Musei Civici Veneziani: il volantino alla Mostra del Cinema

31 agosto: manifestazione delle lavoratrici e lavoratori Comunali e dei Musei Civici

Volantino distribuito alla manifestazione dei dipendenti comunali e delle lavoratrici e lavoratori dei Musei Civici Veneziani in lotta, in occasione dell’inaugurazione della mostra del cinema di Venezia (scarica qui il pdf)

MUSEI CIVICI VENEZIANI: LA LOTTA È IN MOSTRA!

Oggi mercoledì 31 agosto le lavoratrici e i lavoratori degli appalti dei musei civici veneziani sono presenti alla inaugurazione della Mostra del Cinema, per dare ancora voce alla loro vertenza dopo le tre giornate di sciopero del 39 e 30 luglio e del 16 agosto.

Scioperi indetti contro la Fondazione dei Musei Civici Veneziani e il Comune di Venezia, che si rifiutano di dare concrete garanzie e tutele in vista del prossimo cambio di appalto e respingono interamente la piattaforma rivendicativa votata in assemblea dalle lavoratrici e dai lavoratori. Una piattaforma che prevede, oltre all’inserimento della clausola di salvaguardia che garantisca il mantenimento di tutti i posti di lavoro in cambio di appalto, l’annullamento del Job Act, il mantenimento delle condizioni normative e contrattuali, il rifiuto del lavoro volontario e dei contratti precari.

Di fronte alla straordinaria riuscita di questa mobilitazione le controparti

– Comune, Fondazione e aziende appaltatrici – non hanno esitato nel rispondere secondo consuetudine padronale. Un settore di lavoratori, i coordinatori, sono stati repressi e colpiti persino nel loro libero e garantito esercizio del diritto di sciopero; chi di loro ha scioperato è stato infatti ingiustamente obbligato alle ferie forzate sotto la pressione di intimidazioni e della paura di perdere il proprio posto di lavoro. Per contrastare e ostacolare le nostre iniziative di mobilitazione la Fondazione e le aziende hanno utilizzato ogni mezzo ed espediente: indagini preventive sull’adesione agli scioperi, sostituzioni di lavoratori e lavoratrici in sciopero tramite ogni mezzo ed espediente, (lavoratori della caffetteria della stazione di Padova, lavoratori di una impresa di pulizie esterna, lavoratori chiamati da casa – persino dalle ferie -, lavoratori della ditta addetta alla vigilanza, lavoratori precari trascinati da capi e capetti sotto scorta per impedire ogni possibilità di comunicazione e condivisione con chi scioperava). Allo stesso tempo le controparti vorrebbero delegittimare le rappresentanze sindacali come titolari della vertenza e della trattativa accusandole di aver “danneggiato l’immagine della citta”.

Ma non è questa la sola ombra, sebbene sia la più fosca, che oscura l’immagine della più importante istituzione culturale veneziana. Nonostante gli alti profitti e a scapito della sua missione culturale, la Fondazione dei Musei Civici Veneziani sta riducendo in alcuni musei le ore di lavoro di alcuni servizi in appalto e gli orari di apertura al pubblico, soprattutto nei musei che non vengono sfruttati come prodotto di consumo di massa come Palazzo Ducale. Una operazione che temiamo si consolidi nel prossimo cambio di appalto e che sta peggiorando ulteriormente le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, sui quali si scarica l’effetto nefasto della flessibilità che è la ragione stessa della esternalizzazione dei servizi.

Per opporsi a tutto questo serve un sindacato che veramente ponga al vertice del suo programma unicamente gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori. Un sindacato di classe che alimenti il loro protagonismo, che sviluppi tra gli stessi esperienze di autorganizzazione e il controllo democratico delle vertenze, agendo al di fuori di ogni logica burocratica vincolata da limiti imposti e determinati da burocrazie e padronato. L’area classista del Sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL segue questo percorso, che riconosce nel conflitto lo strumento per la liberazione dei lavoratori e delle lavoratrici, contro il modello imposto dalle burocrazie sindacali che mirano a disarmare la classe lavoratrice in nome della pace sociale con padronato e governo, portandola all’annientamento e alla rovina.

Basti vedere le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori in termini salariali e di diritti.

Seguendo questa strada la nostra area sindacale nei Musei Civici Veneziani ha lottato perché i lavoratori e le lavoratrici si riappropriassero della vertenza secondo un processo democratico, di fronte a una battuta di arresto imposta dalla burocrazia sindacale con la sospensione di un primo sciopero che avrebbe dovuto svolgersi l’8 luglio, e ha lavorato per l’organizzazione delle riuscite mobilitazioni successive.

Al contempo bisogna praticare la strada dell’unità con altre vertenze. Per questo oggi le lavoratrici e i lavoratori protestano insieme ai dipendenti del comune di Venezia che sono alle prese con un sindaco e una giunta che attaccano salari e diritti, sordi alle esigenze del mondo del lavoro, in nome del pareggio del bilancio, della speculazione e della privatizzazione dei servizi.

Nel Paese tante sono le lotte e le occupazioni di fabbriche, tutte importanti ma isolate tra loro, che nell’isolamento rischiano di essere sconfitte, come ci insegna, nel nostro territorio, la disastrosa vertenza dei lavoratori della Biennale e quella degli appalti delle biblioteche comunali, per le quali la CGIL non ha voluto dare battaglia fino in fondo, anche lasciandole separate. Bisognerebbe prima di tutto partire dall’unificazione di quelle presenti nel contesto veneziano, a cominciare proprio dalla lotta che hanno messo in campo i dipendenti comunali e i lavoratori e le lavoratrici dei Musei Civici.

Bisogna mettere in campo le forze per ricostruire un vasto fronte di mobilitazione contro il governo, perché di fronte alla durezza della crisi, al plebiscito autoritario di autunno, urge ribadire la necessità di una immediata ripresa della mobilitazione generale. In primo luogo contro il Job Act, per la difesa del diritto di sciopero e per la riconquista delle pensioni di anzianità. In questa direzione, bisogna lavorare per sviluppare ogni possibile occasione di convergenza e di lotta comune, contro il governo e soprattutto a difesa di lavoratori, lavoratrici e classi popolari, sull’esempio della lotta dei lavoratori francesi. Resta un obiettivo di fondo la netta e intransigente opposizione alle politiche di austerità dettate dall’Unione europea, dalle banche, dal padronato e dai suoi governi, contro la quale bisogna opporre l’unificazione delle tante lotte e delle vertenze contrattuali, al fine di ricomporre il frammentato mondo del lavoro verso un vero sciopero generale anche in Italia.

  • PER IL MANTENIMENTO DI OGNI POSTO DI LAVORO NEI MUSEI!
  • PER TUTELARE OGNI LAVORATORE E LAVORATRICE DI OGNI SETTORE!
  • PER LA CONTINUITÀ CONTRATTUALE INDIVIDUALE E COLLETTIVA!
  • CONTRO IL JOB ACT E IL LAVORO PRECARIO!

Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione CGIL Venezia

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