Bresciani: sì al referendum costituzionale. La nostra replica

Il convegno sulla Boschi-Renzi: no alla Malga Lunga!

di Eliana Como – L’intervista che il segretario generale della Cgil di Bergamo ha rilasciato all’Eco di Bergamo la scorsa settimana in merito al referendum costituzionale di ottobre si commenta da sola! Bresciani infatti invita a votare sì al referendum, definendolo una novità finalmente positiva nel panorama politico italiano. Il suo entusiasmo per la riforma Boschi-Renzi pare secondo soltanto a quello del neoeletto presidente di Confindustria! Secondo Bresciani infatti la riforma sarebbe “positiva per tutti, sindacati compresi”!

Non una parola sul fatto che la riforma, passata in un Parlamento eletto con una legge elettorale riconosciuta illegittima, deformerebbe la nostra Costituzione, espropriando la sovranità al popolo e consegnandola, anche grazie alla legge elettorale, a una minoranza parlamentare che con il premio di maggioranza si impossesserebbe di tutti i poteri. Chi vince, vince tutto e non deve più
dare conto a nessuno, nemmeno agli attuali organi di garanzia. Altro che democrazia!

Bresciani si sbaglia! E anche se sono innumerevoli le occasioni in cui non siamo stati d’accordo, mai il mio dissenso dalle sue posizioni è stato così profondo! Mi chiedo come mai nessuno dei segretari e delle segretarie della categorie della Cgil di Bergamo abbia preso una posizione per
differenziarsi da queste dichiarazioni. A meno che non mi sia sfuggito o che condividano la sua posizione (cosa che per molti di loro non mi stupirebbe affatto)!

Una posizione che, anche a nome dei compagni e delle compagne del sindacatoaltracosa di Bergamo, non esito a definire subalterna a Renzi e al Pd! Altro che difesa dell’autonomia e degli
interessi dei lavoratori e delle lavoratrici.

Su una cosa pero’ Bresciani non sbaglia. La Cgil, che pure ha un giudizio critico sulla riforma (ma Bresciani le critiche le definisce “la fiera delle ipocrisie!), non ha espresso una chiara indicazione per votare no al referendum di ottobre. E se il segretario generale di un territorio grande e importante come Bergamo può permettersi addirittura di invitare a votare sì, la Cgil ha
una responsabilità enorme. È stato un errore che il direttivo nazionale non si esprimesse con una chiara indicazione per votare no al referendum. Un errore persino più grave di quello già commesso sul referendum contro le trivelle. La Cgil è la più grande organizzazione di
massa di questo paese e ha il dovere di schierarsi a difesa della Costituzione e contro un governo che rappresenta soltanto gli interessi di banche e padroni mentre fa a pezzi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Un’ultima considerazione. Ritengo, penso con molti altri, una vera provocazione, che il segretario della Cgil di Bergamo abbia annunciato sulle pagine dell’Eco un convegno a settembre alla Malga Lunga, luogo storico dell’antifascismo bergamasco, per sostenere le ragioni della riforma costituzionale. Che proprio lì si discuta di come fare a pezzi la Costituzione che proprio quelle montagne ci hanno consegnato, offende la memoria dei partigiani e delle partigiane che lì hanno combattuto, anche a costo della loro vita.

Per questo le compagne e i compagni del sindacatoaltracosa di Bergamo faranno appello all’ANPI e a tutto il movimento antifascista della città per evitare che ciò accada. Caro Bresciani, questo convegno merita piuttosto di esser fatto in qualche salone della Confindustria di Bergamo, che, davvero, è molto più appropriato!

Eliana Como (direttivo nazionale Cgil e direttivo Cgil di Bergamo)

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