Pensioni. Oggi l’incontro

Articolo di Achille Zasso

L’incontro che si doveva tenere il 27 settembre è stato rinviato a oggi. Nella prima fase dell’incontro non sono state date certezze dai ministri Poletti e Martina circa il mantenimento del tetto di spesa anche nel settore agricolo.
Qualcuno ha osservato che esiste una sorte di dittatura da parte di chi fornisce i dati, molto spesso contraddittori tra loro e che poi si rivelano sbagliati (es. sui lavori usuranti, sull’opzione donna, sulla flessibilità per i nati nel’52).
Così si fanno pessime leggi e si danneggiano i lavoratori.
Si è in attesa di scoprire le novità del governo, forse nell’incontro che sarà l’ultimo coi sindacati.
Lo scandaloso anticipo pensionistico (APE), il “bonus” per i lavoratori precoci (ante 18 anni), il risicato aumento annunciato delle quattordicesime sono le misure sul tavolo del confronto.

APE, prestito pensionistico per le pensioni anticipate. Per chi compie 63 anni e quindi è distante meno di 3 anni e 7 mesi dall’età di vecchiaia potrà andare in pensione anticipata, ma il costo è molto elevato e la rata può essere del 25% dell’importo della pensione per 20 anni (vanno considerati oltre la restituzione del prestito, pari a circa il 5% l’anno, anche il tasso di interesse e il premio da pagare all’assicurazione). Sembra siano ridotti i costi solo per alcune fasce disagiate (come coloro che hanno perso il lavoro a pochi anni dalla pensione), per chi assiste familiari e disabili e per alcune categorie con lavori molto faticosi come gli operai dell’edilizia, i maestri di scuola dell’infanzia e alcune tipologie di infermiere/i (vergognoso concederlo solo a quelle/i delle sale operatorie e non a chi fa le notti e lavora in corsia e in più ad altre tipologie).

Pensioni minime ed aumento della quattordicesima. Oltre ad estendere la platea di coloro che percepiscono la “quattordicesima” (ora 2,2 milioni di persone) sarebbe doveroso comprendere coloro che hanno un reddito personale complessivo e non solo pensionistico tra una volta e mezzo (circa 750 euro) e due volte il minimo (circa 1000 euro).

Pensioni anticipate per i lavoratori precoci. Sembra prevalere l’ipotesi di dare vantaggi solo a chi ha cominciato a lavorare prima dei 16 anni rispetto agli sconti (tre mesi per ogni anno lavorato un anno prima dei 18 anni) per tutti coloro che hanno lavorato un anno prima della maggiore età.
Per questi “precoci estremi” sembra sia previsto l’anticipo di un anno e quindi l’uscita a 41 anni e 10 mesi di contributi (gli uomini) invece di 42 e 10 mesi previsti per la pensione anticipata.

Ricongiunzioni onerose. Non è ancora certo che il governo abbia intenzione di unificare i periodi contributivi, evitando costi aggiuntivi ai lavoratori. Non dimentichiamo che le pensioni italiane sono le più basse d’Europa, inique e insufficienti.

Pensioni per lavoratori usuranti. Il governo non vuole rendere più semplice l’uscita per chi è stato impegnato in attività usuranti, aumentando le attività considerate. L’operazione potrebbe avvenire attraverso l’introduzione tra i lavoratori agevolati: gli edili, i macchinisti, le maestre d’infanzia e le infermiere/i non solo delle sale operatorie, ma anche le infermiere/i che fanno i turni di notte e lavorano in corsia.

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