Gomma plastica. Sciur padron, fora li palanchi!

Comunicato Il sindacato è un’altra cosa - opposizione Cgil, Filctem

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Quando nel dicembre 2015 dicemmo no all’ipotesi di accordo in fase di rinnovo contrattuale tra le ragioni del no c’era il fatto che si andava a innescare un meccanismo che spostava parte consistente del salario da cifra fissa e consolidata a variabile, aggiustabile di anno in anno rendendo gli aumenti e le sue trance solo delle ipotesi.
E’ quello che è successo lo scostamento tra inflazione dell’anno precedente e consuntivo Istat ha determinato che in modo asettico e meccanico i padroni abbiano applicato tale norma senza
sentire ragioni anzi facendosi forti di quanto sottoscritto sul ccnl all’ art.70. Non solo ci hanno chiesto all’inizio del rinnovo la restituzione di parte dell’aumento precedente che ha causato il
primo anno di rinnovo in moratoria senza trance .
Coloro che in questi anni di crisi hanno fatto profitti in collaborazione coi governi succeduti in questi anni che hanno smantellato pezzo per pezzo diritti acquisiti con le lotte con manovre fatte ad hoc, una dietro l’altra senza avere concreta opposizione, ancor oggi si apprestano grazie a questo meccanismo presente all’interno del ccnl del gommaplastica a ridisegnare per tutta la confindustria un nuovo modello contrattuale, naturalmente scaricando per l’ennesima volta sulle spalle e sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici una condizione di arretramento e di vero attacco al loro potere di acquisto reso già così debole in questi anni.
La lotta di oggi anche se in ritardo rappresenta un inizio di percorso molto importante in quanto rappresenta per tutti i lavoratori e lavoratrici non solo del settore una vera opportunità,
serve una lotta che miri a cancellare tali meccanismi ritrasformando le rivendicazioni salariali in momenti certi di riappropriazione del proprio potere di acquisto.
Nel ccnl gommaplastica l’art. 70 va riscritto cancellando questo meccanismo perverso di calcolo, va cancellato tra l’altro la norma che prevede che 6 mesi prima della scadenza del ccnl non si possano effettuare nessun tipo di iniziative ne di proteste. Cosa sarebbe successo se tutto questo si fosse verificato sull’ultima trance prevista ad ottobre 2018 quando il ccnl scade al 31 dicembre ?
Non si può rimanere legati mani e piedi, i contratti devono avere rivendicazioni salariali fatti sul reale recupero del potere di acquisto, con cifre certe e non più negoziabili.
29/11/2017 – Coordinamento nazionale “Il sindacato è un’altra cosa–Opposizione Cgil” Filctem Cgil

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