CD Fiom Trieste. Negativo l’accordo Fincantieri!

Documento conclusivo CD FIOM CGIL Trieste

1. AMMINISTRATIVE E VOTO LOCALE
Il dato emerso dal voto alle amministrative rende ancora più evidente come vi sia stata una profonda caduta del consenso verso le politiche del Governo, e pertantol’iniziativa sindacale odierna deve mirare alla ripresa di una conflittualità generale che tenti di unificare le vertenze contrattuali aperte tra diverse categorie e che determini una prima risposta netta alle aberranti proposte del Governo sulle pensioni.
Nel merito delle proposte elettorali per il comune di Trieste, il comitato direttivo della Fiom di Trieste afferma di voler respingere qualsiasi tentativo di messa in discussione del livello occupazionale del comparto industriale di Trieste.
2.FINCANTIERI E CCNL
Il comitato direttivo della FIOM CGIL di Trieste, pur comprendendo in quale difficile contesto si sia determinata la vertenza Fincantieri, esprime un giudizio negativo sull’ipotesi di accordo raggiunta. L’accordo infatti, introduce una forma aberrante di sistema premiante, compromette il reddito dei lavoratori con il welfare aziendale sostitutivo, lega l’accesso a parte degli aumenti all’andamento finanziario dell’azienda ed introduce forme ingovernabili di precariato in sostituzione di una gestione organica del subappalto.
L’accordo Fincantieri sembra essere più un tentativo di mediazione fra organizzazioni sindacali, necessario al proseguimento delle relazioni unitarie anche nell’ambito del difficile rinnovo sul Contratto nazionale dei metalmeccanici su cui oggi l’accordo Fincantieri diventerà inevitabilmente una pesante ombra.
Nonostante ciò, il comitato direttivo della Fiom Cgil di Trieste ritiene necessario adoperarsi per la riuscita delle iniziative per la vertenza sul CCNL dei Metalmeccanici al fine di garantire la tenuta delle rivendicazioni della nostra piattaforma votata dalle lavoratrici e dai lavoratori  e da mandato alla segreteria di

a) Verificare con FIM  e UILM la possibilità di organizzare unitariamente una giornata di sciopero (8 ore), che preveda la realizzazione di iniziative di informazione, di protesta con la convergenza sulle problematiche delle singole aziende ed una iniziativa forte di tipo esterno in ragione della nostra richiesta del ritiro dal tavolo della piattaforma di Federmeccanica.
b) Organizzare tale sciopero attraverso un allargamento dell’esecutivo provinciale definendo delle funzioni operative di coinvolgimento delle aziende necessario al consolidamento della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori. A tale istanza parteciperà un rappresentante per azienda già componente del  direttivo, che sarà nominato dalle rispettive RSU e componenti del direttivo, senza distinzioni legate alle diverse sensibilità congressuali.

Approvato con 6 voti contrari.

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