AG Fiom. E.Como. Non è cambiata la CGIL. E’ cambiata la FIOM!

Eliana Como, Assemblea Generale FIOM, 12 maggio 2017

La relazione introduttiva è stata molto ampia, forse anche perché il Comitato Centrale non si riunisce da mesi, l’ultimo è stato a gennaio.
Dei tanti, mi soffermo su due punti. Il primo, nel merito della nostra politica contrattuale: il welfare.
Ho sentito varie e diverse opinioni in questa discussione: da chi lo critica, come hanno detto Brini e i compagni di Genova; a chi addirittura lo considera uno strumento “che rafforza il sistema pubblico”. (!) Non mi sorprende, però, che ci sia anche qualcuno che, pur avendolo sostenuto nel ccnl, oggi ne mette in evidenza i rischi.

Di fatto la discussione che facciamo oggi sul welfare aziendale supera di gran lunga quella sul ccnl: non stiamo parlando dei 450 euro in 3 anni del ccnl (di cui al limite dobbiamo discutere di come e se saranno dati a giugno ai lavoratori). Stiamo discutendo della possibilità di estendere la contrattazione del welfare al secondo livello, permettendo alle aziende di sostituire con questo parti dei premi di risultato. Per questo non capisco chi dice che è inutile parlarne, perché abbiamo già discusso e deciso e l’80% dei lavoratori ha già approvato. Sapete quale è la mia opinione sul welfare del ccnl. Non ci torno. Ma vi ricordate anche che ho detto, insieme ad altri, mesi fa che accettare nel ccnl il welfare avrebbe determinato uno sfondamento da parte dei padroni anche a livello aziendale, perché ce lo avrebbero poi chiesto nella contrattazione integrativa. Come infatti tante aziende stanno già facendo, disponibili al limite a dare anche più soldi, purché siano sul welfare.

Tanto meno capisco chi ha detto che è inutile discuterne perché è la legge che lo consente e quindi noi non possiamo che prenderne atto. Ma cosa significa? Anche la Buona scuola è una legge! Non per questo assecondiamo la chiamata diretta dei presidi, per esempio, o i test Invalsi. Anche l’art.8 di Sacconi è legge! Questo non ci impedisce di contrastare le deroghe che esso permette. Anche l’APE quando sarà operativa è una legge! E noi non andiamo in giro, invece, a spiegare ai lavoratori e alle lavoratrici quali sono i rischi? Poi, certo, che non impediremo loro di aderirvi se lo riterranno utile. Ma spieghiamo loro quali sono gli svantaggi.

Questo dovremmo fare sul welfare! Tanto più perché la possibilità di trasformare i PdR è volontaria, previo accordo sindacale, però. Dove abbiamo sostenuto una posizione contraria, come in FCA, la maggioranza dei lavoratori non ha aderito, almeno ad oggi. Dovremmo allora fare ovunque una campagna di informazione e spiegare bene ai lavoratori che i quattro soldi in più che sembra loro di avere in tasca con il welfare, perché é detassato, nascondono, invece, una riduzione del salario complessivo. Dovremmo spiegare bene loro che, se aderiscono, perdono il TFR, i contributi, al limite anche la possibilità di scaricare il 19% l’anno successivo, se li utilizzano in spese per l’educazione dei figli. Dovremmo spiegare loro che chi risparmia davvero sono le imprese, anche perché sono loro a contrattare con le società che forniscono i pacchetti di welfare. Da un lato, indirizzano il consumo dei loro dipendenti. Dall’altro, risparmiano e fanno affari d’oro. Ovvio che le imprese sono disponibili pure a aumentare i soldi in campo, pur di spostarli dai PdR al welfare!
Noi dovremmo spiegarlo ai lavoratori, con tutte le difficoltà che ci sono, certo. Ma dovremmo spiegare perché non aderire, tanto più perché é volontario (a parte che in tante aziende non è affatto volontario, basta vedere Fincantieri, dove il welfare sostituisce parti di salario che prima erano fisse in busta paga). Se tanti lavoratori aderiranno e volontariamente trasformeranno in welfare i PdR, pensate a quante difficoltà avremo nei prossimi rinnovi aziendali a difendere i PdR per quelli che al limite non hanno voluto aderire al welfare. E’ un vero e proprio cavallo di Troia che porta alla destrutturazione della contrattazione aziendale, che abbiamo provato a portare avanti fin qui, pur nelle difficoltà.
Di fronte a tutto questo, noi invece rincorriamo la legge sulla defiscalizzazione del welfare, la assecondiamo, addirittura la anticipiamo, visto che siamo qui a dire che dobbiamo essere noi a chiedere il welfare nelle piattaforme dei contratti di secondo livello.
Tutto questo supera di gran lunga il welfare del ccnl. Ed è molto peggio di un aumento contrattuale oggettivamente basso! Può essere che le difficoltà della fase ti portino a un aumento basso dei minimi contrattuali, al limite potremmo spiegarlo. Ma l’introduzione del welfare è una vera e propria mutazione genetica, antropologica anzi, del nostro sindacato, che determina una idea diversa della contrattazione aziendale e persino del ruolo dei delegati. Tra un po’ avremo i “delegati del welfare”, costretti, anche loro malgrado, a fornire le informazioni e l’assistenza per attivare i pacchetti da spendere. E avremo, come ho sentito oggi, gli “iscritti del welfare”. Certo, che il welfare è un modo per entrare in contatto con tanti lavoratori, che ti chiederanno come attivare i pacchetti e al limite sarà uno strumento per fare nuovi iscritti. Come sono stati i servizi, però! Voglio vedere quando questi iscritti li chiameremo a mobilitarsi per la prossima finanziaria o il prossimo ccnl, tanto per dire.

