12 luglio. Non serve una innocua assemblea, ma la lotta!

di Gianplacido Ottaviano RSU FIOM BONFIGLIOLI RIDUTTORI

Il 12 luglio si è svolta l’assemblea dei delegati Cgil Cisl e Uil a Roma, un’assemblea ad inviti, a numero chiuso.
Questa assemblea era stata indetta per fare il punto sui moltissimi contratti scaduti e non ancora rinnovati. Sono 7,5 milioni i lavoratori coinvolti, 4,5 nel privato, contratti che vanno dal pubblico impiego (3milioni), ai metalmeccanici (1,6), ai trasporti (800.000) ai più piccoli ma molto rilevanti come quelli degli edili , degli energetici, gli elettrici, ed altri.
I delegati presenti speravano che nella giornata sarebbero state prese  posizioni chiare e efficaci per sbloccare questa assurda situazione. Gli interventi dei delegati presenti sono stati interessanti certamente sempre nel linguaggio classico dei delegati scelti dalle categorie per rappresentarle. Hanno descritto le condizioni di lavoro e delle difficoltà che essi hanno nei luoghi di lavoro e di come i padroni si muovano per impostare il loro modello di contrattazione e di come provino in ogni modo a boicottare le lotte che in questi settori stanno cercando di fare.
Proposte poche però, nessun riferimento alla Francia in lotta proprio come i tre Segretari Generali. Solo qualcuno ha chiesto una azione più decisa verso le controparti, nessuno ha parlato chiaramente di sciopero generale e di come andrebbe organizzato. Il primo intervento della Furlan è stato scandaloso, ha descritto una situazione catastrofica per la quale la Cisl non avrebbe nessuna responsabilità, dove non si capisce chi sia la causa di questo disastro, ha fatto riferimento in più occasioni all’autonomia delle categorie, che in un attivo confederale sulla necessità di unificare le lotte per il rinnovo dei contratti è un po’ come dire “No grazie”.
La Camusso  ha chiesto l’applicazione del 10 gennaio sulla rappresentanza, ha attaccato Federmeccanica e sul pubblico impiego aspettano il governo che faccia un passo avanti. Ha parlato di pericolo di personalizzazione della contrattazione, senza contratti nazionali. Quando è arrivata alle proposte si è solo limitata a parlare di un appuntamento a settembre per ripartire con le iniziative, creando molti malumori dai pochi delegati Cgil presenti e da alcuni funzionari,  nulla su scioperi, niente sulla questione delle pensioni .
In chiave prettamente populista e utilitarista, più che altro nei toni, l’intervento conclusivo di Barbagallo è stato più incisivo, ha rivendicato di essere un metalmeccanico ora però sindacalista riformista, ha fatto alcune battute come quella sull’APE arringando i delegati, i suoi e non solo. Ha dichiarato di essere contro l’austerità, ha parlato di voucher come di una vergogna, ha attaccato il governo chiamandolo liberista, ha chiaramente parlato di una reazione senza sblocchi dei contratti, ha detto che lo sciopero è possibile , ma  preferisce NON FARLO MAI se si può evitare con la contrattazione. Ha chiaramente detto che a settembre si deciderà come andare avanti valutando tutte le iniziative di lotta e di contrattazione. Ha illustrato come si è contrastato il jobact nel Contratto dell’Igiene Ambientale firmato in quei giorni (la verità è un’altra, come ha spiegato IL Sindacato è un’Altra Cosa). Sul tema delle Pensioni non ha chiuso del tutto.
Insomma una assemblea che rimanda tutto ad una concertazione che lo stesso Barbagallo ha dichiarato impossibile fare con la mediazione col governo Renzi, ma come sempre senza trarne le dovute conseguenze.
La lotta è l’unica soluzione ma nessuno vuole veramente farla:  perché non abituati, perché rischiosa per i loro schemi di politica sindacale. Da un lato si riconosce la impossibilità di continuare la contrattazione negoziale vecchio stampo per la storia passata e per gli atteggiamenti padronali, dall’altro si continua a richiederla e ad elemosinarla. In fondo sanno che i padroni questo vogliono, che si vada lì da loro a capo basso per ricevere l’ossicino in cambio di litri e litri di sangue dei lavoratori. E’ il momendo di lottare.

Gianplacido Ottaviano RSU FIOM BONFIGLIOLI RIDUTTORI

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