Solari nuovo segretario SLC: report dell’AG.

Eletto, dopo la "sfiducia" a Cestaro, il nuovo segretario del Sindacato Lavoratori della Comunicazione: voto contrario dell'OpposizioneCgil.

Mercoledì 12 luglio si è tenuta a Roma l’assemblea generale della SLC-CGIL.

Non si è trattato di un’assemblea ordinaria: la categoria viene da un periodo di forte crisi, sfociata nella richiesta, da parte della maggioranza dei membri dell’assemblea, delle dimissioni del segretario generale Massimo Cestaro. Le motivazioni della richiesta, sottoscritta da 105 membri su 168, sembravano avere in comune contenuti politici condivisibili anche dalla nostra area di opposizione: l’assenza di una linea politica condivisa e discussa con gli iscritti sui temi che hanno investito e investiranno ancor più il settore, una mancanza di verifiche coi lavoratori che ha portato a incomprensioni, sconfitte, decisioni e firme scellerate spesso respinte dai lavoratori stessi. Tutto è stato dettato dall’ideologia, inammissibile per un sindacato, secondo cui “un lavoro a qualsiasi condizione è meglio di nessun lavoro”. Dopo le 105 firme qualcuno ha pensato che la contestazione a questa ideologia (concertativa fuori tempo massimo) avesse riunito diverse zone e diverse anime di SLC-CGIL. Naturalmente non è stato così.

Quella del 12 luglio non è stata una discussione matura e trasparente di un’organizzazione che ragiona sulla propria crisi; è stata piuttosto la ricomposizione di un moto di ribellione piccolo piccolo, su cui chiaramente non avevamo fatto affidamento, ma che rappresentava nondimeno una novità. I territori e le aree programmatiche interne alla maggioranza si sono invece comportate come un gruppo non coeso, diviso in clan, ma con interessi di parte che si sorreggono a vicenda in nome di legami a noi ignoti. Non si è percepito neanche per un minuto un pensiero di autocritica per ciò che (non) è stato fatto negli ultimi tre anni, né un pensiero di angoscia per ciò che accadrà se non cambiamo.

Il primo intervento è stato di Susanna Camusso. La segretaria generale CGIL aveva partecipato alle consultazioni individuali di un mese fa, messe in piedi, invece di una normale assemblea, per capire il malessere in SLC. Dall’intervento è parso che dalle consultazioni avesse colto solo indefinite esigenze di confederalità e di riorganizzazione della categoria, qualcosa di poco sostanziale, che mai avrebbe portato a una sfiducia di un segretario generale. Al termine dell’intervento la proposta come nuovo segretario generale SLC di Fabrizio Solari – che non è intervenuto. Su questa proposta sono state fatte ulteriori consultazioni individuali che hanno dato ampio appoggio alla candidatura. Solo a quel punto Solari ha fatto il suo intervento, sulla falsariga di quello di Camusso, cioè non volendo cogliere la richiesta di democrazia, di elaborazione collettiva, di ascolto dei lavoratori, bensì ammonendo sul lavoro che cambia e su come dovessimo adeguarci a questo, tenendo a mente anche le sconfitte politiche della sinistra (?) alle ultime amministrative. Bastava dichiarare di non voler cedere ai ricatti occupazionali e a prendere la Carta dei Diritti come quadro e piattaforma politica entro cui muoversi, sarebbe stato il minimo, ma neanche questo è stato detto.

Il voto è stato un plebiscito: 111 a favore, 7 contrari e 2 astenuti. Prima del voto una dichiarazione dell’area Democrazia e Lavoro assicurava il proprio consenso, mentre una nostra dichiarazione (3 aventi diritto al voto) motivava il nostro voto contrario.

Il 92,5% dei membri dell’assemblea ha ritenuto che va bene così, e i dissidi che sembravano gravissimi fino a pochi giorni fa erano dimenticati.

Negli ultimi mesi tra i 105 firmatari tutti professavano stima verso il segretario generale uscente e assicuravano che la richiesta di dimissioni non era una questione personale ma di contenuti. Gli avvenimenti hanno dimostrato il contrario: Massimo Cestaro è stato sfiduciato (dagli stessi che lo avevano eletto all’ultimo congresso) per motivazioni evidentemente legate alla sua persona e alle sue scelte organizzative, non altro. E a stragrande maggioranza quegli stessi delegati hanno eletto Fabrizio Solari del tutto incuranti di un’impostazione politica che probabilmente sarà la stessa che (non) sta governando il cambiamento nelle telecomunicazioni, in Poste, e in tutti i settori della categoria. SLC-CGIL, così, è destinata a peggiorare. A settembre infatti affronteremo stravolgimenti e contratti in cui la parte datoriale applicherà la propria ideologia padronale 4.0 senza che avremo elaborato una strategia e dei contenuti per gestire le innovazioni tecnologiche e gli attentati liberisti alla legislazione del lavoro.

Per noi il sindacato è un’altra cosa. L’unica possibilità rimasta è lavorare fin da oggi al prossimo congresso, dove l’Opposizione in CGIL lotterà per informare gli iscritti che un’alternativa all’ideologia di “un lavoro a qualsiasi condizione è meglio di nessun lavoro” è possibile. Il sindacato è nato proprio sulla comprensione di questo semplice concetto. Tutte le lavoratrici e i lavoratori di SLC-CGIL interessati all’elaborazione di una piattaforma rivendicativa, di lotta e alternativa a quella attuale possono scriverci a OpposizioneSLC@gmail.com .

 

Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione in SLC-CGIL

 

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