con l’azienda? Quello di continuare a “rompere le scatole” per difendere il LAVORO, col rischio sempre più concreto di perdere il proprio impiego? O quello di chinarsi all’azienda ed accettare ogni
compromesso o ricatto, pur di preservare il proprioposto di lavoro e quello dei suoi colleghi più vicini?
Come RSU non possiamo essere obbligati a scegliere!
La storia di Massimo è per forza la storia di tutti noi. Non possiamo essere messi sotto ricatto, messi alla porta così facilmente appena si prova a dire NO: ne va della credibilità del Sindacato e del suo senso di esistere più significativo.
Per questo è ora di dire basta, tutti insieme, tutte le categorie e in tutti i territori.
Questa battaglia non è solo della Filctem Modena o della CGIL Emilia Romagna.
E’ la battaglia di tutta la CGIL in tutto il paese, ma anche di CISL, UIL, USB, SNALS, COBAS di tutte quelle OO.SS. che delegano rappresentanti nei luoghi di lavoro.
E’ la battaglia di tutti i Lavoratori!
Perché tutti hanno diritto ad una rappresentanza che possa lottare, che abbia gli strumenti giusti per negoziare e si senta le spalle coperte.
Un sindacato a testa china serve solo ai padroni, non certo ai Lavoratori!
Un Delegato che non abbia le spalle coperte dalla propria Organizzazione è inutile, è solo un facile bersaglio e un danno per se stesso e per i suoi colleghi.
Un’Organizzazione che non copre le spalle a tutti i suoi Delegati non ha senso di esistere: è fatta solo di donne e uomini impauriti, che temono di essere i prossimi ad essere fatti fuori e ad essere lasciati a piedi dal Sindacato.
Per questo tutte le Organizzazioni Sindacali devono da subito aderire ad un progetto di Sciopero Generale Nazionale perché la misura è colma (e lo era già da un pezzo) e non ha senso proseguire in questo clima di Far West, di illegalità e deregolamentazione, se non ci si ferma tutti subito e si grida:
ADESSO BASTA! SENZA UNA SVOLTA ORA, NON C’E’ FUTURO PER NESSUNO!
Da tempo i nuovi CCNL hanno potenziato la contrattazione di secondo livello, responsabilizzando il ruolo delle RSU. Approvando il testo unico sulla rappresentanza, nonostante le nostre critiche, molti avevano creduto che con ciò si sarebbe garantita alle RSU maggior ruolo e maggiore autonomia, ma così non è stato.
OCCORRE CAMBIARE STRADA!
Bisogna unificare le lotte, difendere il sindacato in fabbrica, rilanciare la battaglia contro il jobs act contro il libero licenziamento come quello di Massimo Albinelli

OCCORRE RILANCIARE UNA VERTENZA GENERALE! OCCORRE LO SCIOPERO GENERALE!
20/02/2018 – “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil” Filctem Cgil

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