Modena. Solidarietà ai compagni colpiti dalla procura

comunicato sindacatoaltracosa Modena

I delegati/e dell’Opposizione CGIL a Modena, esprimono solidarietà agli attivisti colpiti nell’ultima settimana da ulteriori provvedimenti repressivi – obblighi di dimora e/o di firma -, perchè “colpevoli”, secondo la Procura, di aver contrastato gli sgomberi degli edifici occupati a scopo abitativo nel centro di Modena, nel maggio scorso.   Un’attacco giudiziario che possiamo definire grottesco e pericoloso: la tempistica è assolutamente arbitraria (sono passati nove mesi dai fatti!); l’evocazione del “concorso morale” da parte della Procura è una chiara aberrazione politica; la relazione con le manifestazioni dei facchini il 4 febbraio, a Modena e il perdurare delle agitazioni nel comparto carni, danno a questi provvedimenti un chiaro sapore di rappresaglia politica.
Gli attacchi polizieschi e giudiziari vanno respinti con forza: come attivisti, delegati e dirigenti sindacali, chiamiamo ogni forza politica e sociale ad una presa di parola sul clima via via più torbido e soffocante che si respira in questi territori. E’ ormai prassi comune che ai cancelli di alcune aziende (vedi quelle del gruppo Levoni) la Polizia di Stato agisca come un corpo privato di guardie giurate al servizio della proprietà; qualsiasi elemento di protagonismo giovanile viene sanzionato con valanghe di denunce (spesso a carico di giovanissimi); il Questore blinda il centro storico di Modena come una gigantesca “zona rossa” interdetta alle manifestazioni sgradite; la Procura della Repubblica lancia editti a mezzo stampa per definire fino a dove è “lecito” che la dialettica sociale e il conflitto,  si possano esprimere.   Chi non si pronuncia con forza su queste questioni, è complice dell’imbarbarimento in atto.
AUSPICHIAMO E LAVORIAMO PER LA CREAZIONE DI UNA CAMPAGNA TERRITORIALE CONTRO LA REPRESSIONE, CHE, LEGANDOSI AI TEMI SOCIALI DEL SALARIO, DEL  WELFARE, DEL DIRITTO ALLA CASA, A PARTIRE DAI LUOGHI DI LAVORO,  BLOCCHI CON FORZA LE TENDENZE LIBERTICIDE IN ATTO: L’AGIBILITA’ DEL CONFLITTO, LA LIBERTA’ DEI MOVIMENTI, L’INIZIATIVA SINDACALE, IL DIRITTO AL DISSENSO, NON SI POSSONO INGABBIARE, A MODENA COME NEL RESTO DEL PAESE.

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