#Castelfrigo: rompere subito l’unità sindacale!

Gravissimo l'accordo separato che divide i lavoratori e pugnala alla schiena la lotta in corso.

Castelfrigo: protesta contro 127 licenziamenti

L’area programmatica Il sindacato è un’altra cosa di Modena, davanti ai gravissimi recenti avvenimenti inerenti alla vertenza Castelfrigo, con un accordo separato firmato tra il sindacato giallo Cisl e le parti datoriali – un accordo che favorisce sfacciatamente gli interessi aziendali, divide i lavoratori, preserva l’illegalità e lo sfruttamento, aggira clausole sociali, norme e contratti e pugnala alla schiena la Cgil -davanti a tutti ciò, dicevamo, chiediamo con forza l’immediata sospensione dei rapporti confederali tra la nostra organizzazione e gli infami della Cisl: bloccare tavoli unitari, firme comuni a inutili protocolli e memorandum, attivi e assemblee unitarie, convegnistica e iniziative pubbliche, a partire dalla commemorazione del 9 gennaio. L’azione messa in atto alla Castelfrigo in queste ore riproduce alcuni meccanismi della vicenda Fiat-Marchionne, segno che sbagliava, allora, chi pensava a un contesto unico e non riproducibile.
La modalità dell’accordo separato per spezzare il fronte di classe e rafforzare l’iniziativa padronale, e’ ormai una prassi consolidata e definisce la linea di un sindacalismo aziendalista che può legittimarsi e sopravvivere solo estromettendo chi fa davvero sindacato sui posti di lavoro.
La rottura del feticcio dell’unità sindacale è quindi oggi passaggio indispensabile per riaprire una stagione di lotta e di diritti. La Cisl va definitivamente annoverata tra le controparti e combattuta ovunque pretenda di agire. O il sindacato confederale, democratico e di classe o il sindacato giallo: nell’Italia di oggi può sopravvivere solo uno dei due modelli.
Mentre ci stringiamo ai compagni del presidio Castelfrigo – tutti, delegati, funzionari e lavoratori – chiediamo alla Cgil di non smobilitare o ridimensionare il “progetto carni”: sarebbe un errore imperdonabile con i grandi risultati raggiunti in questi mesi; Castelfrigo va considerata solo la prima tappa di una stagione di risanamento sociale e sindacale di tutto il comparto e di un intero territorio, in cui il padronato, il caporalato mafioso e i loro servi cislini, dovranno semplicemente essere sconfitti. Si rafforzi il progetto carni, si investano risorse, si valorizzino i risultati ottenuti e i compagni che ne sono stati protagonisti.

Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil Modena

 

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