17 giugno. Meno banchetti, più picchetti!

#menofirmepiùscioperi!

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Il 17 saremo in piazza Esedra e a Ostiense con questo volantino. In piazza Esedra porteremo anche lo striscione MENO BANCHETTI, PIU’ PICCHETTI. Appuntamento sotto Palazzo Massimo (museo nazionale romano) ore 9.

In questi mesi si è arenata tristemente la strategia referendaria per bloccare le contro-riforme di Renzi.

Due anni fa la CGIL aveva interrotto improvvisamente le lotte, prima sul Jobs Act, poi sulla Buonascuola. Non ci si voleva infatti contare in una contrapposizione frontale, nonostante il consenso di massa, per non tranciare ogni rapporto con PD e padronato.

La CGIL scelse allora la strada “contrattuale”: pensò di limitare i danni attraverso i CCNL, gli integrativi, il contrasto nei luoghi di lavoro. Quello che era però difficile ottenere con un movimento di massa, è stato impossibile perseguirlo categoria per categoria, azienda per azienda, scuola per scuola. Anche per i nuovi rapporti di forza determinati proprio da queste sconfitte sul terreno generale!

La CGIL ha quindi provato a spostare il campo sul terreno politico, con una campagna referendaria astratta dallo scontro sociale: una primavera di Carta su articolo 18, voucher e appalti (ma non sulla scuola, per evitare ogni possibile collegamento con una dinamica di movimento che ancora sopravviveva: quei referendum, non a caso, sostenuti da FLC-CGIL, sindacati di base e coordinamenti sfiorarono ma fallirono le 500mila firme necessarie). Il quesito più importante, sull’articolo 18, è stato decapitato dalla Consulta (forse prevedibilmente). Si sarebbe dovuto votare il 28 maggio, dando quindi un seguito sociale alla sconfitta costituzionale del 4 dicembre. Il PD non ha però voluto rischiare ed un decreto ha abrogato per iniziativa governativa la materia del contendere.

La festa però è durata poco. Appena tornato in sella, Renzi ha (di nuovo, prevedibilmente) voluto segnare il suo schieramento di classe, reintroducendo i voucher in forma aggravata e allargata.

Senza conflitto sociale non si ferma un’arrogante politica padronale. Per questo serve la ripresa di mobilitazioni articolate, in grado di far convergere e unificare le diverse lotte del paese. Servono scioperi con obbiettivi chiari e la necessaria determinazione per perseguirli. Così si fermano le controriforme, più che con tutte le firme che si sono raccolte in questi anni.

Riprendiamo il conflitto sociale, costruiamo lo sciopero generale.

Scarica in PDF il manifestino

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