Comune di Arezzo. Odg sulla piattaforma comparto Funzioni Locali.

Ordine del giorno assemblea dei lavoratori e dei lavoratrici del Comune di Arezzo. Approvato all’unanimità nelle due assemblee del personale 16 novembre 2016

La consultazione in vista del rinnovo contrattuale è annunciata da una bozza di lavoro, arriva dopo la firma di un verbale in materia di pensioni, l’approvazione della finanziaria, alcuni rinnovi
contrattuali di altre categorie, e alcune preoccupanti anticipazioni sul rinnovo che ci riguarda.
A sentire gli annunci e dalla lettura delle premesse della bozza ci si aspetterebbe che la campagna per il rinnovo contrattuale fosse connotata da forti rivendicazioni. Dopo 7 anni di blocco della contrattazione, campagne di denigrazione del lavoro pubblico e dei servizi pubblici, innalzamento dell’età pensionabile e blocco del turn-over, ci si sarebbe aspettato ben altro.
Invece il panorama è piuttosto deludente, a cominciare dal verbale sulle pensioni sottoscritto a settembre, che a fronte di alcuni aspetti positivi favorisce un’ulteriore privatizzazione del sistema previdenziale e garantisce affari al sistema bancario.
Senza contare i recenti rinnovi contrattuali per altre categorie e le anticipazioni di cui si sente, che per quanto non ufficiali costituiscono pur sempre pericolosi precedenti che finiscono per
consolidarsi. Si sente parlare con nonchalance – preoccupante perché da parte di sindacalisti – di aumenti economici condizionati da estensioni dell’orario di lavoro.
E anche la bozza di lavoro, dopo una condivisibile premessa, elenca una serie di blande affermazioni, quando non nasconde pericolose insidie, come per esempio: un diffuso
consolidamento di valutazione, merito e premi; l’estensione della previdenza e della sanità integrativa.
E’ necessario rivolgere un segnale di allarme ai sindacati nazionali, affinché sia avviato un percorso di nuova conquista della dignità e dei diritti che negli anni sono stati erosi.
Per quanto sopra esposto, l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici del Comune di Arezzo:

1. Giudica negativamente che, nonostante in Italia ci sia uno dei peggiori sistemi previdenziali d’Europa, il risultato del tavolo con il Governo sia un verbale che lascia inalterato l’impianto della legge Fornero e che apre la strada all’APE, meccanismo che consente un accesso anticipato alla pensione, ma al prezzo di mutui con le banche, a tassi di interesse da usura. Il diritto alla pensione ad un età più ragionevole sarebbe cioè pagato dal salario dei lavoratori e garantirebbe affari d’oro per il sistema creditizio privato.

2. Chiede un sensibile cambiamento dei presupposti per la piattaforma contrattuale, che dovrà essere supportata da forti iniziative, prese di posizione e mobilitazioni. La piattaforma dovrà prevedere, fra l’altro:
– abolizione di tutto quanto è derivato dalla riforma Brunetta relativamente a merito e valutazione  della prestazione individuale connessa con il salario, le progressioni e gli incentivi economici;
– riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e introduzione di una disciplina rigida finalizzata alla drastica riduzione del lavoro straordinario;
– eliminazione dal Comparto di tutte le forme di lavoro precario o retribuito in maniera anomala;
– ripristino di ruolo e dignità delle rappresentanze dei lavoratori, in termini di agibilità, contrattazione e coinvolgimento nelle scelte che riguardano l’organizzazione;
– introduzione di sanzioni per inadempienze in materia di sicurezza, formazione, benessere
organizzativo;
– eliminazione delle modalità di previdenza e sanità integrative private;
– eliminazione di norme che differenziano salari e previdenza fra i lavoratori di diversi settori. La piattaforma dovrà ottenere il consenso della maggioranza dei lavoratori in una seria consultazione.

3. Invia un forte messaggio ai rappresentanti nazionali dei Sindacati, affinché le contrattazioni in procinto di essere avviate escludano la possibilità di accogliere condizioni inaccettabili, come quelle già sperimentate per l’igiene ambientale, il terziario, i metalmeccanici, come per esempio: estensioni dell’orario di lavoro, congelamenti degli aumenti salariali, introduzioni del cosiddetto welfare aziendale in sostituzione di parti di salario (buoni spesa e simili).

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