Fondo COMETA, metalmeccanici. Cosa succede?

silenzio-assenso per “scegliere” tra rendimenti nulli o aumento del rischio

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A partire dal 1 febbraio i metalmeccanici aderenti al comparto Monetario del fondo pensionistico negoziale Cometa saranno spostati al comparto Reddito. Varrà di nuovo il silenzio-assenso: il lavoratore avrà 90 giorni per opporsi esplicitamente a tale cambiamento. Il comparto Monetario cessa tra l’altro di essere quello in cui il lavoratore viene collocato automaticamente al momento dell’entrata in Cometa. Di nuovo il meccanismo a tagliola del silenzio-assenso: ti arriva la raccomandata a casa e se non ti opponi esplicitamente il tuo TFR è traghettato da un investimento azionario all’altro.

Ma al di là del metodo, quali sono le ragioni di questo cambiamento? Il comparto Monetario è quello meno rischioso, legato al mercato obbligazionario. E’ stato il rassicurante grimaldello per rendere psicologicamente accettabile il drenaggio del Tfr al mondo finanziario. Perché non farlo, se non si rischia? Una recente nota di Cometa spiega però che “per quanto riguardava il comparto più prudente, il Monetario, le analisi mostravano una crescente difficoltà dei fondi di questa natura nel garantire la restituzione del capitale nominale inizialmente versato”. Mentre, per quanto riguarda il comparto Reddito, quello appena più rischioso “le analisi mostravano che la sua vecchia configurazione ben difficilmente avrebbe permesso nel futuro di raggiungere rendimenti in linea con il TFR”.
Quindi, i fondi negoziali dopo aver fatto propaganda sulla promessa di evitare la volatilità azionaria, ora ci dicono che non rendono e che l’andamento dei due comparti principali di Cometa è tale che potrebbe non raggiungere i rendimenti del Tfr (che comunque garantisce 1,5% di base più 0,75% dell’inflazione). E addirittura potrebbero non garantire la restituzione del capitale nominale versato.

È semplice: la finanza non funziona come ci hanno raccontato! Il rendimento è in rapporto al rischio. E da qua non si scappa. Soprattutto in un periodo di basso costo del denaro e di rendimenti obbligazionari bassi.

Da qua deriva il cambiamento attuato da Cometa:
– il comparto Monetario rimane “obbligazionario” con una funzione di “salvadanaio”. Chi tiene lì il TFR non si espone a rischio ma deve avere sapere che “i rendimenti potrebbero essere molto bassi e al limite anche sostanzialmente nulli”;
– il comparto Reddito invece aumenta la quota azionaria al proprio interno. Aumentano quindi i margini di rischio: un nuovo crack come nel 2008 potrebbe rimangiarsi rapidamente i guadagni ottenuti. E comunque il nuovo comparto Reddito si pone solo l’obiettivo di ottenere un “rendimento pari a quello del TFR”.

Insomma, Cometa ti informa cordialmente che il Fondo è potenzialmente in squilibro. Se si lega eccessivamente al mercato obbligazionario, avrà difficoltà a garantire rendimenti o addirittura a restituire il capitale inizialmente versato. Se si lega maggiormente al mercato azionario, potrebbe mantenersi in equilibrio e garantire il rendimento del Tfr. Sempre che una crisi finanziaria non bruci tali investimenti, mandando il Fondo in squilibrio per altre vie.

Il punto è che non esiste un Fondo di investimento isolato dai meccanismi generali della finanza. Una volta immesso il tuo Tfr nel circuito finanziario, esso è soggetto alla stessa logica degli altri investimenti: muoversi verso percentuali maggiori di rischio alla ricerca di rendimenti potenzialmente maggiori. Certo, in caso di risalita dei tassi obbligazionari sarebbe risolta la questione. Ma a pagare saremmo sempre e soltanto noi lavoratori. Se gli interessi sul debito pubblico tornassero ad impennarsi, il Governo chiederebbe nuovi sacrifici per ripagare il debito pubblico. Con una mano ti spediranno una brochure contenti per i rendimenti di Cometa. Con l’altra approveranno magari qualche nuovo ticket sulla sanità.

Quindi, l’unica convenienza di un fondo negoziale sono gli sgravi fiscali e il contributo dell’azienda, che però, di fatto, sottraggono entrate nelle casse pubbliche per incentivare la tua adesione alla previdenza privata! Davvero un bell’affare!

Ciò che rimane è che l’unica via possibile è la lotta e la difesa della pensione pubblica. E in questo caso non basta il silenzio per manifestare il tuo assenso. Gridalo forte!

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