AAMPS, Livorno. Bocciato il ccnl igiene ambientale. Parla un lavoratore

di Emiliano Marini - lavoratore dipendente AAMPS

Il giorno 06\10\2016 i lavoratori AAMPS si sono riuniti in assemblea per votare l’ipotesi di rinnovo contrattuale dell’igiene ambientale settore pubblico, i lavoratori votanti sono stati 214 su 284 aventi diritto, e l’ipotesi di accordo è stata bocciata con 143 voti contrari, 71 favorevoli, e nessun astenuto. Durante il dibattito è emerso chiaramente un dato che poi il voto ha confermato ovvero un grave scollamento tra i vertici sindacali territoriali ed i lavoratori AAMPS, durante la presentazione dell’accordo infatti i territoriali CGIL CISL, UIL, FIADEL di settore chi più, chi meno, hanno cercato di far passare il messaggio che la bocciatura di questa ipotesi sarebbe stata una sciagura che avrebbe portato danni maggiori della firma per i lavoratori del settore, e che in questa fase storico\economica i rinnovi contrattuali sono di difesa ed al ribasso non per volontà sindacale ma per ragioni di cattere generale per cui i lavoratori dovrebbero loro malgrado accettare come fatti ineludibili queste perdite di diritti aspettando tempi migliori, ma a fronte di questo endorsement dei territoriali i lavoratori hanno prima contestato nel dibattito questa visione delle cose, e poi votato contro con numeri che non lasciano spazio ad interpretazioni, e dalle notizie che arrivano da tutte le assemblee d’Italia l’ipotesi sarebbe stata bocciata anche in molte altre realtà sia grandi che medio\piccole della penisola. Credo che i vertici territoriali e nazionali del settore dovrebbero fare una profonda riflessione sulle implicazioni che questo fatto comporta, infatti a mio avviso emerge chiaro un dato ovvero la voglia dei lavoratori di reagire ad oltre un ventennio di politiche neoliberiste non contrastate oppure contrastate in maniera troppo blanda dai sindacati confederali, che in questi anni hanno avuto nei rinnovi contrattuali un atteggiamento più improntato alla concertazione che alla lotta per la di difesa dei diritti. In questo ventennio i lavoratori ad ogni rinnovo contrattuale hanno subito una perdita progressiva ed inesorabile di diritti e di potere d’ acquisto ed oggi con questo voto dicono che non sono più disponibili a subire ancora passivamente questo lento declino, credo perciò che la CGIL il sindacato di cui detengo la tessera da decenni debba farsi interprete e portavoce di questa voglia di reagire, e credo che in special modo la componente sino ad oggi minoritaria “il sindacato è un’altra cosa” debba trarre da questo voto un nuovo slancio per cercare di incidere e indirizzare l’azione sindacale della CGIL, che a mio avviso se non farà tesoro di questo voto si ritrovera con sempre meno iscritti, e sarà sempre meno in grado di capire le reali aspettative dei lavoratori portandola ad un grave ed ulteriore scollamento dalla base, sempre a mio parere la CGIL in virtù della sua “gloriosa” storia dovrebbe farsi promotrice di una nuova stagione di lotte per il recupero di diritti e salario, e dovrebbe farlo proprio a partire dai contratti collettivi nazionali, contratti che invece sempre più negli ultimi anni hanno demandato ad una contrattazione di secondo livello in molti casi inesistente questo compito.

Emiliano Marini – lavoratore dipendente AAMPS

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