AG Flc: ritiro delle deleghe e sciopero!

L'odg del sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil all'AG FLC del 2 e 3 febbraio 2017.

Il due e tre febbraio si è svolta l’assemblea generale nazionale della Flc Cgil. Pubblichiamo il testo dell’ordine del giorno conclusivo presentato dalle compagne e compagni del sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil in FLC e respinto con quattro voti a favore. La maggioranza ha presentato un documento comunque critico sulle deleghe (disponibile sul sito www.flcgil.it), ma non ha voluto indire uno sciopero della scuola per il prossimo 8 marzo, come sta chiedendo anche il movimento contro la violenza sulle donne, rimandando una eventuale scelta in questo senso ad una prossima riunione del direttivo.

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Lo scorso 14 gennaio il consiglio dei ministri ha approvato in extremis 8 delle 9 deleghe previste dalla legge 107, proseguendo l’opera di attacco alla scuola pubblica iniziato da Renzi e Giannini.

Le deleghe sono state denunciate dal movimento della scuola del 2015 come un mezzo autoritario di riforma della scuola, per il potere eccessivo concesso al governo di intervenire su questioni delicate senza neanche la possibilità di dibattito in Parlamento. La retorica della buona scuola si è dimostrata ampiamente falsa negli ultimi due anni scolastici in cui le nuove norme sono state applicate, producendo come previsto ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro per insegnanti e personale ata, peggiorando il servizio offerto agli studenti, che peraltro sono stati obbligati a seguire percorsi assurdi di alternanza scuola lavoro, ricattando i docenti con gli strumenti del bonus di merito e della chiamata diretta. La riforma è stata nuovamente bocciata con il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, in cui il mondo della scuola si è espresso in modo compatto bocciando il governo Renzi e determinandone le dimissioni.

Oggi il governo fotocopia di Gentiloni, che si distingueva dal precedente quasi solo per la sostituzione della pessima ministra Giannini con Valeria Fedeli, conferma la propria identità di vedute con il suo predecessore, proprio su una delle riforme più controverse come quella della scuola. Come era infatti prevedibile, l’apertura di credito da parte della segreteria della FLC al neo ministro ha prodotto solamente un’intesa sul problema spinoso della mobilità, su cui il governo aveva evidenti difficoltà dopo l’oggettivo disastro dell’inizio di quest’anno scolastico. Un’intesa transeunte e temporanea (solo per quest’anno, in attesa dell’applicazione definitiva della Buonascuola), che nel contempo ha politicamente permesso al governo di rilanciare subito l’iniziativa sul complesso della legge, impantanata da tempo, presentando nell’ultimo giorno disponibile praticamente tutti i decreti rilevanti sulla legge 107.

Le deleghe prevedono tra le altre cose la riforma della scuola dell’infanzia, potenziando il ruolo dei privati nel sistema pubblico dell’istruzione, la riforma del sostegno che attacca il diritto all’inclusione scolastica delle persone con disabilità e porterà a una drastica riduzione degli organici di sostegno, depotenziando le tutele previste dalla legge 104, la riforma del reclutamento, pensando ad un sistema molto simile a quello delle tutele crescenti introdotto con il Jobs Act in cui i nuovi insegnanti saranno precari a tempo indeterminato, ancora più ricattabili dei docenti in servizio oggi, la riforma dell’istruzione professionale avvicinandola sempre più alla formazione professionale e depotenziando il sapere generale e di base che dovrebbe essere fondamento di tutti gli indirizzi di istruzione superiore.

L’assemblea generale nazionale Flc Cgil esprime un giudizio nettamente negativo sulle intenzioni della ministra Fedeli, richiede il ritiro immediato delle deleghe e l’abrogazione della legge 107, dà mandato alla segreteria di indire uno sciopero del personale delle scuole per il prossimo 8 marzo, in concomitanza e in solidarietà con la giornata di mobilitazione e sciopero convocata dal movimento femminista contro la violenza sulle donne, di coordinarsi con i lavoratori e le lavoratrici autoconvocati, con i movimenti, i sindacati conflittuali, le studentesse e gli studenti per riaprire nella scuola italiana una nuova stagione di mobilitazione per fermare questo ennesimo attacco alla scuola pubblica.

Anna Della Ragione, Francesco Locantore, Guido Masotti, Luca Scacchi

 

 

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