Vodafone: ed ora il dumb working …

di Luca Barbuto (RSU Vodafone, CD nazionale SLC-CGIL)

Trovi l’articolo anche qui, dal suo blog Con la cuffia alla tempia, resistenza nei call center.

Conoscevamo lo smart working.

Viene tradotto “lavoro agile”; meglio sarebbe “intelligente”, “sveglio”: il lavoratore svolge il proprio task fuori dall’ufficio e senza orari, in genere da solo, qualche giorno sì e qualche giorno no, su una panchina al parco o da casa mentre il bebè fa il pisolino. Qualche area grigia è ancora da indagare (per esempio la sicurezza, l’eliminazione della dimensione sociale del lavoro, il controllo a distanza), ma le ricadute in termini di life-work balance, sostenibilità ambientale ed economica ecc. sembrano per ora prevalere nel giudizio positivo che praticamente tutti ne danno. Le aziende che stanno implementando gradualmente lo smart working amano definirsi aziende smart.

In questa prima metà del 2017 Vodafone Italia ha invece messo in campo riorganizzazioni che piuttosto che smart sarebbe corretto chiamare dumb working, “lavoro tonto”. L’ultima risale al 29 Maggio scorso: 19 dipendenti della sede di Ivrea, che svolgono attività di back office, quindi candidati ideali per lo smart working, sono stati trasferiti a partire da luglio in maniera coatta alla sede di Milano, a più di 100 km. di distanza. Eppure la loro attività era stata svolta in passato contemporaneamente da loro e da colleghi in appalto in Romania, per cui non richiede un solo, unico ufficio. E che dire del life-work balance di chi è costretto a traslocare nel giro di 30 giorni la propria famiglia, o in alternativa a stare 6 ore su autobus e treni o guidare per 2 ore e mezza (a proposito di sostenibilità ambientale) per prestare il proprio rigidissimo part-time di impiegato amministrativo in un’altra regione? Oppure Vodafone predisporrà delle navette Ivrea–Milano (a proposito di sostenibilità economica). Il dumb working di Vodafone avrà anche un seguito più corposo nei prossimi mesi, avendo la direzione aziendale confermato alla RSU di Ivrea che attività simili (non meglio specificate) saranno accentrate in due sedi, una per il nord e una per il centro-sud.

Perché un’attività che è naturalmente predisposta alla modalità smart viene impostata in modalità dumb? Perché questo è ciò che pensa Vodafone dei dipendenti che la svolgono. Nel caso di Ivrea, per esempio, Vodafone ha voluto “punire” i lavoratori che sono stati riammessi in Vodafone nel 2016 a seguito della sentenza che dichiarava irregolare l’esternalizzazione a Comdata Care di questi stessi lavoratori nel 2007. Si tratta di lavoratori per la maggior parte sindacalizzati, indipendenti, esperti – forse per questo considerati dumb. Inoltre sono stati spostati in dumb working colleghi che avevano prescrizioni sanitarie che limitano i loro impiego (anch’essi dumb?).

Se nel mondo metalmeccanico esistevano ed esistono tuttora “reparti confino”, ecco che nel mondo patinato e sovvenzionato da soldi pubblici dell’industria 4.0 esistono le “modalità confino”. Sei agile, ovvero flessibile, individualizzato, non sindacalizzato, quindi intelligente e smart? Ecco che vieni premiato potendo lavorare dove e quando vuoi. Sei limitato da una salute magari lesa dal tuo stesso lavoro, ragioni in termini collettivi, sei sindacalizzato, insomma sei tonto, dumb? Ecco che ti trasferisco in maniera coatta altrove, tra i tuoi simili, tutti insieme.

Vodafone ha dichiarato 3500 lavoratori (fonte Sole24ore) in smart working. Il dumb working invece è appena cominciato, e dopo i 19 trasferimenti sperimentali di Ivrea ce ne saranno a breve più di un centinaio. E’ ovvio che il dumb working è l’anticamera dell’espulsione dall’azienda: Vodafone predisporrà un dumb kit in soldi per chi toglierà il disturbo e così spera di chiudere la vicenda in maniera indolore, come già successo in altri trasferimenti coatti. E’ un tentativo di licenziamento collettivo fuori dalle procedure di legge, tollerato dalle istituzioni e – forse – persino da alcuni sindacati. Lo scopriremo presto: la risposta di CGIL, CISL e UIL dovrebbe seguire quella dei Cobas che già ieri hanno avviato la procedura di raffreddamento per andare allo sciopero.

Sarebbe altrettanto dumb non coordinare la risposta sindacale tra confederali e sindacati di base. Vediamo se ci riusciamo.

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