CCNL commercio: indietro tutta!!!

Senza il consenso di lavoratori e lavoratrici, senza la discussione del CD FILCAMS, sospesi i 16 euro di aumento previsti da novembre 2016.

Poco più di un anno fa abbiamo espresso la nostra contrarietà all’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto del Terziario perché non si poteva essere favorevoli al Jobs Act e accettare che, in uno dei più importanti contratti nazionali, non vi fosse una sola riga che tentasse di limitare i danni che questa legge avrebbe causato sull’intero mondo del lavoro. Anzi si fece peggio: riducendo le percentuali di conferma dell’apprendistato; aggiungendo al demansionamento previsto dal Jobs Act, il sottoinquadramento per i lavoratori svantaggiati; liberalizzando la flessibilità sull’orario di lavoro con un sistema di comando in mano alle imprese; inserendo i rapporti tra qualifiche e livelli dei settori informatici a dir poco peggiorative rispetto alla realtà. Tutto ciò senza andare a cambiare le misure contro i lavoratori imposte nel precedente contratto separato: restano le malattie non pagate, i doppi regimi contro i neo assunti, le aperture domenicali. La firma allora fu motivata dall’aumento di 85 euro in 3 anni senza nemmeno il recupero dell’anno e tre mesi di vacanza contrattuale.

Quando pensavamo di aver visto tutto in questa tornata contrattuale, ecco la ciliegina sulla torta: qualche giorno fa Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno firmato un accordo integrativo al CCNL del 30 marzo 2015, concordando con le controparti datoriali la sospensione della tranche di aumento che dovrebbe decorrere da questo novembre. I 16 euro di aumento previsti dal CCNL non saranno erogati!

Non c’è che dire! Con questo accordo i tre sindacati dimostrano la loro totale subalternità alla Confcommercio! Noi ci siamo opposti al contratto firmato nel 2015, dando indicazione di votare NO nelle poche assemblee che si sono tenute, perché in cambio di pochi soldi, si cedeva su diritti importanti. Ora ci ritroviamo – senza alcun voto dei lavoratori e delle lavoratrici – a non avere più nemmeno quei pochi soldi ma solo i peggioramenti normativi! Questo supera ogni immaginazione! Finora la già gravissima possibilità di derogare a livello aziendale dai minimi contrattuali passava comunque per il voto (cosa che naturalmente non attenua affatto il nostro giudizio negativo). Qui nemmeno questo!

Chiediamo alla Filcams Nazionale di spiegarci a cosa serve il contratto nazionale, se ne possono disporre in questo modo, cancellando persino i pochi aumenti che si erano riusciti a ottenere. Per di più con un accordo stipulato all’insaputa e sopra la testa di lavoratori e lavoratrici, senza nessuna discussione del direttivo nazionale Filcams Cgil.

Sindacatounaltracosa- OpposizioneCGIL in FILCAMS

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