Ccnl coop: Filcams tra impasse e reticenze

In stallo la trattativa sul CCNL distribuzione cooperativa, in stallo la direzione sindacale nello sviluppo della vertenza

In un attivo dei delegati della distribuzione cooperativa dell’Emilia Romagna, che si è svolto il 27 ottobre, si è potuto intravedere tutto l’Impasse e la Reticenza che serpeggia nell’apparato dirigenziale Filcams. Un attivo convocato per definire le linee guida da tenersi sulla trattativa del CCNL distribuzione cooperativa, scaduto da anni, dopo le ulteriori chiusure aziendali e lo stallo del tavolo negoziale. La seduta si è invece chiusa senza apprezzabili spunti di indirizzo, ma solamente con la volontà, ormai neanche celata, di non procedere ad azioni di lotta entro l’anno, bypassando così il periodo più favorevole, ovvero quello delle festività natalizie.

L’introduzione, tenuta dal segretario regionale, aprendo spiragli alla riduzione delle nostre richieste salariali in cambio del mantenimento dei diritti acquisiti, lascia presagire un orientamento non bellicoso da parte dell’apparato Filcams. Tra le altre cose, il segretario cita, con evidente disagio, un recente incontro avuto con Confcommercio, ma evita furbescamente di parlare della concessione fatta dalle organizzazioni sindacali alla sopracitata organizzazione datoriale, riguardo alla decurtazione a posteriori dell’aumento salariale ottenuto l’anno precedente in sede contrattuale. In pratica, dopo aver chiuso con un già basso aumento salariale di circa € 65 netti al IV° livello, si dà una sforbiciata a posteriori, in accordo con i padroni, per penalizzare i lavoratori adducendo mutate condizioni macroeconomiche. Il sentore è dunque quello di perdere ulteriori pezzi anche nella nostra vertenza, a favore di una controparte che non ha ormai più limiti nel chiedere di tutto e di più.

L’umore dei delegati è eterogeneo. Qualcuno si accoda a questa melina impostata fin dall’inizio, mentre altri rimangono invece su posizioni più intransigenti e chiedono chiarimenti all’apparato Filcams riguardo questa ultima vessazione a discapito dei lavoratori del commercio privato. Non sarà che la decurtazione post firma al salario dei lavoratori di CONFCOMMERCIO sia stata fatta per parificare (al ribasso) tutte le richieste verso le organizzazioni datoriali, per poi ripresentarci al nostro tavolo (se sarà riaperto!) con una richiesta salariale inferiore, con buona pace di chi giudicava già insufficiente la precedente richiesta salariale?

Le risposte ai quesiti posti non sono arrivate neanche da chi, alla fine del dibattito poteva darle. Infatti, il sommo tenutario di questa trattativa, Alessio di Labio forte degli insegnamenti del nostro ex segretario nazionale Martini ha fatto sfoggio di un lessico chiaramente improntato alle concessioni e alla trattativa “a tutti i costi”, ripetendo per tutta la durata delle sue conclusioni che il venirsi incontro reciproco potrebbe appianare una trattativa che fino ad oggi è stata in totale salita. Come se, in questa vertenza, noi potessimo ancora fare delle concessioni senza perdere il seguito tra i lavoratori! Se da parte di Di Labio non è mancata la reticenza a rispondere a quanto sollevato nel dibattito, è mancata invece una trasparenza di intenti che almeno i delegati e i lavoratori avrebbero sicuramente meritato.

 

Mirko Martinelli, Simona Leri, Claudio Po

Delegati Coop Alleanza 3.0

Area il Sindacato è un’Altra Cosa

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