AG CGIL. E.Como: referendum e pensioni, subito un’iniziativa!

Intervento di Eliana Como all’Assemblea Generale CGIL sul mezzogiorno, Lecce 14 e 15 settembre 2017.

Intervento alla AG nazionale della Cgil a Lecce, 14 e 15 settembre 2017

Questa assemblea generale è dedicata al Sud. Forse per il fatto che sono la prima non meridionale a intervenire, o forse perchè sono la prima donna, è probabile che uscirò un po’ fuori dalle righe, ma non credo per questo di andare fuori tema.

Siamo a Lecce: non riesco a dire quello che avrei voluto, senza prima ricordare che proprio a pochi chilometri da qui, ieri, hanno trovato il corpo di una ragazzina, forse sarebbe meglio dire una bambina, uccisa a sassate dal suo fidanzato, 10 giorni fa.

Lo dico perchè spero che la segretaria della Cgil approfitti del fatto che siamo qui e dell’attenzione anche mediatica che ci sarà su queste Giornate del lavoro, per dire quello che è scritto sugli striscioni appesi all’ingresso di tutte le nostre Camere del Lavoro. Che la Cgil non può più sopportare la violenza contro le donne. Che è inaccettabile l’escalation di imbarbarimento e di femminicidi nel paese. Che le misure di contrasto evidentemente non bastano e sono sbagliate, visto che la mamma di Noemi aveva denunciato, ma sua figlia è rimasta sola lo stesso. Che la cultura patriarcale che alimenta la violenza va messa in discussione alla radice. Che la narrazione sessista sulla violenza che i media propongono è vergognosa. Che non fa differenza se chi stupra è un migrante o un carabiniere, se lei era sobria o ubriaca fradicia, se era una ‘brava’ ragazza, una trans o una prostituta (tanto per dire, ieri il Messaggero ha pubblicato un manuale di difesa per le donne a Roma, che passava dal ‘non accettare passaggi in macchina’ al ‘non andare in giro senza ‘occhi solidali che ti seguano’. Mancava solo il consiglio di non accettare caramelle dagli sconosciuti…). E infine che ogni discriminazione sul salario e sulle condizioni di lavoro va eliminata. E che non è parità andare in pensione tutti a 66 anni e 7 mesi.

Ecco, non credo di essere andata fuori tema. E non credo di farlo, se proprio qui a Lecce parlo di Lombardia e Veneto, dove, come si accennava nell’introduzione, il 22 ottobre ci saranno i referendum sulle autonomie regionali.

Questi referendum sono un attacco esplicito alla coesione sociale del paese e all’idea solidaristica e universalistica dello stato sociale, già gravemente devastato da decenni di politiche di austerità e tagli. Se passasse l’idea dell’autonomia nelle regioni più ricche, popolose e industrializzate del paese, non ci sarebbe affatto più giustizia sociale in quelle regioni, ma solo più disuguaglianza nel paese. E chi pagherebbe il prezzo più alto sarebbero proprio le regioni del Sud.

Dove vivo, a Bergamo, c’è un dispiegamento di propaganda elettorale sui referendum enorme. E trova purtroppo vasto consenso, come ben sapete. È necessario e urgente che la Cgil, che è la più grande organizzazione di massa del paese, prenda posizione fermamente e pubblicamente. Per dire che questo referendum è una truffa, uno spreco di risorse enorme ed è pericoloso, perchè è uno strumento di consenso popolare della destra xenofoba razzista e intollerante che governa in quelle regioni. Con l’appoggio, peraltro, anche di molta parte del M5S e di tanti sindaci del Pd, compreso quello che governa la mia città.

Io credo che non andrò a votare, per non legittimare una simile operazione politica. Ma aldilà di quello che farò io, ribadisco che penso sia urgente che la Cgil prenda posizione contro, il prima possibile, anche oggi. So che è già convocato il direttivo il 3 ottobre su questo tema, ma credo che si dovrebbe intervenire subito, perchè non diventi poi troppo tardi e perchè non c’è davvero luogo migliore che qui, a Lecce, in pieno sud, per prendere una posizione come questa.

Ultima cosa. Parliamo del Sud, oggi, vero. Però io trovo incredibile che fino ad ora non sia stata detta nemmeno una parola sul tema delle pensioni. Tema che è centrale per tutte e tutti, da Nord a Sud. Ma quando ne parliamo? Tra pochi mesi l’età pensionabile aumenta per tutti a 66,7 e poi ancora nel 2019 per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita. È incredibile: il nostro è il peggior sistema in Europa, secondo solo alla Grecia (per la vecchiaia, peraltro, non per l’anzianità).

Non è possibile che il governo trovi i soldi per nuovi incentivi alle imprese, ma non per le pensioni. Nell’introduzione si è detto che gli incentivi non vanno bene, ma non vanno ‘demonizzati’. Non sono d’accordo: vanno proprio demonizzati! Per aumentare l’occupazione dei giovani non serve dare nuovi regali alle imprese, peraltro con nuove decontribuzioni, quindi ancora indebolendo il sistema previdenziale. Per aumentare l’occupazione, si mandi in pensione chi è già troppo tempo che lavora.

Non possiamo restare immobili su questo, o fare un altro presidio davanti alle prefetture o un altro banchetto di firme o un’altra piattaforma unitaria! È l’ultima possibilità che abbiamo per fermare la legge Fornero e aprire una vertenza per abbassare l’età pensionabile. Non c’è lavoratore e lavoratrice che non ci accusi di non aver fatto niente nel 2012. Ecco, non commettiamo sempre gli stessi errori! Serve una grande mobilitazione subito, fino allo sciopero generale.

Su questo tema, se la Cgil fa per davvero, i lavoratori sono disponibili alla mobilitazione, ovunque, perchè interessa drammaticamente tutte e tutti. A Bergamo, dove io vivo, fino a qui a Lecce (e oltre, a nord e a sud, ovviamente).

Eliana Como

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