CD FLC: Riprendere le lotte per il ritiro di tutte le controriforme.

Ordine del giorno proposto dal Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil al Direttivo FLC del 20 dicembre.

Martedì 20 dicembre, si è tenuto a Roma il Direttivo FLC (vedi un breve resoconto), che tra le altre cose ha discusso della situazione politico sindacale dopo la vittoria del referendum del 4 dicembre, l’elezione del nuovo governo Gentiloni con la nuova Ministra all’Istruzione l’Università e la Ricerca, l’apertura di un confronto sulla mobilità.

Qui sotto l’ordine del giorno presentato (e votato) dai compagni presenti dell’Area Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil nella FLC.

RIPRENDERE LA MOBILITAZIONE, PER IL RITIRO DI TUTTE LE CONTRORIFORME DELLA CONOSCENZA ed UN CONTRATTO CHE SALVAGUARDI SALARI, DIRITTI E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.

Il 4 dicembre abbiamo fermato la controriforma della Costituzione: una grande vittoria segnata dalla partecipazione, dal voto giovanile, da quello di lavoratori e lavoratrici oltre che dei settori sociali più deboli. Una vittoria segnata dal crollo della narrazione renziana, iniziata proprio con la BuonaScuola, il grande sciopero del maggio 2015, la diffusa resistenza all’applicazione della Legge 107. Una vittoria importante, perché ha bloccato sul nascere il rischio di una svolta autoritaria e perché ha platealmente respinto le politiche sociali del governo Renzi.

Quelle politiche rimangono però attive,a partire da Jobs act, SbloccaItalia e la stessa Buonascuola. Il governo fotocopia di Gentiloni non si propone nessuna discontinuità, ma semplicemente di confermare i principali indirizzi dell’esecutivo precedente sino ad un nuovo appuntamento elettorale, più o meno vicino. In questo quadro, la nuova Ministra all’Istruzione, Università e Ricerca non può esser considerata un segnale di svolta: nonostante i suoi trascorsi sindacali, nel suo precedente ruolo istituzionale ha garantito tutte le forzature parlamentari per approvare la controriforma costituzionale, ha sempre votato e appoggiato tutte le controriforme del governo (dal Jobs acts e alla stessa Legge 107). Non casualmente ha dichiarato che il suo obbiettivo sarà quello di ascoltare, ma per garantire l’applicazione della Legge 107 a partire da tutte le deleghe in scadenza. Non casualmente non intende toccare gli ultimi scandalosi atti della Giannini, a partire dalle Lauree professionali (un regalo alle grandi imprese sulla pelle degli studenti, in pieno stile di un Ministero che ha siglato accordi di alternanza lavoro con Mc’Donalds). Non casualmente non intende intervenire sui recenti provvedimenti tesi a rilanciare lo smantellamento del sistema universitario nazionale con meccanismi competitivi (Legge di stabilità) ed ingerenze governative sul reclutamento (cattedre Natta), come sui Decreti Madia e le altre recenti normative che intervengono pesantemente sugli Enti di Ricerca.

La vittoria referendaria, inoltre, pur contenendo questo diffuso sentimento antigovernativo ed antisistema, può conoscere una progressiva deriva reazionaria, se rimane scollegata da una ripresa ed una ricomposizione del conflitto sociale. Per questo è importante che il No del mondo del lavoro sia sviluppato nei prossimi mesi, non solo attraverso i referendum della CGIL ma anche attraverso la ripresa di una mobilitazione contro i provvedimenti e le politiche padronali di questi anni. Si coglie quindi pienamente solo ora il significato della sconfitta nella raccolta firme sui referendum della scuola e su quelli sociali: in questo quadro, infatti, avrebbero potuto rappresentare sia sul terreno programmatico, sia su quello concreto, l’orizzonte di una battaglia per sconfiggere dal lato del lavoro le principali politiche liberiste del governo Renzi.

