26 e 27 novembre. Partecipiamo alla mobilitazione contro la violenza sulle donne

Comunicato delle donne del sindacatoaltracosa

Il prossimo 25 novembre non sarà soltanto la giornata della retorica e dell’indignazione contro la violenza sulle donne. Non ci saranno soltanto scarpette rosse sui profili di facebook o nei negozi in centro. Il prossimo 25 novembre non sarà mestamente un altro 8 marzo, ma finalmente una occasione di mobilitazione e autodeterminazione delle donne.

Da prima dell’estate, è partito infatti un appello di varie associazioni di donne (Rete IoDecido, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, UDI – Unione Donne in Italia) che sta portando a una manifestazione nazionale a Roma sabato 26 novembre con una sua piattaforma rivendicativa e conflittuale, cui verrà dedicata una assemblea il giorno dopo, domenica 27 novembre, con l’obiettivo di definire un percorso comune che porti alla revisione del Piano Straordinario Nazionale Anti Violenza del governo. Piano che è insufficiente nelle risorse e che si basa di fatto su una logica assistenzialista e securitaria che considera le donne come soggetto passivo, “da prendere in carica”, cancellando la loro autodeterminazione e depotenziando i centri anti-violenza che sono invece lo strumento quotidiano e più importante di prevenzione e contrasto alla violenza.
Questa impostazione è riduttiva e sbagliata perché considera il femminicidio uno stato d’eccezione o di emergenza, non invece un fenomeno strutturale, l’estrema conseguenza della cultura patriarcale che lo alimenta e lo giustifica, con il suo sistema di potere e i suoi stereotipi di genere.

Per queste ragioni per noi l’appuntamento del 26 e 27 novembre a Roma è fondamentale e ci sentiamo impegnate nella sua costruzione, nella consapevolezza che la questione della violenza contro le donne vada affrontata mettendo in discussione il sistema patriarcale in quanto tale e i rapporti sociali e economici capitalistici di cui si alimenta e di cui i bassi salari delle donne, l’incertezza economica, la maggiore precarietà e il ricatto sui posti di lavoro sono alcuni degli effetti. Effetti amplificati dal Jobs act e dalle politiche di austerità di questo Governo. Un Governo che, aldilà degli annunci e delle propaganda, dà sponda, in particolare con la sua Ministra della Salute Lorenzin, alla più bieca cultura antiabortista, retrograda e bigotta.
Se non si mette in discussione alla radice questo sistema, attraverso il protagonismo delle donne, anche dal punto di vista politico, economico e delle condizioni di lavoro, il rischio è che alla fine non cambi niente e che la violenza sia condannata a parole ma  tollerata nei fatti.

Per questo, il 26 e 27 novembre invitiamo tutte le compagne a Roma! Contro la violenza sulle donne e contro le scelte sbagliate di questo Governo. Per la nostra autodeterminazione, i nostri diritti, la nostra libertà.

Le donne del sindacatoaltracosa – opposizione Cgil

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