Tutela la sanità pubblica: il volantino dell’OpposizioneCGIL-SPI del Veneto.

Volantino dell'OpposizioneCGIL-SPI del Veneto.

Qui sotto, e qui per scaricarlo in .pdf, il volantino del Coordinamento SPI-CGIL VENETO sulla sanità.

 

Abbi cura di te e della tua famiglia e dei tuoi compagni :

TUTELA LA SANITÀ PUBBLICA!

 Quando in Inghilterra i lavoratori conquistarono il Servizio Sanitario Nazionale il ministro della sanità Beverin inviò alle famiglie questo scritto: Il tuo NHS (National Health Service )inizia il 5 luglio 1948. Cosa è? Cosa ti darà?:Ti fornirà ogni tipo di assistenza medica, odontoiatrica e infermieristica. Ognuno – ricco o povero, uomo, donna o bambino – potrà usufruirne. Non c’è nulla da pagare, eccetto che per poche prestazioni speciali. Non si tratta di un’assicurazione. E neppure di una forma di carità. Tu stai già  pagando per questo, soprattutto come contribuente, e ciò allevierà le tue preoccupazioni finanziarie nel momento della malattia

In Italia lavoratori conquistarono il 1° gennaio 1948 la Costituzione italiana che al articolo 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività...” è l’unico diritto che la Costituzione espressamente definisce come “fondamentale” nel senso che è fondativo di tutti quei diritti che altrove la Costituzione definisce inviolabili. Senza la salute, infatti, i diritti sarebbero difficilmente fruibili.

Dunque l’art 32, impone allo Stato di non lasciare nessuno senza le difese di fronte alla malattia. L’art. 32 impone di attivare tutte quelle prevenzioni e cure che la scienza moderna permette. L’art. 32, dopo lunghe lotte è bene sottolinearlo, permise la conquista nel 1978 del SSN per tutti.

Chi oggi propone, accampando problemi di bilancio o di efficienza, sistemi alternativi nei quali la qualità delle cure sia in relazione alla disponibilità economiche del singolo, viola la possibilità di esercizio del diritto sancito dal art. 32 e pertanto va contro la Costituzione Italiana che gli italiani hanno voluto riconfermare nei principi e nel testo il 4 dicembre 2016: principi e testo che noi rivendichiamo come la nostra repubblica democrazia fondata sul lavoro!

Da cinque anni i lavoratori inglesi stanno subendo un pesante attacco neoliberale alla loro sanità pubblica che ha ridotto la sua capacità di fornire prestazioni di alta qualità per tutti.

Certo da noi nessuno si è esposto politicamente e dichiarare di voler realizzare come in Inghilterra riforme neoliberiste del sistema sanitario. Lo si sta facendo in silenzio senza opposizione usando gli stessi mezzi: drastico sottofinanziamento del sistema pubblico, riduzione del personale, facilitazione alla privatizzazione e commercializzazione della salute con lunghe liste d’attesa e con i nuovi contratti di Welfare Aziendale. Tutto questo sta minando la nostra sanità pubblica equa e solidale.

Oggi, dati CENSIS di giugno, sappiamo che il nostro SSN è stato definanziato di un –1,1% annuo nel periodo 2009-2015 (dato Corte dei Conti), mentre nello stesso periodo in Francia la spesa sanitaria è cresciuta mediamente dello + 0,8% e in Germania del + 2%. Oggi in rapporto al Pil la spesa sanitaria pubblica in Italia è pari al 6,8%, in Francia all’ 8,6% e in Germania al 9,4%.

Così, si hanno ore di attesa nel pronto soccorso, e a volte si muore per la mancanza di posti letto. Così 12,2 milioni di italiani nel 2016 hanno rinunciato a curarsi. Così nel 2016 i lavoratori (oltre alle tasse) hanno speso di tasca propria per la sanità 35 miliardi di euro (+ 4,2% rispetto al 2015); aumento in percentuale superiore alla spesa per consumi (+3,4%). Così la percentuale di italiani che ha avuto difficoltà a sostenere le spese sanitarie di tasca propria è stata del 35,3%, con punte del 53,8% al Sud. Fra questi i pensionati sono fra quelli in maggiore difficoltà per l’accesso alle cure: “Su 1000 euro che spende l’impresa con la defiscalizzazione  l’azienda risparmia circa il 50%. Il primo vantaggio delle mutue non va quindi al cittadino lavoratore, ma all’impresa. Ed è chiaro che non si inventa niente, è solo un rispolvero delle teorie neoliberiste. – ha detto in aprile Daniela Cappelli dello Spi Cgil Toscana – Tutta l’operazione  delle mutue ruota intorno a un meccanismo molto semplice: invece che darti un pezzo di salario, uso il tuo salario per fare la mutua e se faccio la mutua  io sono defiscalizzato e tu hai la mutua. La ragione è sempre quella: il profitto dell’impresa”.

Per arrestare questa deriva la strada è appunto quella indicata il 4 dicembre dal popolo italiano: il sacro rispetto e l’osservanza della Costituzione e delle leggi!

