Trieste. Il razzismo si combatte anche nei luoghi di lavoro

Ordine del Giorno presentato da E.Innendorfer al Direttivo Provinciale Cgil Trieste (assunto dalla Segreteria

Il Direttivo provinciale della Cgil, riunitosi a Trieste in data 22/09/17, evidenzia la pericolosa deriva che sta prendendo la delicatissima questione immigrazione a Trieste.
Le cosiddette “passeggiate della sicurezza” dei “patrioti” capitanati dal leghista Tuiach e tollerate evidentemente dai piani alti del Comune sono veleno negli occhi dei cittadini di questa città a cui la Cgil deve rispondere nella maniera più ferma e decisa.
L’immigrazione di massa, che rappresenta la tragedia immane di popoli vissuti per decenni tra l’orrore della guerra e il baratro della povertà, non può essere derubricata come un problema di
ordine pubblico.
Chiediamo accoglienza di qualità, per i rifugiati richiedenti asilo ed anche per gli operatori del settore. Chi dice che non ci sono le risorse per farlo, si faccia un giro nei libri contabili delle banche (o dei banchieri) salvate con soldi pubblici, o nei libri contabili delle spese militari.
Chiediamo politiche abitative pubbliche che, attraverso l’esproprio degli immobili sfitti ad evidente scopo speculativo, garantiscano un alloggio dignitoso alle migliaia di famiglie italiane e straniere ancora senza casa.
Chiediamo un lavoro dignitoso per tutte e tutti, perché la carità di Stato non risolve la povertà, la istituzionalizza.
Il compito principale di un’organizzazione sindacale è innanzitutto quello di organizzare collettivamente i lavoratori e le lavoratrici, indipendentemente dal colore della pelle o dalla
nazionalità. Riconoscere nel migrante un potenziale compagno di lotta da organizzare piuttosto che una vittima da compatire è il passo necessario per rispondere alla propaganda razzista della destra con lo strumento della solidarietà di classe e non con quello dell’appello ai “buoni principi”.
Da questo punto di vista lo sforzo della Cgil e l’efficacia della sua azione possono misurarsi non tanto nella qualità dei servizi offerti ai lavoratori migranti attraverso i propri sportelli (che vanno comunque difesi ed estesi), ma attraverso la capacità della stessa di organizzare, tesserare e mobilitare, in ogni categoria produttiva, i lavoratori non italiani.
Il razzismo è in ultima analisi un problema di pane. Quando lavoro, casa e welfare scarseggiano sotto l’attacco della crisi, vecchie fratture su linee nazionali, etniche e religiose si approfondiscono.
La vera domanda da farsi naturalmente è questa: in un paese in cui il 25% del patrimonio immobiliare è sfitto, ad uso speculativo di grandi gruppi (immobiliari, banche, Cassa depositi e
prestiti) di chi è la colpa se non ci sono abbastanza case per tutti, italiani e migranti?
Il razzismo si combatte nei luoghi di lavoro tramite l’unità e la solidarietà che solo un sindacalismo combattivo e rivendicativo può creare tra tutti i settori della classe lavoratrice impoveriti dalla crisi.
Sulla base di queste premesse, il Direttivo impegna la Cgil di Trieste ad esprimersi nel modo più categorico ed inconfutabile contro le politiche da un lato securitarie e dall’altro fatte contro i poveri anziché contro la povertà, come tristemente visto nei primi mesi di mandato, evidenziando inoltre i rischi di tenuta sociale determinati dalla deriva del clima sul territorio sui temi dell’immigrazione.

Prima firmataria Erika Innendorfer

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: