Hitachi – Appello contro i licenziamenti

contro i licenziamenti

Pubblichiamo e invitiamo a sostenere l’appello di solidarietà

C’è stato un tempo in cui la stabilità del lavoro e la tutela della dignità dei lavoratori davano un senso all’idea che in qualche misura esistesse davvero un modello di “civiltà del lavoro”.

Cancellata ogni tutela, ridotti i lavoratori in condizioni di servitù, precarizzati vita, speranze e futuro di intere generazioni, quella civiltà ha ceduto il posto a una inaccettabile barbarie.

Intollerabile e barbaro è quanto accade alla Hitachi di Napoli, che ha licenziato quattro operai, nonostante il contratto a tempo indeterminato, senza altro motivo, se non l’intento di risparmiare sui salari, assumendo lavoratori interinali.

Nel gioco di scatole cinesi, in cui aziende che producono aziende si spartiscono lavoratori come fossero macchine, ai quattro operai era toccato in sorte un fantomatico corso di formazione a Porto Marghera, in un limbo che annunciava licenziamenti, e si era chiesto di firmare una lettera “volontaria” di dimissioni con la classica formula del “nulla a pretendere” poi dall’azienda. A rendere più odiose e disumane le arbitrarie scelte dell’Hitachi, ci sono le condizioni personali e familiari dei lavoratori, con disabilità fisiche proprie o dei figli. Uno di loro ha addirittura una bambina di pochi mesi con un tumore al cervello.

Con un gesto disperato, ma anche con coraggio e dignità, gli operai hanno rifiutato, sono stati licenziati e hanno incatenato ai cancelli della fabbrica i loro corpi, le loro speranze e il loro futuro.

In questa orribile vicenda tutto sa di vergogna e violenza – le regole violate e la dignità calpestata, nonostante le drammatiche condizioni familiari – e tutto ci ricorda che la “legalità” senza giustizia sociale è solo una volgare prepotenza.

Noi chiediamo all’azienda di tornare sui propri passi, in nome di quanto prescrive la Costituzione della repubblica che, con l’art. 41, impone all’iniziativa economica di svolgersi in piena armonia con l’utilità sociale e di non creare danno alla libertà e alla dignità umana.

Nello stesso tempo, chiediamo con forza alle Autorità politiche nazionali e locali di intervenire, per affiancare i lavoratori, far sentire la loro solidarietà e imporre il rispetto di quella Costituzione che è la migliore eredità della Resistenza.

 

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