In sanità nella organizzazione del lavoro delle ULSS e nelle case di cura private convenzionate, vanno fatte applicare tutte quelle leggi che prevedono la possibilità, con l’impegnativa del mio medico di medicina generale, di scelta la scelta del luogo di cura e dello specialista da cui farmi seguire durante la malattia e che i tempi d’attesa per fruire di una prestazioni siano eguali a quelli che avrei per la stessa prestazione chiesta in privato.

Premesso quanto sopra è il caso di dire:

Pago il ticket perché c’é una legge che me lo impone ma sono contrario ai ticket in sanità perché inutili, pericolosi ed iniqui farò il possibile per convincere i partiti ad abolire quella legge.

Pretendo che però che nell’organizzazione del lavoro nel SSN (Ulss, Aziende, Case di cura private convenzionate) vengano applicate quelle leggi che con quel ticket mi garantisco la scelta e tempi d’attesa certi anche se questo dispiace ai banchieri e agli speculatori finanziari di ogni tipo.

In Italia le politiche degli ultimi anni hanno disinvestito in sanità rendendo la sanità costosa e sempre meno accessibile ai lavoratori e pensionati: tempi d’attesa lunghissimi e blocchi delle prenotazioni,  ticket troppo alti anche superiori ai costi vivi del singolo esame spingono la cittadinanza, a rivolgersi a privati con conseguente ulteriore definaziamento del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) o addirittura alla rinuncia delle cure.

 Come Il sindacato è un altra cosa-area opposizione Cgil vogliamo aprire un confronto con SPI-CGIL per impostare una campagna regionale/nazionale nel mondo dei pensionati e del lavoro in generale per impedire l’incostituzionale deriva privatista nella sanità italiana e rilanciare  l’efficienza ed efficacia del SSN.

QUALITÀ DELLE CURE: BASTA APPLICARE LE LEGGI VIGENTI

La gestione della sanità pubblica è un diritto, non una merce, sancito dalla Costituzione Italiana

 Articolo 32:”.La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

La salute deve essere pubblica, cioè un bene d’uso prodotto dallo Stato fornito in modo adeguato al bisogno e senza spesa diretta del malato. Non deve diventare una merce da comprare sul mercato finanziario assicurativo. deve mantenere l’impostazione di SSN, nel rispetto della più rigorosa legalità cioè applicando le leggi vigenti.

 TEMPI D’ATTESA: per una prestazione sanitaria richiesta con l’impegnativa del medico di medicina generale si devono avere tempi certi, e comunque non superiori ai tempi di una visita a pagamento.

  • questo si può fare  con il monitoraggio delle liste d’attesa e dell’attività intramoenia applicando la legge Turco n° 120 del 3 agosto 2007 art 1 comma 4 lettera g, la legge 229/99 Riforma Bindi art 15 quinques comma 3, e il DPCM relativo del 27 marzo 2000, art 2 comma 4, art 10 comma 2 e 3 in cui si dice che nelle aziende sanitarie e nelle case di cura private convenzionate deve essere organizzato in modo da prevedere “il progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime libera – professione, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito istituzionale” e che le amministrazioni devono valutare per singolo dirigente con l’eventuale concessione della libera professione possa determinare l’effettiva riduzione delle liste d’attesa.

LIBERA SCELTA DEL LUOGO DI CURA E DELLO SPECIALISTA. Nella medicina moderna l’aumento delle conoscenze scientifiche e delle tecniche diagnostiche e di cura, hanno avuto una crescita esponenziale tanto che è difficile per i singoli medici specialisti rimanere aggiornati. La medicina moderna ha individuato nelle superspecialità all’interno delle classiche specializzazioni, la sua naturale evoluzione per dispiegare le sue immense potenzialità terapeutiche. Il Parlamento ha valutato, in ottemperanza al art. 32, che questa evoluzione divenisse patrimonio del SSN. Ha sancito, pertanto, che con la richiesta del medico di medicina generale il cittadino-utente deve poter accedere a prestazioni  sanitarie di qualità.

  • Rispetto al diritto di libera scelta del luogo di cura e dello specialista:  legge Bindi   (229/ giugno 1999  Art 8 bis comma 2  prevede che “il cittadino eserciti la libera scelta del luogo di cura e dei professionisti nel ambito dei soggetti accreditati, con cui siano stati definiti appositi accordi contrattuali. L’accesso ai servizi è subordinato all’apposita prescrizione, proposta o richiesta compilata sul modulario del Servizio Sanitario Nazionale”.    A tal fine le ULSS, le aziende, le case di cura private convenzionate e tutte le altre strutture in cui si articola il nostro SSN individuano i professionisti a cui affidare un incarico professionale superspecialistico appropriato alla cura con tecniche moderne alle patologie presenti nel proprio territorio e ne danno comunicazione ai medici di medicina territoriale ed alla utenza del proprio territorio in modo appropriato e trasparente.

In fin dei conti non chiediamo l’impossibile ma solo l’esatta applicazione di leggi già esistenti! Quello che vollero i nostri padri e madri costituenti e che gli italiani il 4 dicembre scorso hanno riconfermato.Il sindacato è un altra cosa-area opposizione

maggio 2017

Coordinamento SPI-CGIL VENETO

 

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