Multiservizi. 31 marzo sciopero. Unifichiamo le lotte!

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Un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori scioperano uniti oggi per il rinnovo dei loro contratti nazionali.

I contratti Pulizie-Multiservizi, Ristorazione Collettiva, Pubblici esercizi e Agenzie di viaggio sono scaduti da più di quattro anni con una grave perdita del potere d’acquisto del salario per tutti gli addetti di questi settori, arrivando alla rottura delle trattative per le pretese irricevibili delle controparti padronali.

Attacco al diritto di retribuzione in caso di malattia, con la cancellazione del trattamento economico per i primi tre giorni di assenza e riduzione del periodo di tempo durante il quale si ha diritto alla conservazione del posto di lavoro; attacco al salario, con il rifiuto di erogare aumenti retributivi; attacco alle tutele in cambio di appalto, con l’applicazione del Jobs Act e la perdita dei diritti acquisiti; attacco alle condizioni dei nuovi assunti, con il mantenimento e il prolungamento del sottoinquadramento; attacco ai permessi, con la pretesa delle controparti di utilizzarli secondo le esigenze aziendali.
Sono questi i principali elementi di scontro che hanno portato finalmente alla ripresa della mobilitazione dopo l’ultimo sciopero del 6 maggio 2016.

Non basta la riapertura delle trattative, bisogna continuare ad opporsi a qualsiasi ipotesi di restituzione di salario e diritti, porre sicuri argini allo smantellamento del contratto nazionale. Bisogna cambiare definitivamente strada. Chiudere con le concessioni al padronato, come è avvenuto sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori del Commercio con le sospensioni degli aumenti economici contrattuali; basta con le sostituzioni di parti di salario con il welfare contrattuale, che attraverso la detassazione agevola soltanto le aziende; con lo svilimento della sanità pubblica attraverso l’affermazione della sanità integrativa; con la flessibilità dell’orario di lavoro; con l’attacco ai permessi della Legge 104; basta con gli enti bilaterali che segnano il consociativismo tra sindacato e padronato.
Bisogna conquistare contratti nazionali che portino salario e diritti alle lavoratrici e ai lavoratori e che migliorino davvero le loro condizioni.

Unificare in questo sciopero le vertenze e ricomporre i lavoratori e le lavoratrici su un unico fronte di lotta è un fattore estremamente positivo, ma non deve rimanere un episodio isolato
Contrastare realmente l’attacco padronale significa organizzare un piano di mobilitazione che non può restare isolato nella lotta di un solo giorno e di pochi comparti della nostra categoria.

Occorre rilanciare un grande programma unificante di tutte le vertenze in atto che sia discusso ed elaborato da un’assemblea nazionale di delegati e delegate eletti/e nei luoghi di lavoro.

Serve uno sciopero generale contro governo e padronato che cancelli il Jobs Act e tutte le leggi che hanno precarizzato il lavoro, che annulli tutte le controriforme pensionistiche, che blocchi tutti i licenziamenti, che metta in discussione le esternalizzazioni e le privatizzazioni.

Per il ripristino integrale dell’art. 18 e la sua estensione a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori; la ripartizione del lavoro esistente tra tutti e tutte con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga; un salario garantito a chi è in cerca di occupazione.

Mobilitiamoci per difendere il Contratto Nazionale!

scarica il volantino in PDF

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