Farmacap: voltiamo pagina!

Sul licenziamento del DG Laing, si esprime la RSA FILCAMS della municipalizzata romana.

Il licenziamento per giusta causa della D.G. Farmacap Laing segna un punto di svolta, da tempo agognato dalla larga parte delle lavoratrici e dei lavoratori Farmacap. E’ la fine di un percorso iniziato nell’agosto del 2015, quando la Giunta Marino già dal mese di marzo, aveva deliberato per la“liquidazione” dell’Azienda, in sostanza per la privatizzazione. In barba alla cittadinanza, di cui l’Azienda Speciale “Pubblica” Farma-socio-sanitaria Farmacap, rappresentava e rappresenta, un patrimonio comune. Il tutto preceduto da un commissariamento e da una lunga campagna di fango, spalleggiata da alcuni media compiacenti e soprattutto “interessati” alla messa sul mercato dell’Azienda, a tutto vantaggio degli onnipotenti e onnipresenti speculatori, pronti a spartirsela a buon mercato.

Con la nomina della Dott.ssa Laing si voleva realizzare la dismissione dell’Azienda. In quella direzione la richiesta di risoluzione, a dicembre 2016, della Convenzione con Roma Capitale (la “Proprietà”) che ha portato alla chiusura del nido Farmacap di Infernetto e l’azzeramento del finanziamento per i servizi sociali per il 2017. L’eliminazione di due rami dell’Azienda con un solo colpo, avrebbe spianato la strada alla trasformazione societaria ed alla privatizzazione. Progetto che però, grazie alle pressioni ed alle mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori, è stato scongiurato con la nomina, da parte della Giunta Raggi, del Commissario Straordinario Stefanori.

L’intento della Laing è stato chiaro fin da subito, ma è stato ben compreso da lavoratrici/ori anche “grazie” all’atteggiamento dispotico messo in atto sin dal principio. Dal rifiuto di riconoscere gli adeguamenti e gli istituti contrattuali previsti dai CCNL di riferimento, con imposizioni unilaterali; all’introduzione di “premi” di produttività proposti come mancetta di scambio ai mancati adeguamenti e con scopo principale di innescare una competitività sfrenata tra farmaciste/i e tra le/i farmaciste/i ed il personale tecnico-amministrativo, il personale dei servizi sociali, le educatrici, pulitrici/ori. La politica del dividi et impera, funzionale ed efficace strumento di dominio, portato avanti da una D.G. che ha svolto il suo mandato full-time da 150.000 € all’anno, prestando servizio a Roma due giorni e mezzo a settimana, sovrapponendo inoltre fino a febbraio 2016, un doppio incarico in un altro Ente Locale (Pistoia), incompatibile con il proprio mandato in Farmacap.

Mentre i soliti media elogiavano il nuovo corso, si procedeva nell’ intimidazione e punizione di chiunque non fosse perfettamente allineato, con trasferimenti punitivi, demansionamenti e umiliazioni pubbliche. Soprattutto, si “risanavano” i bilanci con le tasche dei dipendenti, stornando i fondi di accantonamento destinati dall’Azienda a ripianare i debiti con i propri dipendenti (circa 400.000 € nel 2015).

Anche quando si è fatto ricorso alla “democrazia” con un referendum, nel maggio 2016, per accettare o respingere un piano di deroga peggiorativa all’applicazione del CCNL Assofarm, contratto collettivo prevalente in Farmacap, il risultato del voto non è stato rispettato (65% di NO alla proposta dell’Azienda), procedendo ad un accordo peggiorativo/separato siglato solo da una parte delle sigle sindacali rappresentate in Azienda (CISL, UIL, USI).

Dalla scelta incomprensibile di non rinnovare i contratti a tempo determinato in scadenza (anche per categorie protette), in una situazione evidente di carenza di personale nelle farmacie, mascherata dal mantra orwelliano del personale in esubero da ripetere in ogni occasione e culminata con una stagione estiva 2016 di apertura continuativa degli esercizi con personale insufficiente e sfinito.

La recente scelta, a febbraio 2017, di licenziare “preventivamente” lavoratrici/ori coinvolti in un inchiesta della Procura di Roma sul peculato nelle farmacie, segna una delle ultime e gravissime azioni messe in atto. Licenziamenti illegittimi in un sistema garantista (a meno che il garantismo non debba essere una esclusiva del ceto politico), con ripercussioni inevitabili e pesanti sulle vite dei soggetti colpiti.

Alla luce del licenziamento della D.G., con ottimismo e facendoci interpreti di un sentimento ampiamente diffuso, auspichiamo che si possa voltare pagina con l’avvio di un percorso nuovo per Farmacap, con un contratto di servizio, un piano industriale e scelte condivise con lavoratrici, lavoratori e OO.SS.. Un percorso nuovo che possa da una parte ridare serenità a lavoratrici/ori stressate/i e vessate/i da tempo, e dall’altra, restituire un’Azienda Pubblica con servizi di qualità alla cittadinanza, con efficienza e nella massima trasparenza.

La RSA FILCAMS-CGIL

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