Metalmeccanici. C’è chi dice NO! Delegat@ per il NO

VOTA NO il 19-20-21 dicembre. Martedì 6 dicembre assemblea a FIRENZE

Pubblichiamo l’appello di delegat@ FIOM a sostenere le ragioni del NO all’ipotesi di accordo del ccnl dei metalmeccanici. Il 6 dicembre appuntamento a Firenze!
per aderire: peril.no.ccnl2016.metal@gmail.com –

Leggi anche il volantino sul ccnl del sindacatoaltracosa

In un anno di trattative con Federmeccanica, la Fiom ha di fatto posto la parte economica come unica condizione imprescindibile per la firma del contratto. Quanto firmato non rispetta nemmeno questa condizione. Non si tratta di discutere se 92 euro di aumento siano tanti e pochi. Per il semplice motivo che non sono 92, non sono certi e non sono per tutti.

Si arriva tale cifra solo sommando 51 euro di aumenti salariali al resto delle misure di welfare aziendale (7,69 euro di aumento sulla previdenza, 12 sulla sanità, 13,6 di welfare, per un totale di 85 euro mensili che arrivano a 92,68 con la quota per il diritto alla formazione continua).

Pochi spiccioli, quindi, ma in compenso tanta confusione. Innanzitutto perché si sommano voci di salario diretto a prestazioni di welfare, come se si trattasse di voci sostitutive l’una dell’altra. In secondo luogo perché si sancisce che si possa accedere a tale “aumento” solo accettando di far parte del welfare integrativo: non un diritto universale, ma basato un rapporto con un fondo privato o con un fondo aziendale.

Infine, nemmeno i 51 euro salariali sono certi e per tutti. Non lo sono perché riassorbibili da tutti gli aumenti “fissi collettivi della retribuzione eventualmente concordati in sede aziendale” (con l’esclusione di quelli legati alla modalità di effettuazione della prestazione lavorativa).

Non lo sono perché sono aumenti solo “stimati”. L’effettivo importo verrà deciso ex-post: dopo la comunicazione annuale da parte dell’Istat dell’Ipca. L’Ipca (Indice Prezzi al Consumo Armonizzato) è un calcolo dell’inflazione che esclude dal paniere le voci energetiche importate. Un metodo truffaldino, dalla Fiom in passato contestato, che di fatto regala alle aziende la possibilità di pretendere una sorta di scala mobile al contrario. E se non bastasse, questa destrutturazione dell’aumento salariale si lega a una parte normativa estremamente negativa.

In primo luogo, passa quasi sotto silenzio il fatto che la Fiom firmando questo contratto abbia accettato contemporaneamente il contratto separato del 2012 precedentemente osteggiato. Se la Fiom ha ragione oggi, aveva torto ieri. Se aveva ragione ieri, ha torto oggi. Questo è e da qua non se ne esce.

Il contratto 2012 era stato osteggiato per misure come aumento degli straordinari obbligatori, flessibilità oraria, penalizzazione della malattia e apertura alle deroghe. Tutto questo viene recepito, con buona pace di 8 anni di battaglie. E c’è in fondo un legame diretto tra il fatto che si accetti la penalizzazione della malattia (contratto 2012) e la limitazione della 104 (l’attuale rinnovo) e dall’altro si apra alla sanità integrativa. Diritto universale alla salute, all’assistenza e alla malattia sono inversamente proporzionali a qualsiasi forma di integrazione della sanità. In seconda battuta questo contratto, come dimostra la gioia di Renzi, Poletti e Federmeccanica, risponde a un obiettivo e un modello ben preciso. Gli obiettivi che si poneva il fronte padronale possono essere riassunti in tre grandi capitoli:

– collegare i salari alla produttività, indebolendo sempre di più la “paga oraria”;

– introdurre un sistema di fidelizzazione del lavoratore attraverso una rete di benefits aziendali;

– sfondare sul terreno dell’orario, con 80 ore a disposizione delle aziende per prolungare l’orario settimanale fino a 48 ore, adattando la vita del lavoratore a esigenze e fluttuazioni del mercato.

Dal punto di vista di Federmeccanica la missione è compiuta. I premi aziendali sono dichiarati variabili in maniera stringente: collegati a quella produttività che il lavoratore non controlla e che non determina di certo da solo. Si introducono una serie di misure di welfare aziendale e di benefits azienali. E si allargano le possibilità della plurisettimanalità: la settimana lavorativa deve essere “mediamente” di 40 ore, allungabile e accorciabile a seconda delle esigenze.

