Torino, Milano, Roma. L’ordine pubblico ai tempi di Minniti

L’approvazione dei decreti Minniti-Orlando, con la consegna di poteri illimitati ai sindaci e alle questure, non ha tardato a farsi sentire. I provvedimenti, approvati dal Governo con una immotivata urgenza, riducono gravemente la garanzia della democrazia e delle libertà civili instaurando un clima repressivo e portando a una torsione autoritaria pesante nella gestione dell’ordine pubblico. É questo clima che ha portato ai fatti di Torino del 1° maggio e a quanto accaduto ieri a Roma e alla stazione centrale di Milano.

A Torino, il corteo del 1° maggio è stato violentemente e immotivatamente caricato dalla polizia. Alcuni manifestanti sono stati feriti, tra cui un nostro compagno.
Alla stazione centrale di Milano, ieri la polizia ha messo in scena una imponente operazione di rastrellamento, anch’essa immotivata, con decine di migranti perquisiti e caricati a forza sui pullman.
A Roma, sempre ieri, un uomo è morto mentre tentava di fuggire da un blitz della polizia contro l’abusivismo a Trastevere. Si chiamava Nian Maguette, 54 anni. Le prime versioni hanno persino parlato di morte legata “a cause naturali”. No, proprio no! Nian è vittima di un clima di intolleranza e di repressione dal quale ieri tentava di scappare.
Questi episodi, così come i provvedimenti della questura di Modena di qualche giorno fa contro le lotte dei facchini e i fermi durante la manifestazione del 25 marzo, sono la diretta conseguenza del clima autoritario di cui il decreto appena approvato dal Governo è piena espressione.
Il problema di questo paese non sono le bancarelle sui marciapiedi, né gli uomini e le donne che fuggono da guerra e povertà, cercando come possono riparo in stazione. Né tanto meno chi difende il proprio posto di lavoro o manifesta per i propri diritti. Il problema del paese è l’illegalità, la corruzione, l’evasione fiscale, lo sfruttamento, la crisi e l’intollerabile propaganda razzista e fascista che si diffonde indisturbata, alimentata dalla paura e dall’odio che provvedimenti come il decreto Miniti contribuiscono a creare.
Di fronte a questa barbarie, l’indignazione non basta. Il mondo del lavoro si mobiliti il prima possibile. Sono in gioco la democrazia e la cività di questo paese.

Il sindacato è un’altra cosa – opposizione CGIL

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