Non c’è “buona” alternanza nella Buona Scuola

Sul volantino della Fiom nazionale e la sua "buona alternanza"

Senza abrogazione della legge 107, l’alternanza è solo sfruttamento.

Nella primavera 2016 vennero raccolte centinaia di migliaia di firme per chiedere l’abrogazione di alcuni tra i provvedimenti più odiosi della Buona Scuola. Tra questi, l’alternanza scuola-lavoro: si voleva la soppressione della sua obbligatorietà e della sua finalizzazione (‘incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti’). La Flc, nonostante le contraddizioni interne al gruppo dirigente, fu in prima linea anche contro il parere della Cgil. Per un soffio però non si raggiunse l’obbiettivo e di quei referendum non si parlò più. Nel frattempo, l’alternanza è andata avanti, mostrando il peggio di sé: da McDonald’s ad Autogrill, dagli stand del PD alle parrocchie, per non parlare dell’incidente sul muletto e delle molestie su alcune stagiste. Ha distolto studenti e studentesse dal loro percorso formativo, buttandoli in un mercato del lavoro usa e getta, dove di formazione se ne vede poca (e tutta funzionale alle imprese) e di lavoro gratuito tanto.

Infatti l’alternanza scuola-lavoro ha generato, in primo luogo, manodopera sottocosto. Nell’infinita flessibilità delle forme di lavoro, si è offerto al padronato uno strumento in più: intere generazioni di studenti devono lavorare gratis, quasi sempre con compiti qualsiasi, ripetitivi e senza particolare know how. Di fatto, un sostegno alle imprese ad alta intensità di lavoro: in queste realtà, quelle 200 o 400 ore di pura manovalanza permettono infatti di migliorare offerta e produttività. Nelle situazioni peggiori, si permette così di sostituire tout court alcuni/e lavoratori e lavoratrici, con notevoli risparmi.

Il problema, però, non si limita a queste situazioni di sfruttamento (più o meno evidenti, più o meno eclatanti). Il punto è quale formazione si vuole. Certamente non solo quella classica nei banchi. Il compito di una scuola superiore di massa (oggi frequentata dal 90% dei 14/18enni), dovrebbe infatti essere anche quello di ridurre le disuguaglianze. Se 50 anni fa la differenza tra il padrone e l’operaio era che l’operaio conosceva cento parole ed il padrone mille (e anche per questo lui era il padrone), oggi la differenza passa anche per lo sviluppo di competenze critiche e la capacità di apprendere da soli. Per questo sono utili percorsi integrati con esperienze pratiche guidate. L’obbiettivo, però, non può essere la formazione del ‘capitale umano’ e della ‘forza lavoro’. Questo non è un compito della scuola, ma delle imprese. Cosa che fanno poco, al netto delle chiacchere sull’industria 4.0. Anzi, fanno sempre meno. Se fino a qualche decennio fa il periodo medio di formazione dei neoassunti era di qualche mese, negli ultimi anni si è ridotto a qualche settimana. Non a caso Confindustria preme per generalizzare una sorta di apprendistato obbligatorio: percorsi di alternanza, stage e tirocinio in tutte le scuole e le università, che permettano di scaricare sulle singole persone (gli studenti) e sulla collettività (che li finanziano) i compiti ed i costi di un “addestramento” professionale di base. Così nelle scuole e nelle università sono entrate le esigenze delle aziende e sono stati marginalizzati gli interessi degli studenti.

Ci sono, certo, esempi di alternanza meno peggiori di McDonald’s. Ci sono scuole e istituti dove, nonostante l’assenza di fondi, la scarsità del personale ed i vincoli di legge, ci si sforza oltre l’inverosimile per evitare esperienze di puro sfruttamento, che perlomeno non siano dannose. Ci sono aziende in cui il sindacato riesce a contrattare alcuni percorsi. Tutto questo non la rende meno odiosa. L’accordo Fiom con Lamborghini sull’alternanza scuola-lavoro sarà certo meno peggio di Autogrill, ma ha solo limitato il danno. Ed è sbagliato, profondamente sbagliato, che la Fiom contrasti la ‘cattiva alternanza’ con una ‘buona’. Così almeno si legge in un volantino nazionale distribuito davanti alle scuole (apri). Nel quadro della Legge 107, nel quadro della BuonaScuola, dei suoi obblighi e delle sue finalizzazioni, non c’è nessuna buona alternanza. Nemmeno quando è la stessa Cgil a esserne partner (ahimé succede…). Così la Fiom finisce per accodarsi proprio alle ambiguità della CGIL, che sul punto ha in più occasioni dimostrato una divergenza di valutazioni con la FLC.

Pensare che oggi sia possibile una buona alternanza, nel quadro della legge 107, è allora un errore. Consolida e diffonde la narrazione del padrone (la finalizzazione della formazione all’occupazione). Non si rapporta positivamente con i movimenti degli studenti, presentando loro il punto di vista del lavoro e dei diritti di lavoratori e lavoratrici. Soprattutto, distoglie l’attenzione dal contrasto della Buona Scuola. Proprio quando la stessa FLC sta soccombendo alla legge 107, dopo una lotta condotta con mille titubanze e contraddizioni, sfumata ulteriormente nel rinnovo contrattuale in corso.

La Fiom dovrebbe allora ripensare la sua posizione. Si riscriva quel volantino e si apra su tutta l’alternanza scuola-lavoro una riflessione ben più approfondita e radicale. Avere una visione di così breve respiro, più realista del re, su un tema che riguarda tanti e tante giovani, tanti futuri lavoratori e lavoratrici, non appartiene alla storia della categoria che più di ogni altra fece propria la battaglia per le 150 ore, portando all’epoca la scuola in fabbrica (e non, come oggi, la fabbrica a scuola…).

sindacatoaltracosa – opposizione CGIL in FIOM e in FLC

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: