NO all’ipotesi di accordo per il ccnl settore elettrico

Coordinamento nazionale "Il sindacato è un'altra cosa–Opposizione Cgil" Filctem Cgil

scarica il volantino.
In questo periodo si stanno siglando tutta una serie di intese, protocolli, ipotesi d’accordo per la chiusura dei principali contratti nella nostra categoria Filctem Cgil, come nei settori elettrico/energia petrolio, mentre in altre si sono già chiusi.
Tali ipotesi d’accordo, ad oggi solo siglate, per essere validate dovranno essere sottoposte al voto certificato dei lavoratori in assemblea in ogni luogo di lavoro.
Già all’epoca della presentazione delle piattaforme avevamo espresso un giudizio complessivamente negativo e di respingimento delle stesse, entrando nel merito nella loro natura “restitutiva”, sia dal punto di vista economico sia da quello normativo. Piattaforme che, pur nelle peculiarità esistenti nei vari settori, erano la fotocopia l’una dell’altra!
Nonostante i dati ufficiali relativi alla consultazione sui testi presentati, molti erano stati i lavoratori che si erano espressi con voto contrario, condividendo le nostre motivazioni.
Se dai loro un dito ti prendono prima tutta la mano poi ti restituiscono anche un ceffone!!!
Successivamente, quelle stesse piattaforme, non erano neppure più i testi su cui viaggiava il confronto all’interno delle delegazioni trattanti, ma progressivamente esse venivano sostituite con vere e proprie “contro-piattaforme” padronali.
Questo era stato reso possibile, sostanzialmente per due ordini di motivi:
– volere a tutti costi mantenere un tavolo di confronto nonostante le provocazioni padronali rafforzate dalle politiche governative , cioè la minaccia di un intervento legislativo in tema di contrattazione tra le parti, tese a ridurre il ruolo negoziale del sindacato;
– accettare la modalità ricattatoria agita dalle controparti, con la quale il confronto si sviluppava sui singoli aspetti contrattuali addirittura, posticipando la trattativa di alcuni di questi a momenti successivi alla chiusura del confronto (non è una novità quella dell’uso di commissioni e quant’altro – le cosiddette code contrattuali -), con il risultato oggettivo di indebolire ulteriormente l’impianto complessivo delle richieste
sindacali.
Oggi, ritornano al giudizio dei lavoratori tali accordi siglati che dovrebbero chiudere i tavoli dei rinnovi contrattuali, i cui contenuti, sia economici che normativi, risultano oggettivamente peggiorativi per i lavoratori, mentre le aziende hanno continuato a fare profitti, scaricando i costi sui lavoratori, attraverso ristrutturazioni, chiusure, licenziamenti, ecc. ecc.
Le ragioni del nostro no alle piattaforme le confermiamo oggi su tali ipotesi d’accordo, insieme al giudizio negativo, in quanto restituiscono un quadro peggiorativo lasciando sui
tavoli anche una serie di cambiali in bianco su importanti materie di rilevanza nazionale:
– aumenti economici risibili sui minimi contrattuali: 0€ per il 2016, 35€ per il 2017, 35€ per il 2018;
– partite economiche non certe ed ex-post, erogate solo con il raggiungimento di tetti prefissati di produttività aziendale: i 490€ verranno erogati in modo certo solo al raggiungimento degli obiettivi di produttività dei prossimi premi di risultato del 2018 e 2019, potranno poi eventualmente diventare 20€ certi sui minimi salariali solo se alla fine della vigenza contrattuale l’inflazione sarà pari o superiore al 2.7%, se l’inflazione sarà inferiore verrà proporzionalmente diminuito il premio di risultato;
– partite economiche solo per iscritti ai fondi previdenziali/assistenziali/assicurazioni: dei 15€ erogati sotto forma di welfare 5€ andranno ai fondi di previdenza complementare, altri 5€ ai fondi di assistenza sanitaria integrativa come Fisadaem, gli ultimi 5€ finanzieranno una polizza assicurativa caso morte;
– peggioramenti significativi sul trattamento economico degli apprendisti;
– peggioramenti significativi su gli indennizzi per i trasferimenti dei lavoratori da una sede di lavoro all’altra;
– la contrattazione aziendale potrà derogare le norme in materia di turni previste dal Ccnl nelle aziende exfederelettrica: col serio rischio di perdere domani in azienda quello che si è riusciti a difendere oggi a livello nazionale.
Le direzioni sindacali unitarie sanno cosa hanno firmato e lo hanno proprio voluto firmare, preferendo una trattativa a perdere, piuttosto che rispedire al mittente le arroganti richieste
e rilanciare una mobilitazione generale in grado di unificare tutte le vertenze!!!
Il sindacato è proprio un altra cosa …

31/01/2017 – Coordinamento nazionale “Il sindacato è un’altra cosa–Opposizione Cgil” Filctem Cgil

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