La FLC fa un passo: quello sbagliato!

Resoconto del Direttivo nazionale del 20 dicembre 2016.

Martedì 20 dicembre si è riunito il Comitato Direttivo della FLC. Era la prima volta che si tornava a discutere della situazione politica e sindacale dopo i turbolenti mesi scorsi, segnati dalla traumatica trattativa sulla mobilità, dal fallimento della raccolta firme sui referendum della scuola e dalla complicata elezione del nuovo segretario della categoria (Francesco Sinopoli, nella foto).

In quest’autunno la FLC è stata sostanzialmente bloccata nella discussione interna sui gruppi dirigenti, dovendo fare i conti con i fallimenti sia della sua linea “movimentista” (la scelta di puntare all’abrogazione dei principali punti della Buonascuola con comitati e sindacati di base, senza se non contro la CGIL), sia della sua linea “concertativa” (il tentativo di limitare i danni attraverso una gestione concordata della riforma, che ne cancelli alcuni elementi più inaccettabili).

Il Direttivo, oltre ad alcuni adempimenti (come il Bilancio, segnati dal solito dibattito frizzante della categoria a cui si sono aggiunte tracce e residui delle contrapposizioni di questi mesi), ha discusso ed approvato il CCNL FISM (scuole materne), con il nostro voto contrario (solo il nostro): l’accordo, pur prevedendo elementi positivi (ad esempio il mantenimento delle norme precedenti al Jobs act sui licenziamenti), in un settore segnato dalla frammentazione e dall’elusione dei minimi diritti sindacali e del lavoro, è da noi considerato comunque negativo, sia nella parte salariale (aumenti inferiori a quelli di altri settori) che in quella normativa e sull’organizzazione del lavoro (in linea con la stagione contrattuale in corso).

Il confronto politico e sindacale si è concentrato su due temi.

In primo luogo, la situazione politico sindacale dopo la vittoria del referendum del 4 dicembre e l’elezione del nuovo governo Gentiloni. E’ stata l’occasione per fare il punto dopo questi mesi di stallo. La relazione del neo-segretario ha sottolineato in particolare l’occasione di aprire una nuova interlocuzione con il MIUR (ed in nuovo ministro), ora più debole per la sconfitta referendaria. In questo quadro, in diversi accenti della discussione, è emerso come la prospettiva della FLC si ora segnata soprattutto dal tentativo di riprendere la “limitazione degli effetti più negativi della Legge 107”, visti gli oggettivi disastri emersi in autunno e la situazione di evidente difficoltà nella gestione della Buonascuola (vedi chiamata diretta). In questo quadro, si colloca sullo sfondo, o meglio evapora tendenzialmente nel nulla la prospettiva della ripresa di una nuova stagione di mobilitazione per rendere inapplicata ed inapplicabile la Legge 107. Insomma, finalmente si esce dallo stallo! Però ci sembra in una direzione proprio sbagliata. Per questo sono intervenuti Luca Scacchi e Francesco Locantore, che hanno presentato ed articolato ragionamenti e proposte alternative, poi sintetizzati in un ordine del giorno contrapposto a quello della maggioranza.

Da segnalare, in questo quadro, la questione del rinnovo del CCNL. L’intesa del 30/11 e gli assi contrattuali saranno discussi in un prossimo Direttivo, appositamente dedicato a questo tema (entro la fine di gennaio), avviando sin da subito un percorso di confronto nelle strutture di comparto nazionali e territoriali. Nei nostri interventi, in contrasto con quanto proposto nella Struttura di comparto della scuola, abbiamo sottolineato la necessità di riprendere la discussione in Direttivo, nelle strutture di comparto e nei territori su una nuova piattaforma (non considerando quelle approvate quasi due anni fa): in primo luogo siamo di fronte alla necessità di arrivare alla definizione di un’unica piattaforma della conoscenza (con un’integrazione difficile e complessa tra le 4 piattaforme precedenti, Scuola Università Ricerca e AFAM), un’integrazione tutta da sperimentare (come sottolineato nella relazione); soprattutto, nelle linee guida sono contenuti elementi che (al di là del nostro giudizio negativo) trasformano sensibilmente quelle piattaforme: nella quantificazione degli aumenti (85 euro sono enormemente distanti dal “recupero del potere d’acquisto” che era stato allora previsto, che si può quantificare in una cifra media intorno alle 250 euro mensili), ma anche nell’inserimento di nuovi pesanti elementi nella struttura del salario (welfare e sanità integrativa e presenza per calcolo produttività). Piattaforme poi che, prima di andare al confronto con l’ARAN, dovranno quindi per noi esser discusse e votate dai lavoratori e le lavoratrici (su questi temi relativi al Ccnl, abbiamo previsto un paragrafo anche nel nostro odg generale).