Vengo al secondo punto, quello che riguarda il rapporto con la CGIL e l’annuncio fatto dal  segretario generale nell’introduzione. Mi stupisce che fin a ora su questo nessuno abbia detto una parola. Certo, non è da ieri che leggiamo i futuri assetti di FIOM e CGIL sui giornali. E non è da ieri che se ne parla nei corridoi. Ma oggi il segretario generale ha confermato ufficialmente il percorso che lo porterà a breve nella segreteria della CGIL, con il conseguente avvicendamento nella segreteria generale della FIOM e più in prospettiva a un congresso unitario in CGIL.

A parte che il Congresso non sarà “unitario” per tutti, perché non lo sarà certo per il Sindacato è un’altra cosa. E a parte la rassicurazione fatta oggi da Landini sul fatto che il nuovo segretario o segretaria della FIOM verranno, comunque, dalla categoria e non dall’esterno. In ogni modo, le affermazioni di Landini oggi sono enormi, per questo mi stupisce che nessuno ne abbia parlato.
Di fatto questo passaggio sancisce definitivamente il “rientro” di quella che è stata la “anomalia” della FIOM in questi ultimi quasi 20 anni, come Landini stesso ha ricordato nell’introduzione. Certo, è stato un percorso lungo e le affermazioni fatte oggi non sono una novità per nessuno. Ma il passaggio è cruciale.

Io non avevo condiviso già allo scorso Congresso, come sapete, la scelta del gruppo dirigente della FIOM e di tanti di voi di sostenere, pur con gli emendamenti, il documento di Susanna Camusso. Era un segnale di unità molto forte già quello, per me inspiegabile sul piano del merito. In ogni caso, poi il Congresso non è stato di certo “unitario”. Sul Testo Unico del 10 gennaio si è consumata una frattura fortissima, con il nostro Congresso sospeso per settimane, annunci sui giornali, discussioni furiose nel Comitato Centrale. Addirittura il Congresso di Rimini sospeso per ore con la minaccia che il segretario generale della FIOM lo abbandonasse. Vi ricordate?

Allora mi chiedo. Cosa è cambiato in questi 3 anni nella CGIL per giustificare questa rinnovata unità?
È forse cambiata la posizione della CGIL sul TU? A me non pare, piuttosto siamo noi che lo stiamo recependo nel ccnl.
È cambiata la politica contrattuale e salariale della CGIL? Non mi sembra, casomai su molte cose è la FIOM ad avere cambiato idea. Basta sentire tanti ragionamenti di oggi sulla sanità integrativa, per esempio.
È cambiata la posizione sulle pensioni? In questi anni la CGIL si è mobilitata senza se e senza ma per riconquistare i 40 anni? Io non l’ho visto.
Forse è cambiata la politica nella gestione delle crisi aziendali? Non mi sembra nemmeno questo. Basta vedere l’accordo sulle politiche attive firmato con CISL e UIL l’anno scorso o, soltanto ultimo in ordine di tempo, l’accordo Alitalia, firmato dalla stessa segretaria generale e per fortuna bocciato dai lavoratori e dalle lavoratrici.
E cambiata la posizione sulla precarietà? Certo, la CGIL si è fatta promotrice dei referendum e questo ha portato alla cancellazione della legge sui voucher e sugli appalti. Bene. Ma questo basta? I padroni stanno già usando il lavoro a chiamata al posto dei voucher e non credo che ci sia davvero qualcuno qui che pensa che riconquisteremo l’articolo 18 con la Carta dei diritti e qualche presidio di palloncini rossi un sabato pomeriggio a Roma.

Allora, lo dico con rammarico, ma io non penso che sia cambiata la CGIL. È cambiata la FIOM o perlomeno la posizione del suo gruppo dirigente. E il ccnl appena firmato ne è la dimostrazione più evidente.

Eliana Como, Assemblea Generale FIOM, 12 maggio 2017

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