OpposizioneCgil: report coordinamento nazionale

Il resoconto della riunione del 26 gennaio 2018.

Venerdì 26 gennaio, a Roma, si è riunito il Coordinamento nazionale del Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil, per fare il punto sulla situazione politico-sindacale e sull’avvio del percorso congressuale della CGIL, con l’approvazione a maggioranza del relativo Regolamento al Direttivo nazionale del 16 gennaio.

La riunione è stata introdotta dalla campagna Eliana Como (FIOM Bergamo, CD CGIL) e sono seguiti 25 interventi: Riccardo Antonini (SPI Viareggio), Claudio Gentili (Camping cig Piombino), Alberto Giorgi (SPI Lucca), Achille Zasso (SPI Milano), Mario Iavazzi (FP Bologna, Cd CGIL), Renato Pomari (FIOM Milano), Gennaro Spigola (SPI Roma), Massimo D’Angelo (FILT Vicenza), Nando Simeone (FILCAMS Roma), Luca Barbuto (SLC Bologna), Aurelio Macciò (FP Genova), Paolo Brini (FIOM Modena), Angelo Pozzi (FISAC Milano), Francesco Durante (FISAC Pescara), Simone Grisa (FIOM Bergamo), Alessandro Albarani (FLAI Modena), Massimo Demin (FP Treviso), Luca Scacchi (FLC Valle d’Aosta, CD CGIL), Elisa Gobbi (SPI Brescia), Franco Grisolia (CdG CGIL Milano), Massimo Carlini (SPI Roma), Franca Treccarichi (FP Torino), Francesco Locantore (FLC Roma), Gianfranco Torzini (FP Arezzo), Aurora Bulla (FILCTEM Brescia). In conclusione, c’è stata una breve replica della compagna Como.

Il Coordinamento nazionale ha discusso la particolare situazione politico-sindacale, caratterizzata dalla strutturale emergenza sulla salute e sicurezza nei posti di lavoro (come mostrano gli incidenti di Milano e Pioltello), dalla solita interruzione nel vuoto delle mobilitazioni da parte della CGIL (si è infatti persa ogni traccia della mobilitazione del 2 dicembre sugli automatismi nell’aumento dell’età pensionabile); dalla coda di una stagione contrattuale frammentata e fallimentare (con i rinnovi in corso nel pubblico impiego e nell’istruzione); dal confronto con Confindustria su un nuovo accordo quadro sulla contrattazione nell’industria che rilancia il 10 gennaio e rischia di estendere il modello metalmeccanico (aumenti nazionali solo su inflazione, welfare contrattuale, accordi di secondo livello strettamente su produttività e efficienza); dalla crescita di aggressioni e manifestazioni fasciste, con la relativa urgente necessità di una mobilitazione antifascista; dal prossimo otto marzo e il proseguo delle mobilitazioni del movimento delle donne.

Inoltre, si è discusso del quadro politico e regolamentare del prossimo congresso CGIL.
In primo luogo è stata confermata la possibilità di presentare un documento alternativo (con il 3% del CD nazionale CGIL, cioè 5 componenti, e il diritto ad illustrarlo in ogni assemblea di base dove riusciremo a essere presenti). Aldilà di qualche altro minimo miglioramento di dettaglio (la calendarizzazione delle assemblee ogni tre settimane invece che due e l’obbligo di inviare il calendario anche via mail),  la scommessa politica che ha impegnato l’area in questi ultimi due anni, cioè l’esistenza di contraddizioni e conflitti in CGIL che avrebbero reso difficile la chiusura di una parabola involutiva e burocratica dell’organizzazione (con l’eliminazione di ogni opposizione), è stata per il momento vinta. Anche per la nostra determinazione a continuare la battaglia sui contratti e sulla linea sindacale della Cgil, per la nostra caparbietà nel rivendicare agibilità e spazi democratici, per la nostra ostinazione a respingere ogni atto repressivo e burocratico (compreso gli ultimi in Sevel). Nel prossimo congresso CGIL potrà quindi continuare a vivere un documento alternativo, una prospettiva classista e conflittuale.
Nonostante questo, il Coordinamento nazionale ha condiviso la scelta di votare contro il Regolamento in Direttivo, proprio perché non c’è stata nessuna modifica sostanziale con quello dello scorso congresso, a partire dalla possibilità di tener aperti i seggi anche per molto tempo dopo la conclusione delle assemblee. La pari agibilità dei documenti, come ben sappiamo, è più una teorica affermazione di principio che una prassi reale.
In questo quadro formale, il congresso si apre in un contesto politico sindacale ancora confuso. Al di là delle retoriche proclamazione di unità, emergono nel gruppo dirigente della CGIL evidenti fratture interburocratiche, sia sull’assetto futuro dei gruppi dirigenti confederali (segretario generale e segreteria) sia sull’asse politico e contrattuale dell’organizzazione. Nell’alveo della maggioranza e della sua strategia è infatti emersa una critica ancor più moderata, intorno alla necessità di riconquistare un rapporto con il PD ed un quadro più strettamente unitario con CISL e UIL (che raccoglie non solo alcuni tradizionali settori della cosiddetta “destra CGIL”, ma anche i gruppi dirigenti di importanti regioni e categorie centrali), oltre che un esplicito conflitto tra FIOM e FILCTEM sulla gestione dei rinnovi contrattuali.

Per noi il sindacato e la linea contrattuale devono esser un’altra cosa. Per questo il coordinamento nazionale ha deciso di far vivere queste critiche e questo punto di vista strategicamente alternativo in tutto il percorso di definizione dei documenti congressuali (che, per la prima volta, coinvolgerà da inizio aprile a fine maggio tutte le assemblee generali confederali e di categorie, con una discussione senza voto finale sul testo presentato dalla Commissione politica). A questo scopo saranno utilizzati i materiali predisposti in queste settimane (abbecedario per un sindacato di classe e contributo per la conferenza programmatica), oltre che di un breve testo (un paio di pagine) che sarà predisposto una volta che sarà presentata la prima bozza del documento politico di maggioranza.

Il percorso di costruzione di un documento alternativo intende quindi intrecciarsi sia con le critiche alle pratiche sindacali di questi anni (a partire dall’interruzione ripetuta di ogni mobilitazione generale e dall’impostazione perdente della stagione contrattuale), sia con il confronto ed il rapporto con tutti i delegati, le delegate, i lavoratori e le lavoratrici che intenderanno contribuire a questo sforzo.

Il Coordinamento nazionale ha quindi deciso di riconvocarsi verso la fine del percorso delle AG, venerdì 11 (pomeriggio) e sabato 12 maggio (tutto i giorno), in luogo da destinarsi, in una seduta aperta anche a chi non è dell’area e voglia partecipare al percorso di elaborazione di un documento alternativo, per discutere e approvare la prima bozza di un testo alternativo.

Inoltre, sarà convocata per la definitiva approvazione e presentazione del documento alternativo un’assemblea nazionale, a Roma, lunedì 21 maggio 2018.

Il Coordinamento nazionale invita infine tutti i compagni e tutte le compagne dell’area a organizzare riunioni e assemblee pubbliche in tutti i territori da subito e nei prossimi mesi, da una parte per presentare e discutere le nostre posizioni e le nostre critiche alla strategia della maggioranza CGIL, dall’altra per iniziare a organizzare e strutturare la difficile battaglia congressuale che ci attende.

Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil

       

 

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