In secondo luogo, e conseguentemente, il CD ha anche discusso sull’apertura di una possibile trattativa sulla mobilità. In particolare la direzione del comparto scuola ha presentato un ordine del giorno contenente alcune indicazioni per la delegazione trattante, che ha sollevato una notevole discussione (anche qui, come sul bilancio, in parte di merito ed in parte legata alle tracce dei mesi scontri, alla conseguente ridefinizione in corso degli equilibri politici nella maggioranza della FLC). Una decina di interventi e richieste di emendamenti si sono concentrati in particolare su un paio di punti, politicamente più rilevanti: uno minore di metodo, sull’ “orientamento positivo” della struttura di comparto scuola sull’impianto proposto (non si era votato); uno principale di merito (posto che la prima richiesta è quella di prevedere una mobilità su scuola e non solo su ambito, almeno per tutti gli assunti sino a 2015/2016), sul meccanismo di passaggio tra ambito e scuola: rispetto alla proposta presente nell’ordine del giorno di prevedere una lista limitata di requisiti professionali, entro cui le scuole potevano scegliere, diversi emendamenti chiedevano l’introduzione di meccanismi di punteggio, mettevano in discussione il concetto dei requisiti professionali o quello della scelta da parte delle scuole (tra cui noi). Qui il nodo politico: posto che il clima del MIUR e delle condizioni oggettive del sistema scolastico spinge per il superamento della chiamata diretta, il punto era definire la linea con cui avviare le trattative con il Ministero (più o meno spinto verso sistemi automatici o comunque simili alle graduatorie attuali). Elemento tecnico su cui precipitavano le tensioni anche politiche del precedente dibattito (quali obbiettivi e quale atteggiamento si deve avere con l’attuale Ministero, mentre si conduce comunque la battaglia sui referendum CGIL?). Diversi settori del centro e della sinistra della maggioranza (anche per le tensioni dei mesi passati) chiedevano un profilo più netto. Al termine della discussione, un intervento del neosegretario Sinopoli sottolineava la necessità di rivedere le procedure di discussione e decisione del comparto scuola (in qualche modo dando un segnale critico all’attuale direzione del comparto scuola), e nel contempo proponeva di individuare una formulazione di compromesso che potesse permettere di discutere e decidere, se fosse stato necessario, nel corso della trattativa (riunendo delegazione trattante o la Struttura di comparto o, se necessario, anche il Direttivo stesso). Cioè, al fondo, affidava all’attuale direzione scuola la conduzione della trattativa, confermandone implicitamente la linea. La formulazione finale veniva quindi proposta da uno dei critici (un generico “superamento della chiamata diretta” che, nella sua vaghezza, politicamente lasciava aperta alla discussione e, nel contempo, dal punto di vista tecnico risultava persino più arretrata della formulazione originaria): per questo come Area abbiamo votato contro all’ordine del giorno.

Il primo passo della FLC dopo il suo lungo stallo non ci sembra quindi positivo. Vedremo i prossimi. Nel frattempo, sarà comunque importante riprendere e sostenere l’appello di molti comitati, associazioni e coordinamenti per una ripresa delle mobilitazioni; oltre costruire una piattaforma contrattuale facendo partecipare i lavoratori e le lavoratrici, per difendere realmente salari, diritti e condizioni di lavoro.

 Sindacatoaltracosa-OpposizioneCGIL nella FLC

 

 

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