Il Direttivo FLC, in questo nuovo contesto, ritiene fondamentale mantenere ferma la propria linea nel contrasto della legge 107. Non lasceremo che un governo delegittimato dal voto popolare completi una pessima riforma della scuola con l’emanazione dei decreti delegati su materie fondamentali quali il testo unico della scuola, la ridefinizione del contratto collettivo nazionale, i percorsi degli istituti tecnici-professionali, il sostegno, l’infanzia, i ruoli degli organi collegiali, il tirocinio formativo, il cambiamento dello status giuridico del docente, esami di stato e prove INVALSI. Per questo ne chiede l’immediata sospensione, come condizione per l’avvio di ogni confronto. In particolare, inoltre, nella trattativa sulla mobilità nella scuola ritiene necessario porre la questione del superamento della chiamata diretta come punto non negoziabile, recuperando l’unitarietà della categoria e dando a tute/i la possibilità di poter mantenere o recuperare la titolarità su scuola, derogando al vincolo triennale di permanenza nella stessa provincia per recuperare i danni fatti lo scorso anno, equiparando i servizi prestati nella scuola statale (servizio di ruolo e non di ruolo, sostegno preruolo riconosciuto per l’espletamento del vincolo quinquennale, ecc.). L’obiettivo della FLC-CGIL rimane infatti il ritiro o la non attuazione della Legge 107, a partire dai suoi elementi fondanti: la chiamata diretta (non è sufficiente l’individuazione di eventuali criteri oggettivi, lasciando margini discrezionali a scuole o dirigenti, ma sono necessari meccanismi automatici di assegnazione alle scuole), il bonus (da inserire nel FIS e quindi nella contrattazione, come compenso per lavoro aggiuntivo), l’alternanza scuola lavoro (da rivedere nelle quantità e nella qualità), il reclutamento (garantendo le più ampie condizioni di ingresso a precari e abilitati).

Sul rinnovo del CCNL dei comparti pubblici il CD della FLC ritiene che le piattaforme contrattuali di categoria debbano prevedere aumenti nettamente superiori agli 85 euro medi, con l’obbiettivo di recuperare tutto il potere d’acquisto perso negli anni di vacanza contrattuale e di conquistare una crescita dei salari anche per il rilancio della domanda interna. Non possiamo accettare l’inserimento della sanità integrativa o di welfare sostitutivo nei comparti pubblici (contribuendo allo smantellamento dei sistemi universali e prevedendo forme stipendiali sostitutive o integrative che comportano perdite di salario globale) e rifiutiamo l’introduzione di indicatori che leghino la produttività collettiva a misure contrattuali che incentivino più elevati tassi di presenza. Per questo il CD della FLC ritiene che la condizione preliminare dell’avvio di ogni contrattazione sia la revisione di tutte le norme Brunetta e della legge 107 su salario e valutazione.

Il Direttivo FLC ritiene quindi fondamentale riaprire una fase di mobilitazione del mondo della conoscenza, per il ritiro per il ritiro di tutte le controriforme e la conquista di un contratto che salvaguardi salari, diritti e organizzazione del lavoro. Per questo indice lo stato di agitazione permanente in tutti i comparti. Per questo, promuove, alla luce della nuova situazione, una fase ampia consultazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici della conoscenza. Propone cioè di organizzare a gennaio assemblee in tutte le scuole, gli enti di ricerca e le università, prevedendo successivamente la convocazione di assemblee territoriali di delegati e delegate e di assemblee nazionali di comparto, per la definizione partecipata di una piattaforma rivendicativa generale sul contratto, la 107, un piano straordinario di assunzione per gli ATA, le controriforme dell’Università e della ricerca presenti e passate. In questo quadro, in un percorso partecipato, si pone l’obbiettivo di sviluppare una sequenza di azioni di protesta (concordandole se possibile unitariamente) e di uno sciopero generale della conoscenza, con manifestazione a Roma, contro il perfezionamento della distruzione della Scuola, dell’Università e della Ricerca messo in atto ostinatamente dal governo.

Giancarlo Benazzi, Francesco Locantore, Luca Scacchi,

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