Rinnovo ccnl ceramica

nota di M.Albinelli e R.Capuozzo per sindacatoaltracosa in Filctem

L’attacco  padronale alla classe lavoratrice oramai si manifesta ad ogni livello: indirettamente attraverso il governo complice che con una legiferazione incalzante in tema di lavoro ha devastato i diritti dei lavoratori/trici, direttamente con la contrattazione di primo e secondo livello con proposte inaccettabili al limite della provocazione. Non fa eccezione il rinnovo del contratto nazionale dell’industria ceramica, scaduto il 30  giugno 2016, con  la prima plenaria svoltasi il 22 settembre 2016 tra Confindustria Ceramica le segreterie nazionali di categoria dei sindacati confederali e la delegazione trattante, nella quale siamo presenti, come opposizione interna  CGIL
, in qualità di invitati senza diritto di parola né di voto. La trattativa partiva da una piattaforma blanda non presentata in tutte la aziende e quindi non  sottoposta a voto da parte di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore. Una piattaforma che non teneva conto dell’enorme perdita di salario da parte della classe lavoratrice in questi tanti anni di crisi finanziaria, mirando ad ottenere un rapido consenso dalla controparte in modo da chiudere il contratto prima della scadenza naturale. Eppure i presupposti per costruire una piattafoma adeguata ai bisogni dei lavoratori/trici c’erano tutte: profitti crescenti con percentuali a due cifre, prospettive più che rosee nel medio termine e segnali positivi anche dal mercato italiano ormai fermo da anni. Invece i rappresentati padronali forti dell’inconsistenza delle richieste hanno sferrato il loro attacco chiedendo la restituzione di una parte di salario erogato negli anni precedenti risultato superiore all’inflazione e porponendo un aumento di 52 euro a regime a partire da luglio 2017. Confindustria forte dell’attuale fase contrattuale di restituzione vuole cancellare il premio.
Presenza, la festività del 4 Novembre, la doppia indennità di preavviso per i pensionandi. E’ palese che un attacco simile prevedesse una risposta adeguata che avesse uguale forza, la parola doveva passare subito ai lavoratori con assemblee di fabbrica nelle quali si proponeva immediatamente lo sciopero di otto ore con una grande manifestazione da tenersi nel distretto ceramico, invece la risposta delle burocrazie sindacali è stata quella di accettare la trattativa su queste basi convocando a stretto giro due ristrette ed una plenaria. Chiaro che la proposta padronale ricalca quanto sta succedendo nel rinnovo del contartto dei meccanci e quanto avvenuto nella chiusura degli ultimi contratti, ma  proprio per evitare di subire un altro contratto mortificante andavano rigettate al mittente le inaccettabili proposte facendo capire sin da subito che su quelle basi non c’è margine di trattativa. Come opposizione interna CGIL, pur con la limitata agibilità concessaci, vigileremo sull’andamento della trattative non rinunciando ad informare i lavoratori e le lavoratrici sugli sviluppi reali del confronto, al fine di scongiurare un altro contratto di arretramento cercando di creare i presupposti per un recupero in termini di salario e diritti.

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