STAT (Torino). Sciopero contro il G7

Comunicato RSU FIOM CGIL STAT

Nell’ultima settimana di settembre, Torino ospiterà la periodica riunione dei sette paesi più industrializzati del mondo, denominata G7.
La RSU FIOM CGIL della STAT dichiara quindi 8 ore di sciopero, (da effettuarsi secondo le consuete modalità, 06-14 per il primo turno, 08-17 per il centrale, 14-22 per il secondo e 22-06 per il turno notturno), venerdì 29 settembre.
La RSU ritiene che questa circostanza possa essere di stimolo per una riflessione e per aprire una discussione che riesca in qualche modo a mettere in crisi il pensiero dominante di questi ultimi tempi.
La crisi che ha avuto il suo acme nel 2007 negli Stati Uniti, (i cui effetti ancora oggi, a distanza di dieci anni, condizionano pesantemente la vita di milioni di persone), e che in breve ha contagiato il mondo intero, è figlia di un processo iniziato negli anni ’80, con la progressiva finanziarizzazione dell’economia, ovvero lo spostamento di sempre più ingenti capitali dall’economia reale, (e quindi sempre meno investimenti in ricerca, sviluppo, innovazione), alla speculazione finanziaria. La globalizzazione che, sempre a partire dallo stesso decennio, ha di fatto liberalizzato la circolazione delle merci e del denaro e creato un mercato mondiale sulla cui regolamentazione gli stati tradizionali hanno progressivamente perduto la capacità di intervento, è diventata una sorta di deus ex machina le cui benevolenza e lungimiranza, avrebbero garantito un benessere come mai prima avevamo conosciuto. Era, nel premesse almeno, l’inizio di una nuova Età dell’oro. Il muro di Berlino era crollato, la Cortina di Ferro si era dissolta: niente e nessuno avrebbe potuto ostacolare il pieno sviluppo umano.
Chiaramente, nel nuovo ordine mondiale il ruolo di ciascuno era ben delineato e preciso. La ricchezza ed il benessere erano, (e sono), peculiarità esclusive dell’occidente e il Sud del mondo era destinato, come da tempi immemorabili, ad essere depredato, spogliato, sfruttato. Un serbatoio di materie prime indispensabili per il mantenimento del nostro stile di vita.
Non ci soffermiamo oltre, troppo vasto e complesso l’argomento per essere affrontato in un comunicato ma la RSU crede che almeno una considerazione debba essere fatta:
i nostri nemici non sono gli stranieri, i migranti che attraversano il Mediterraneo per sfuggire alle guerra, alla fame, alla violenza e alla povertà o inseguono il sogno di una vita dignitosa per sé e i propri figli, per garantire loro un futuro altrimenti negato, ma sono quei sette signori che tra qualche giorno si siederanno intorno ad un tavolo, eleganti, ben nutriti, con le unghie curate e i sorrisi impeccabili e decideranno della nostre vite.
Non restiamo in silenzio.

Beinasco, 26 settembre 2017

RSU FIOM CGIL STAT

La vignetta fatta dai compagni della RSU per l’occasione

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