Proposta di percorso per l’assemblea nazionale d’autunno (Iavazzi, Grassi, Brini)

Documento di Mario Iavazzi, Paolo Grassi, Paolo Brini

di Mario Iavazzi, Paolo Grassi, Paolo Brini
La crisi che ha attraversato l’area in questi mesi deve vedere uno sforzo di tutti i compagni perché si persegua la più ampia convergenza nel proseguire uniti la battaglia di opposizione in Cgil.
L’assemblea nazionale di oggi assume un carattere di estrema importanza perché dopo le difficoltà di questi mesi possiamo dire che la nostra area non solo c’è ma è determinata a proseguire il difficile compito di costruire un’alternativa all’attuale gruppo dirigente della Cgil.
Per offrire ai lavoratori una valida alternativa, per poter mettere nuove e più profonde radici nel movimento dei lavoratori e creare le condizioni per conquistarci il diritto (per nulla scontato) a presentare un documento alternativo al prossimo congresso della Cgil serve uno sforzo eccezionale nel saper mettere in discussione le cause che hanno portato la nostra area alla crisi di questi mesi.
Il modo migliore per agevolare questo dibattito, far emergere le posizioni più adeguate al periodo che stiamo attraversando, dare all’area quell’unità che dai tempi dello scorso congresso è venuta a mancare, è necessario coinvolgere nel modo più ampio possibile tutti i nostri militanti. Un passaggio ineludibile, pena, ripetere gli stessi errori che ci hanno condotto alla crisi.
A due anni dal congresso nazionale dove furono disegnati anche i gruppi dirigenti interni dell’area è evidente che una strategia, quella perseguita dalla maggioranza dei compagni, è fallita. Serve rimettere in discussione tale strategia definirne una nuova, dare ai compagni nei territori la possibilità di esprimersi e sulla base delle opinioni raccolte nei territori disegnare la platea di un’assemblea in autunno che prenda le decisioni politiche e organizzative più adeguate.
Siamo un’area che copre tutte le categorie della Cgil e come tale dobbiamo organizzarci. Selezionare una platea realmente rappresentativa significa far si che tutti i compagni che oggi si sentono investiti dalla sfida di rilanciare la nostra area possano discutere, confrontarsi e delegare all’assemblea dell’autunno i compagni che più ritengono adeguati a discutere le importanti decisioni che dovremo prendere. Dalla composizione dei nostri organismi interni, esecutivo e coordinamento nazionale, alle future strategie e campagne nazionali.
La proposta è quella che, in quanto area confederale, sulla base dei voti presi allo scorso congresso della Cgil, circa 40mila voti a livello nazionale, si definiscano dei criteri con cui svolgere le assemblee territoriali, e in base ai voti presi territorio per territorio, sulla base dei documenti presentati, si componga una platea di circa 200 compagni che discutano e decidano gli organismi interni all’area e un documento di lavoro.
Una proposta può essere quella che nei territori si eleggano un delegato ogni 500 voti presi al congresso Cgil, a cui si sommeranno un delegato ogni dieci partecipanti all’assemblea territoriale, per evitare che riunioni di poche persone eleggano più delegati dei partecipanti alla discussione. Verrà comunque garantita la presenza di almeno un delegato per tutti i territori.
Per garantire discussioni adeguate si propone di organizzare assemblee in tutti i territori tra settembre e ottobre. Le assemblee discuteranno le posizioni politiche che raccoglieranno almeno tre sottoscrittori nel primo coordinamento nazionale che si terrà a inizio settembre o in alternativa 40 sottoscrizioni tra i compagni nei territori. Alle assemblee territoriali dovrà essere garantita la presenza di tutte le posizioni politiche che si sono espresse nel coordinamento nazionale e verrà garantito il diritto di poter presentare documenti territoriali e qualunque posizione possa essere ritenuta utile al dibattito dell’area.
Le assemblee territoriali saranno convocate con 15 giorni di anticipo sulla data, la discussione sarà aperta a tutti i lavoratori iscritti alla Cgil e potranno votare i compagni e le compagne, a prescindere dalla categoria o dall’appartenenza a qualunque organismo dirigente dell’organizzazione, che hanno sostenuto il documento “Il sindacato è un’altra cosa” allo scorso congresso Cgil. Le delegazioni da eleggere dovranno essere rappresentative della confederalità dell’area.
I delegati che parteciperanno all’assemblea d’autunno verranno eletti proporzionalmente ai voti ricevuti dai documenti.
Così facendo avremo una platea realmente rappresentativa dei territori legittimata a prendere le decisioni per la continuazione della nostra opposizione in Cgil.
Un dibattito fraterno, costruttivo, possibilmente unitario e realmente democratico, senza nascondere le divergenze è possibile e necessario per prevenire future gestioni autoritarie dell’area che non devono più ripetersi.
Aprire un confronto capillare di discussione in tutti i territori che sappia entrare nei dettagli con il corpo attivo e militante della nostra area su tutti gli aspetti non è solo un atto dovuto verso tutti i compagni e le compagne, ma una necessità per il rilancio dell’opposizione in Cgil.
Firenze 8 luglio 2016

Mario Iavazzi
Paolo Grassi
Paolo Brini

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