Unibo: FLC e CISL impongono un fondo sanitario contro le RSU!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da una RSU FLC-Cgil dell’Università di Bologna

Il Contratto Integrativo 2016 dell’Università di Bologna è stato chiuso con la firma di CGIL, CISL e RSU (maggioranza risicata: 18 su 35, ad opporsi le componenti CUB e UIL). In coda al contratto si era stabilito di riformulare una serie di regolamenti che avrebbero permesso, in vista del futuro Integrativo (2017), di aggiungere nuove risorse extra contrattuali e non soggette alle limitazioni di leggi e circolari che informano sempre più la Pubblica Amministrazione. Oltre al reperimento di nuove risorse, si poteva così giungere ad una prassi di condivisione e confronto sugli stessi regolamenti, strappandoli così all’unilateralità che da tempo caratterizza gli stessi e renderli materia “trattabile”. Buoni accordi sono stati così raggiunti, tra cui la regolamentazione del Telelavoro, delle eventuali Progressioni Economiche Orizzontali (PEO), e ancor più sulla distribuzione dei proventi Conto Terzi. Anche il Contratto Integrativo, pur ricalcando il precedente ed aggiungendo niente altro che le risorse lasciate in Ateneo dal personale cessato (pensionamenti, 205.000 euro su un Monte Salario Accessorio di circa 10.000.000 di euro), era da considerarsi “senza lode e senza infamia”.

Si arriva dunque, dopo mesi di accenni e relativi rinvii, alla discussione sulla possibile rimodulazione del Fondo Sussidi. Il quale, unitamente ai “Benefit”, costituisce il vero e proprio “welfare aziendale”. I benefit sono l’esenzione delle tasse universitarie per i figli dei dipendenti Unibo, gli abbonamenti di bus e treni a costo molto ridotto, il bonus “nido” e “bebè”. Il Fondo Sussidi invece sono risorse (700.000 euro) destinate in forma mutualistica ad esigenze di tipo più particolare, quali cure sanitarie e dentistiche, apparecchi odontoiatrici, spese funerarie, e altro ancora. Il Fondo Sussidi si estende anche ai familiari dei dipendenti. Ogni anno, a detta della stessa Amministrazione di Unibo, venivano erogati circa 650.000 euro, lasciando un residuo di circa 50.000 euro.

L’intenzione della maggioranza della RSU era rendere più accessibile ed ampia la platea dei beneficiari, allargare la casistica e migliorarne il funzionamento e l’erogazione del Fondo Sussidi e superare una serie di limiti che ostacolavano soprattutto le fasce più povere.

Le intenzioni dell’Amministrazione, invece, erano molto differenti: eliminare il Fondo Sussidi e sostituirlo con una Polizza Sanitaria integrativa che, a loro dire, avrebbe garantito l’accesso a tutti i dipendenti e fruito di vantaggi fiscali. Va detto che tale ipotesi è stata sempre avanzata e decisamente sostenuta da CISL, ma in passato anche da qualche membro RSU eletto in CGIL.

Per qualche mese, insomma, l’Amministrazione rifiuta anche di prendere in considerazione le ipotesi di discussione proposte dalla RSU sulla riformulazione del Fondo Sussidi e parla solo e soltanto di Polizza Sanitaria. La CISL, ovviamente, si presta di buon grado; la segreteria FLC CGIL asseconda per un buon tempo la palese ostilità dei suoi membri RSU, così come della maggioranza dei membri del Comitato degli Iscritti.

A dicembre, però, cogliendo tutti di sprovvista, due membri della Segreteria FLC appongono la loro firma – insieme alla delegazione cislina – ad un accordo che prevede lo scippo di 600.000 euro dai 700.000 del Fondo Sussidi e, con l’aggiunta di 450.000 euro “freschi e inediti” gentilmente messi a disposizione di Unibo, l’attivazione della famigerata Polizza Sanitaria dopo apposita gara. Il Fondo Sussidi resta e si riduce a soli 100.000 euro. Per inciso: le uniche compagnie assicurative titolate alla gara sono Generali e Unipol. Sempre per inciso, le uniche ipotesi di raffronto comparse sui tavoli erano le polizze già stipulate all’Università di Milano e alla Regione Emilia Romagna: entrambe Unipol…

Da qui in poi si apre una nuova e ancor più disgraziata fase. Molti membri RSU eletti in FLC CGIL (11 su 18 FLC, su un totale RSU di 35 membri complessivi), ma anche membri del Comitato degli Iscritti, esprimono disappunto e contrarietà a tale firma. A questi si aggiungono i membri RSU eletti in UIL (2) e in CUB (9). 22 membri RSU su 35 sono dunque contrari! Seguono riunioni plenarie di RSU che si esprimono in opposizione alla decisione della firma delle due sole segreterie di CGIL e CISL.

Le segreterie di CGIL e CISL, dal canto loro, in forza della propria firma al Contratto Integrativo e agli accordi su Conto Terzi e “Polizza versus Sussidi”, indicono una consultazione telematica fruendo del supporto informatico fornitogli da Unibo. La RSU a maggioranza (22 su 35, mai stata così alta…) disapprova la formulazione della consultazione poiché inserisce in un unico quesito – SI o NO – un pacchetto comprendente Contratto Integrativo e accordi extracontrattuali (Conto Terzi e Polizza). Chiede dunque all’Amministrazione di Unibo di poter indire una consultazione sul punto specifico della Polizza e di poter quindi fruire dello stesso supporto informatico. Unibo risponde negativamente, poiché a suo dire si era già raggiunto “il massimo consenso possibile” con le organizzazioni sindacali e che la consultazione già in corso (la loro, appunto…) era più che sufficiente.

Nota Bene: è la prima volta che la consultazione è indetta dalle sole CGIL e CISL poiché, a differenza che in passato, in questa occasione la RSU NON compare tra i firmatari. A lato di tutto ciò, la UIL, in maniera autonoma, rivolge una serie di domande ad Unibo relative alle garanzie della consultazione in merito alla segretezza del voto e della verificabilità dello stesso. Unibo risponde rassicurando circa la serietà dello strumento, garantendone la segretezza e affermando che subito dopo la chiusura della consultazione ed una volta comunicatone l’esito, la procedura informatica sarebbe stata distrutta…!

A seguito di questa affermazione, e con la diffusione dei PRESUNTI dati comunicati, si raggiunge il massimo dell’autoreferenzialità delle due segreterie. Già, perché i dati comunicati (voti totali: 1281; di cui Favorevoli 783, 61,12%; Contrari 498, 38,88%) sono noti alle sole due segreterie e nessun altro della RSU (ma neanche la UIL…) può averne visione poiché NON FIRMATARI di tutti gli accordi. Alla faccia della trasparenza! Inutile dire che la sensazione della maggior parte dei membri RSU riporta un dato molto differente (ad Ingegneria, per esempio, su un totale di circa 200 dipendenti Tecnici Ammnistrativi nessuno rivendica il proprio voto favorevole. Possibile che non si dichiari nessuno di quel presunto 61% di favorevoli…?).

In questo quadro, le RSU hanno indetto un’Assemblea di Ateneo (cosa più unica che rara, in assenza di CGIL e CISL “ufficiali”…) per ribadire le proprie rivendicazioni e continuare la battaglia: riaprire il confronto su “Polizza versus Sussidi”, una diversa collocazione dei 450.000 euro (fino all’altro giorno indisponibili e poi improvvisamente comparsi…) e ristabilire corrette relazioni sindacali tra i diversi soggetti, tra cui la RSU.

Virginio Pilò
RSU FLC CGIL Unibo

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