Non siamo solo a un pessimo contratto. Siamo a un modello che lentamente, ma inesorabilmente, mina la stessa sindacalizzazione. Si mettono in moto tutti quei processi che legano il lavoratore a mille fili all’andamento della “sua” azienda. Si recepiscono quei meccanismi che spaccano il fronte tra lavoratori di aziende “che tirano” e aziende in crisi. Si crea un interesse diretto del lavoratore a non fermare mai la macchina aziendale, magari con uno sciopero che mina la produttività. Si pensa di salvarsi entrando sotto l’ombrello del rapporto bilaterale sindacato-azienda dove il lavoratore trova conveniente aderire al sindacato per aderire ai servizi che ne derivano. Ma questo modello è veleno per la Fiom. E’ l’approdo a un aziendalismo che oggi si rivolge contro le punte avanzate dell’organizzazione e domani contro l’organizzazione intera.

Il tutto senza aver mai posto realmente il rifiuto del Jobs Act e la richiesta a Cisl e Uil di disconoscere la firma del contratto separato in Fiat.

Siamo delegati e delegate della FIOM e facciamo appello immediatamente a tutti i lavoratori e le lavoratrici, e agli altri delegati e delegate ad attrezzarsi perchè le ragioni del NO a questo contratto siano conosciute, sostenute, argomentate e diffuse nelle assemblee che si terranno e nel referendum del 19-20-21 dicembre, con l’obiettivo di una forte affermazione del NO nonostante le regole tutt’altro che democratiche della consultazione non consentino che il NO abbia la stessa agibilità del SI durante il percorso referendario. Invitiamo ad un incontro a Firenze il 6 dicembre per coordinare i metalmeccanici che dicono NO a questo contratto, a partire da quelli che appartengono alla nostra organizzazione e come noi hanno sostenuto in tutti questi anni le lotte di resistenza che pur tra mille contraddizioni ha portato avanti. Un primo passo di una battaglia per la difesa di un modello sindacale rivendicativo, unificante, conflittuale e partecipativo.

Il nostro NO deve vivere da subito, soprattutto nelle grandi fabbriche, nella battaglia della consultazione sul contratto, e diventare un punto di riferimento per affermare una pratica sindacale opposta a quella dell’attuale gruppo dirigente.

Primi firmatari

Matteo Moretti, Michele Di Paola, Mauro Sassi, Luciano Morelli, Giuseppe Iapicca, Massimo Barbetti (RSU FIOM GKN)
Giorgio Mauro, Andrea Paderno, Matteo Carioli, Matteo Barbaro, Gianfranco Cannone, Roberto Rivoltella, Gianluca Paris, Alfonso De Martino, Jury Guerini, Alberto Vitali, Marco Fontanella, Franco Ruggeri, Luca Carlessi, Massimiliano Finardi, Massimo Mandelli, Rocco Vizzone, Daniele Gatti (RSU FIOM Same)
Massimo Cappellini, Antonella Bellagamba, Massimiliano Malventi, Adriana Tecce,Giorgio Guezze, Francesco Giuntoli, Simone Di Sacco (RSU FIOM Piaggio)
Giuseppe Faillace, Giuseppe Imparato, Ciro Palmieri (RSU FIOM Motovario)
Gianplacido Ottaviano, Giuseppe Principato (RSU FIOM Bonfiglioli)
Mario Viscido, Maurizio Mazza, Giuseppe Gomini (RSU FIOM Ducati)
Silvia Cini, Giada Garzella (RSU FIOM Continental)
Serafino Biondo (RSU FIOM Fincatieri Palermo)
Stefano Fontana (FIOM Fincantieri Marghera)
Gabriele Severi, Franco Batani (RSU FIOM Marcegaglia Forlì)

per aderire: peril.no.ccnl2016.metal@gmail.com

seguono le altre firme arrivate successivamente:

