CC FIOM. E.Como: non condivido questa ipotesi di accordo

intervento di Eliana Como al Comitato Centrale del 27 novembre 2016

Non è facile intervenire su una ipotesi di accordo per il rinnovo del ccnl in solo 5 minuti. Quindi vado subito al punto. Per quanto ho sentito nell’introduzione e letto nel testo che ci avete consegnato oggi, non condivido questa ipotesi di accordo e non penso che questo sia un accordo pulito, come lo ha definito il segretario generale. Brevemente queste sono le ragioni principali.

1. I minimi salariali saranno assorbiti dal 2017 dalle parti fisse del salario. Questo renderà tutti i premi di risultato variabili, come d’altra parte è espressamente scritto nell’ipotesi d’accordo.

2. Gli aumenti salariali saranno calcolati sull’inflazione ex post e verranno erogati sei mesi dopo dall’inizio dell’anno. Per la prima volta, gli aumenti salariali di un ccnl non sono certi ma soltanto prevedibili. In ogni modo, se anche l’andamento dell’inflazione da qui al 2019 fosse quello previsto oggi, l’aumento sarebbe di 51 euro in quattro anni!
Non invento io le cifre. Sto al comunicato che è uscito ieri sul sito della Fiom nazionale. Peraltro trovo del tutto scorretto che si dica in quel comunicato che l’aumento complessivo arriverà a 92 euro, sommando ai 51 euro di aumento salariale la sanità integrativa, il welfare, persino la formazione e Cometa (vi ricordo che quando lo faceva la Fim nei ccnl separati la abbiamo giustamente sempre criticata).
Fino a pochi giorni fa la segreteria diceva che il welfare non doveva essere alternativo all’aumento salariale. Ora invece viene sommato ai 51 euro per dire quale sarà l’aumento complessivo. Forse ho capito male io. Altrimenti c’è davvero qualcosa che non torna. Il welfare non è sostitutivo oppure l’aumento è di 92 euro. Se si sono invece affermate entrambe le cose, in una delle due affermazioni, prima o dopo, non si è detta la verità.

3. La legge 104 viene peggiorata nella sostanza. Seppure nel testo si richiama il diritto a fruire dei permessi di cui alla L.104/1992, si accetta che i lavoratori e le lavoratrici debbano dire quando saranno in permesso addirittura 10 giorni prima che inizi il mese di riferimento. Se anche sono fatte salve le urgenze, nella pratica questo determinerà un netto peggioramento nell’utilizzo dei permessi.

4. Rinnovando il ccnl del 2012, accettiamo tutto quello che non è espressamente modificato, per esempio l’aumento delle ore di straordinario obbligatorio, le ore di flessibilità e la malattia.

5. Se è un bene che siano state cancellate le deroghe salariali del 2012, vengono però riconosciute quelle normative con l’applicazione del TU. Le deroghe saranno uno straordinario elemento di ricatto, anche se si introduce il vincolo che debbano avvenire d’intesa con le organizzazioni territoriali per essere valide. Trovo inoltre pericoloso che sulle altre parti relative all’applicazione al Testo Unico del 10 gennaio (come clausole di raffreddamento e sanzioni), ci si affidi a una commissione che partirà dopo la firma del contratto.

Per tutte queste ragioni, sono contraria a questa ipotesi di accordo. È evidente come è stato detto nell’introduzione che rispetto alla piattaforma presentata da Federmeccanica lo scorso anno ci sono stati dei miglioramenti. Ed è altrettanto evidente che quando si dice che una ipotesi di accordo non va bene, si deve pensare a quale sarebbe l’alternativa se non si firmasse. Vi ricordo però che sono due argomenti che usavano Fim e Uilm nel 2009 e nel 2012. Noi giustamente rifiutammo allora quella logica.
Peraltro non ho affatto capito la ragione di questa accelerazione dei tempi. Mi viene da pensare che si volesse chiudere prima del 4 dicembre. Non so se sia così, ma penso in ogni modo che aver firmato prima del referendum costituzionale sia un errore. Questo consegna al governo la possibilità di propagandare l’idea di un paese rappacificato, con la promessa di una chiusura imminente della vertenza dei lavoratori e delle lavoratrici pubbliche e in cui anche i metalmeccanici e le metalmeccaniche firmano il loro contratto.

Chiudo dicendo che non c’è bisogno che vi preoccupiate di dire ai funzionari cosa devono fare per la consultazione. I funzionari lo sanno benissimo quale è il loro ruolo, quali sono le loro responsabilità e quale sarà il mandato che uscirà oggi da questo Comitato Centrale.
I lavoratori e le lavoratrici sapranno cosa votare. Di questo mi preoccuperei molto di più.
Al tempo stesso ho sentito in questi ore tanti delegati che non sono d’accordo con questa ipotesi e per questa ragione dico da subito che per il sindacatoaltracosa e per tutti coloro che lo riterranno, la campagna per il NO va avanti oltre il 4 dicembre.
Su questo gli “avvertimenti” che ho sentito nell’introduzione non servono proprio. Ci conosciamo da un po’ Maurizio, dovresti aver imparato che non ci fanno cambiare idea. Per tutto il resto, come ho detto altre volte, vale l’articolo 4 dello Statuto.

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