Telecomunicazioni. Per uno sciopero del settore

Comunicato sindacatoaltracosa SLC

Il settore delle telecomunicazioni si sta trasformando molto velocemente. Le conseguenze di questa mutazione saranno pagate nel breve termine da migliaia di lavoratori (80.000 solo nei call center secondo stime di SLC-CGIL) e a medio termine da tutti gli utenti: il Governo e Asstel stanno praticando con la massima discrezione l’eutanasia di pezzi di un settore che per volumi e ricavi non è in crisi.
Ma perché non bisogna parlarne? Perché ogni vertenza aziendale deve sembrare un incidente? Nella narrazione filo-padronale il capitalismo gestisce il cambiamento come se fosse un meccanismo naturale, ineluttabile, troppo complesso per noi lavoratori inadeguati e “refrattari al cambiamento”.
Non è così! Non è un destino cinico e baro quello che permette a colossi di customer care di delocalizzare all’estero a caccia di salari da fame quando il CCNL lo dovrebbe impedire. Non è la “natura delle cose” che permette a enti pubblici di violare la legge sulle clausole sociali che tutela il lavoratore in caso di cambio di appalto. Non è “la crisi” che permette a Vodafone, Comdata, Almaviva di sfruttare il jobs act per spremere ancora più i call center a costo zero, con un controllo della produttività individuale utile solo a far competere lavoratori stressati per una decina di euro in più (in attesa che qualche “act” o CCNL ripristini il cottimo). Non è “la modernità” che permette a Tim di stracciare tutti i contrati integrativi, lasciando decine di migliaia di lavoratori con il solo CCNL a partire dal prossimo febbraio. Non è scarsa competitività che permette a Ericsson di impoverire la ricerca e lo sviluppo delle rete licenziando consegnando di fatto un asset strategico all’estero.

I colpevoli sono le multinazionali che ottengono carta bianca promettendo investimenti che non ci sono, colpevole è un governo miope, debole con i ricchi e spietato con i deboli: il nostro nemico è un capitalismo senza pianificazione e accecato dal profitto immediato. E la colpa dei sindacati è di raccontare che non esistano alternative.

Almaviva, Gepin, Tim, Vodafone, Comdata, Assist, Ericsson e tutte le altre che verranno sono nomi diversi di una stessa vertenza:

la lotta per difendere il salario e la dignità del nostro lavoro!

Per questo come Opposizione CGIL cominciamo a costruire, da subito, una mobilitazione nazionale di settore, uno sciopero con una grande manifestazione nazionale a Roma in occasione delle trattative del rinnovo del CCNL!

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