La FIOM abbandona gli operai della INNSE. Noi NO!

Solidarietà ai lavoratori della INNSE

Da mesi gli operai della INNSE continuano la loro lotta per difendere lo stabilimento di via Rubattino. Nonostante la maggior parte di loro siano in cassa integrazione, non abbandonano lo stabilimento, “occupandolo” con la loro presenza tutti i giorni e impedendo alla proprietà di svuotarlo di beni e macchinari.  Siamo stati con loro al presidio che qualche settimana fa ha impedito lo smantellamento di parti importanti del macchinario ancora presenti nei capannoni di via Rubattino. La loro lotta va sostenuta, come fu sostenuta quella del 2009. Anche ora che i riflettori si sono spenti.  Anzi, soprattutto ora che i riflettori si sono spenti!

Riteniamo grave che la FIOM non sia impegnata a fianco loro nel presidio della fabbrica e nelle iniziative per impedire lo spostamento dei macchinari. E grave che non si stia attivando in una decisa azione di difesa individuale degli operai, continuamente colpiti da pesanti provvedimenti disciplinari, nonostante essi siano tutti iscritti alla FIOM CGIL.
Fino al punto che qualche giorno fa, si è presa la briga di inviare  agli operai della INNSE una lettera aperta in cui si dichiara di fatto indisponibile a continuare a seguire una vertenza che non condivide più (leggi anche l’articolo sul Corriere). Come viene spiegato nella lettera, qualche mese fa, la FIOM di Milano insieme a alla FIOM nazionale hanno firmato al MISE un verbale in cui l’azienda si impegnava da un lato a estendere di 5 anni, sino a tutto il 2030, le garanzie occupazionali nello stabilimento di via Rubattino, definendo futuri investimenti produttivi e persino assunzioni; dall’altro, otteneva l’immediato licenziamento di parte degli operai attualmente in forza. I lavoratori hanno bocciato questa intesa, non accettando i licenziamenti di oggi, in cambio delle promesse di domani.
La Fiom nella sua lettera scrive di ritenere “di aver fatto quanto in suo potere per garantire la piena tutela di tutti lavoratori, e dei propri iscritti, consegnando una soluzione positiva, che fuga ogni ipotesi di speculazione sul destino dello stabilimento”. Non siamo d’accordo, ma ancora più grave quanto segue. “La Fiom considera controproducente la prosecuzione, da parte della Rsu, di una mobilitazione, di cui non si ha chiarezza degli obiettivi, e non intende proseguire una vertenza, che considera risolvibile sulle basi delle intese raggiunte al MiSE. Pertanto non condivide le ragioni e le forme di conflitto che la Rsu della INNSE Milano ha deciso di promuovere, che potrebbero determinare una imprevedibile escalation, generando situazioni traumatiche non gestibili sul piano sindacale”.
Per queste ragioni, definitivamente li abbandona e smette persino di seguire i suoi iscritti, rifiutando loro non soltanto il sostegno alla vertenza ma persino la dovuta tutela sindacale, esponendoli proprio in questo modo a quella imprevedibile escalation e a eventuali situazioni traumatiche non gestibili sul piano sindacale a cui si fa riferimento nella lettera.

Riteniamo questo fatto gravissimo, per varie ragioni.
La prima è quella più banale. Ogni iscritto alla CGIL ha diritto a essere assistito dalla sua organizzazione. A meno che la FIOM non ritenga di avere ragioni valide per potersi rivolgere agli organismi competenti e chiedere l’espulsione di un iscritto, è tenuta a seguirlo. Almeno fin tanto che i relativi organismi non si siano espressi.

La seconda è più politica. La FIOM ha sempre sostenuto l’importanza del voto dei lavoratori per la validazione degli accordi. Il segretario generale ha spesso dichiarato che la FIOM è tenuta al rispetto del voto dei lavoratori, comunque essi si pronuncino. Quando danno ragione all’organizzazione, come quando gli danno torto. Come spiegare allora che la FIOM di fronte a lavoratori che bocciano all’unanimità un suo accordo, si permette di dire: bene, ho fatto il possibile, se voi non lo condividete, ora andate avanti da soli! Come dire che se prevalesse il NO alla consultazione del 19, 20 e 21 sul ccnl nazionale, FIM FIOM UILM non riprenderebbero la trattativa abbandonando i lavoratori perchè non gli hanno dato ragione! Davvero incredibile!

La terza, è di sostanza. Il sindacatoaltracosa ritiene che i lavoratori della INNSE abbiano proprio ragione! Hanno fatto bene a non credere alla promesse di una proprietà che da quando ha acquisito la INNSE non ha mai fatto un investimento né sulle macchine né tanto meno sul capannone, che oggi è di fatto un’area industriale semidismessa.
Nel 2009 Camozzi ha avuto il terreno su cui sorge la fabbrica al prezzo di un euro e in 6 anni non ha mai presentato un piano industriale credibile. Su che base credere allora alle promesse di futuri investimenti? Di certo oggi ci sarebbero stati soltanto i licenziamenti.

Noi allora ribadiamo che siamo dalla parte degli operai della INNSE e sosterremo la loro lotta! Riteniamo gravissimo che la FIOM li abbia abbandonati e facciamo appello alla CGIL affinché ristabilisca il principio che la FIOM è tenuta a difendere ogni suo iscritto, a prescindere dal fatto di condividere o meno una linea politica piuttosto che un’altra.
Per noi i lavoratori della INNSE sono ancora degli eroi, come tutti quelli che lottano per difendere il proprio posto di lavoro.
Per questo non li abbandoneremo!

sindacatoaltracosa

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