Barbara Spongia RSU FIOM Insiel Trieste
Ermes Kodra RSU FIOM Insiel Trieste
Cortesi Sergio RSU FIOM Flextronics Trieste
Salvatore Patti RSU FIOM Flextronics Trieste
Alessandro Olivo RSU FIOM Telit Trieste
Emiliani Dambrosi RSU FIOM Wartsila Italia Trieste
Sancin Dario Dir. Wartsila Italia Trieste
Ivis Gabriele Dir. Prov. Wartsila Italia Trieste
Millo Andrea RSU FIOM Fincantieri Trieste
Castelli Gianluca RSU FIOM Ebm Trieste
Smillovich Alessandra RSU FIOM Siram Trieste
Zitani Marco Rsu FIOM Cartubi Trieste
Zambon Fabrizio RSU FIOM Servigen Trieste
Silvia DiFonzo RSU FIOM Sincrotone Trieste
Bara Calin RSU FIOM Saiph Trieste
Neacsu Vasile RSU FIOM Saiph Trieste
Manuelli Fulvia RSU FIOM Dec Trieste
Glavina Igor RSU FIOM Dec Trieste
Benedet Enrico – RSU FIOM Galli Trieste
Ulisse Pellegrinelli rsu Fiom BREMBO (Bergamo)
Fausto Alborghetti rsu Fiom BREMBO (Bergamo)
Patrizia Patriplo rsu Fiom BREMBO (Bergamo)
Michele Laporta rsu Fiom BREMBO (Bergamo)
Renato Pomari rsu FIOM IBM Milano
Fabio Necchi rsu Fiom Grazioli (Bergamo)
Luciano Russo rsu Fiom Grazioli (Bergamo)
Evaristo Gamba rsu Fiom Colombo Design (Bergamo)
Rosalinda Marinoni rsu Fiom Mollificio Sant’Ambrogio (Bergamo)
Susanna Cavalleri rsu Fiom N&W Global Vending-Necta (Bergamo)
Sebastiano Leotta rsu Fiom N&W Global Vending-Necta (Bergamo)
Angelo Trovenzi rsu Fiom Corali (Bergamo)
Marina Carrara rsu Fiom Eutron (Bergamo)
Marco Bonzi rsu Fiom Rulmeca (Bergamo)
Jose Moner Sanchez rsu Fiom FAI Filtri (Bergamo)
Matteo Tresoldi rsu Fiom OVV (Bergamo)
Marco Manenti rsu Fiom OVV (Bergamo)
Carlo Velletri (RSU Guidolin Padova)
Roberto Fenaroli (RSU FIOM Smst Costa Volpino Bergamo)
Cimarolli Omar (RSU Sapes  Trento)
Lorenzo Mortara (RSU FIOM YKK Vercelli)
Sita Gianluca (RSU FIOM IMA Bologna)
Dancelli Massimiliano(RSU FIOM Protec Cremona).
Buzzi  Ferruccio (RSU FIOM Beta Utensili Brianza)
Cialdini  Damiano (RSU FIOM Beta Utensili Brianza)
Cristino  Giuseppe (RSU FIOM Beta Utensili Brianza)
Pavese Antonello (RSU FIOM Beta Utensili Brianza)
Giusi Di Pietro (RSU FIOM Scienzia e Fabrica Machinale Pisa)
Elisa Fiorito (RSU FIOM Scienzia e Fabrica Machinale Pisa)
Maddalena Frizzi (RSU FIOM Scienzia e Fabrica Machinale Pisa)
Emanuele Salvati (Operaio Acciai Speciali Terni, segreteria prov.le del PRC Terni)
Guido Bedini direttivo FIOM Pisa
Roberto Fumagalli (tesserato Cgil)
Mustapha Aghrabi (rsu FIOM Marcegaglia Lecco)
Davide Bacchelli (RSU FIOM IMA Bologna)
Cristian Mandara (RSU Fasmec Parma)
Ledda Davide (RSU CFT Parma)
Matteo Salemme (RSU Crown)
Marco Donè (Dir. FIOM Venezia, IPC Portotecnica Portogruaro)
Stefano D’Intinosante (RSU FIOM Somec group Treviso)
Carlo Tomei (Dir. Fiom Trieste)
Cocolo Marco (RSU FIOM IPC Portotecnica Portogruaro)
Mauro Cesco (RSU FIOM IPC Portotecnica Portogruaro)
Daniele Caboni (RSU FIOM Continental Pisa)
Hanno sottoscritto l’appello anche:

Lamorte Antonio (RSA Ute Plastica Sata Melfi)
Labriola Maria (RSA Ute Plastica Sata Melfi)
Langone Antonio (RSA Ute Plastica Sata Melfi)
Principio Di Nanni (RSA Ute Plastica Sata Melfi)
 

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