Torino, Agenzie Fiscali. Mozione approvata in assemblea

mozione approvata in assemblea

Riceviamo quest’ordine del giorno approvato dall’assemblea delle Agenzie Fiscali di Torino che pubblichiamo.
Nel giorno 27 luglio 2016, le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate-Ufficio Provinciale Territorio di Torino si sono riuniti in assemblea dove apprendono con sdegno, il formalizzarsi in seno a comparti facenti capo a Funzione Pubblica, di accordi sui rinnovi dei CCNL che prevedono non riduzioni, ma addirittura aumenti dell’orario settimanale di lavoro.
Si tratta di intese perfettamente in linea con le direttive di austerità e di smantellamento dei diritti imposte dalla TROIKA, cioè le stesse politiche responsabili del più colossale disastro economico e sociale mai avvenuto in assenza di una guerra conclamata.
In presenza di un tasso di disoccupazione cronico a livelli storici e di una rivoluzione dell’automatismo, che vedrà la prossima sparizione di una consistente quota del lavoro umano necessario attualmente in essere, l’aumento del tempo di lavoro rappresenta, oltre che un irricevibile arretramento sul piano dei diritti, un demenziale procedere in senso diametralmente opposto rispetto a ciò che imporrebbe la logica macroeconomica.
Si cerca dunque, di camuffare con la retorica presentata come “aumento della produttività”, ciò che in realtà è un aumento dello sfruttamento con ritorni salariali ridicoli.
L’aumento della settimana lavorativa da 36 a 38 ore, comporterebbe l’aumento del tempo di lavoro di 104 ore l’anno, quindi ben 2 anni in più (in 36 anni di attività), di sfruttamento oltre a quanto già sancito dalla Legge Fornero!
Più sfruttamento destinato naturalmente a tradursi in sovrabbondanza di personale visto che, come l’aritmetica elementare ci evidenzia,  L’aumento della settimana lavorativa da 36 a 38 ore “produrrebbe” l’esubero di una unità ogni 18 lavoratori, cioè quasi 2.000 persone che rischierebbero potenzialmente il posto nell’ambito delle Agenzie Fiscali!
Le lavoratrici e i lavoratori qui riuniti intendono fin da subito rigettare con forza e considerare irricevibile ogni ipotesi di aumento del tempo di lavoro, con qualunque modalità e forma essa venga prospettata e richiedono che i prossimi eventuali accordi sul rinnovo del CCNL siano sottoposti a referendum vincolante e certificato.

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