Fiom Trieste: … andiamo avanti, in direzione ostinata e contraria!

L'intervento della compagna Erika Innendorfer al Direttivo Fiom di Trieste di oggi, 30 giugno 2017.

Intervento di Erika Innendorfer al Direttivo provinciale Fiom Cgil Trieste – 30/06/17

….Riprendo il discorso lasciato in sospeso durante questi mesi di “passione” trascorsi assieme al nuovo Segretario Marco Relli e a Michele Piga, che è stato indispensabile per finalizzare il nuovo assetto della Fiom di Trieste, per ribadire la mia posizione all’interno della Fiom e della Cgil: ovvero, io continuo appartenere all’Area “sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil” .

Ci tengo a ribadire che l’Area di opposizione a Trieste non è morta, come si insinua tendenziosamente da qualche parte e ci tengo a ribadire che, nonostante l’aver assunto il CCNL siglato anche dalla FIOM, non posso esimermi dall’osservazione critica del medesimo e dal commentare negativamente le linee guida per la contrattazione di secondo livello che sono state licenziate dall’Assemblea dei 500 appena conclusa.

Mai come in questo rinnovo si sono resi evidenti i problemi inerenti gli aumenti salariali: Euro 1,70 lordi al V° livello… che ancora le retribuzioni dei metalmeccanici italiani tra le più basse in tutta Europa; credo che abbia detto bene Landini quando affermava che non c’è stato scambio sul salario: infatti l’aumento del salario è un argomento che non riguarda più la Fiom. Si istituzionalizzano e generalizzano sanità integrativa e welfare come parte degli aumenti salariali (i famosi “90 euro” complessivi nel quadriennio).

Più nello specifico, alcuni punti sulle regole per la contrattazione mi hanno lasciata quantomeno perplessa perché mi sembra quasi che ci si rivolga ad una platea inconsapevole. Invece io penso che siamo consapevolissimi e qualora non lo fossimo sarebbe un grave deficit da parte nostra.

Il diritto alla progettazione congiunta. Ripropone per l’ennesima volta la necessità di istituire i CAE nelle aziende che ne hanno le caratteristiche, implementando a tal fine un sistema di partecipazione negoziata attraverso il diritto di informazione, consultazione, contrattazione anche attraverso la costituzione di specifiche commissioni tecniche bilaterali che abbiano carattere propositivo, consultivo ed elaborativo. Mi dispiace contraddire chi ha elaborato il testo, ma evidentemente c’è qualche lacuna in tal senso: i CAE hanno unicamente ruolo consultativo e informativo e NON di contrattazione. Al CAE non è possibile negoziare nulla. Si prende atto delle informazioni ricevute (peraltro RISERVATISSIME) e ci si limita a verificare che i contenuti delle informative che vengono illustrate siano pertinenti e consoni alle direttive europee e dei singoli paesi membro.

Welfare per tutti. La scelta compiuta dalla Fiom di qualificare il ruolo del contratto nazionale in materia di previdenza integrativa, sanità integrativa e welfare ha, dal mio punto di vista, l’obiettivo di fidelizzare i lavoratori alle aziende eliminando quello che e’ il diritto di disporre dei propri soldi vincolandoli a dei fondi privati impoverendo ulteriormente il ruolo del welfare pubblico.

ORARIO DI LAVORO. A me non sembra che vi siano delle line guida evidenti proposte in materia di orario del lavoro, tutto cade sulla testa delle RSU che, se hanno un rapporto di forza riescono a negoziare qualcosa, altrimenti si bevono tutte le flessibilità imposte dalle aziende. Anche per quanto riguarda la famigerata industria 4.0, il suggerimento su come muoversi nell’ambito della contrattualità di secondo livello é talmente general generico da apparire inconsistente

TUTELE E PROCEDURE IN CASO DI LICENZIAMENTO. “Al fine di individuare soluzioni alternative al licenziamento per giusta causa prevedere ulteriori tempi e modalità di confronto rispetto a quanto previsto dalla normative”…qualcuno mi spiega cosa vuole dire in concreto?

….

In ogni modo, di tutto questo avremo tempo e modo di parlare ancora. Anche, ovviamente al Congresso. E continueremo a confrontarci, anche duramente, se ci sarà bisogno. Mi auguro comunque, nel rispetto delle posizioni reciproche e nel rispetto del pluralismo di questa organizzazione a cui, nonostante tante scelte politiche e contrattuali che reputo, come ho ripetutamente detto, profondamente sbagliate, sento di appartenere.

Per questo va avanti il mio impegno – e, spero, anche quello di molti altri che dal il congresso precedente ad oggi hanno perseguito questa scelta – nella Fiom e nell’area il sindacatoèunaltracosa-OpposizioneCgil.

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