Sulle dichiarazioni del segretario della Filt

A proposito delle dichiarazioni del segretario generale della Filt-Cgil Alessandro Rocchi sulle dichiarazioni sull’omicidio alla GLS di Piacenza

Riportare la legalità nella logistica significa farla finita con il sistema degli appalti non contrastare gli scioperi!

Le dichiarazioni di Alessandro Rocchi, segretario nazionale della FILT rilasciate all’indomani dell’omicidio di Abd El Salam alla GLS di Piacenza, sono riuscite a sorprenderci e indignarci (leggi). Sono passate un po’ sotto silenzio perché, nelle tragiche ore dello scorso fine settimana, avevamo tutti la testa e il cuore verso Abdel Salam e il sangue che aveva lasciato davanti a quel cancello. In sostanza Rocchi, dopo aver espresso solidarietà alla “famiglia dell’operaio ucciso” e il consueto invito “all’impegno delle istituzioni per il ripristino della legalità nel settore”, invocando l’inevitabile “tavolo a cui dovranno sedere le organizzazioni datoriali e della cooperazione”, aggiunge che a quel tavolo dovrà sedere anche il Ministero degli Interni: ” in quanto gli appalti della logistica sono soggetti ad azioni non regolamentate e violente quali blocchi illegittimi e selvaggi delle attività”.

Si, con un padre di famiglia da poche ore morto ammazzato, nel corso di un’azione sindacale in cui si chiedeva l’applicazione di un accordo già siglato, il segretario della FILT rimarca che il grande problema del settore sono i blocchi illegittimi e selvaggi delle attività.

Cioè l’attività sindacale di chi ancora fa sindacato in quel settore. E invoca il Ministero degli Interni, non per contrastare le infiltrazioni mafiose che abbondano nella filiera dei sub-appalti: no, il Ministro di Polizia deve intervenire per stroncare le agitazioni sindacali e sciogliere quei blocchi illegittimi che, non si sa perché, alcune migliaia di lavoratori del settore si ostinano a promuovere.

Una dichiarazione del genere sarebbe pienamente legittima da parte del management di GLS: solidarietà alla famiglia/viva la legalità/ però se non ci fossero tutte quelle agitazioni sindacali selvagge le cose andrebbero meglio. Ma Rocchi non rappresenta la GLS. Rocchi è delegato da alcune centinaia di migliaia di iscritti per rappresentare i lavoratori.

Possibile che Rocchi non capisca che, di fronte a un operaio morto ammazzato nel corso di uno sciopero, TUTTE le organizzazioni sindacali DEVONO schierarsi a sua difesa senza se e senza ma?

O vogliamo cavillare sul merito e sul metodo degli scioperi? Se si decidesse di entrare su questo terreno qualsiasi organizzazione sindacale dovrebbe aggiungere che l’illegalità diffusa – finte cooperative, elusioni contributive, finte buste paga, lavoro nero, ecc. – è TOTALMENTE IN CAPO alla parte padronale. Nei depositi della logistica non sono certo i lavoratori a comandare!

Francamente, una dichiarazione del genere meriterebbe dimissioni immediate. Vogliamo qui limitarci a fare un appello accorato affinché il segretario smentisca la dichiarazione in questione e facciamo anche appello alla struttura sindacale e ai lavoratori tutti alla massima unità, a promuovere un’autentica solidarietà.

Riportare la legalità significa in primo luogo farla finita con il sistema degli appalti, internalizzare le attività dei committenti, finirla con la precarietà dilagante nel settore e i salari da fame. Perché questa tragedia non sia vana, che ci si mobiliti aldilà delle sigle di appartenenza, per rimuovere i fattori che l’hanno generata: lo sfruttamento brutale della forza lavoro.

 

sindacatoaltracosa

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