E.Como. Fiom. No a una nuova piattaforma con Fim e Uilm. Sciopero subito!

Intervento di Eliana Como al Comitato Centrale FIOM, 21 giugno

Care compagne e compagni,
procedo schematicamente sui punti che non condivido della relazione introduttiva, prima sullo stato della trattativa per il rinnovo del ccnl, poi sulle questioni più generali che riguardano la linea della Cgil e il giudizio che la Fiom dovrebbe avere.
Sul ccnl:
1. ritengo un errore proporre a Fim e Uilm di condividere un documento unitario per proseguire la trattativa. Significherebbe nei fatti avere un’altra piattaforma e questo porrebbe due ordini di problemi. Uno, come già è stato detto, di metodo: la trattativa proseguirebbe di fatto su una piattaforma unitaria non votata dai lavoratori e dalle lavoratrici. L’altro di merito: aldilà delle due piattaforme, restano distanze strategiche con Fim e Uilm, non soltanto sul TU, ma soprattutto sul contratto nazionale separato e sulle deroghe. A meno di non ritenere superate le distanze (cosa che appunto non condividerei) come un documento unitario in questo punto della trattativa affronterebbe questi temi?
2. non ho capito se il blocco dello straordinario e delle flessibilità che chiediamo di proseguire – a questo punto, finalmente, in modo continuativo – riguarda soltanto il sabato o tutta la settimana, come riterrei auspicabile. In ogni modo, credo, come ha già detto anche Paolo Brini, che rilanciare la mobilitazione soltanto con il blocco dello straordinario non sia sufficiente. Non sta a me valutare la riuscita degli scioperi nei territori (anche se certo posso ben dire che le manifestazioni a cui ho partecipato, Roma e Milano, mi sono sembrate al di sotto di quelle che erano le potenzialità. Questo dovrebbe farci riflettere molto più a lungo sul fatto che l’unità sindacale sia stato, come è stato detto nell’introduzione, un fattore positivo nella riuscita delle mobilitazioni). Però o si affronta fino in fondo e in modo rigoroso il bilancio di come sono andati gli scioperi oppure, se si dice che sono andati bene, davvero non si capisce perchè non dichiarare subito una nuova giornata di lotta con lo sciopero generale nazionale.  Di fronte al fatto che Federmeccanica non ha fatto alcun passo avanti, rimandare la discussione su una eventuale convocazione dello sciopero all’autunno e proseguire ora soltanto con il blocco dello straordinario è un errore che rischia di dare un segnale smobilitante. Non è detto, certo che scioperare entro luglio sia sufficiente e non si debba poi farlo ancora in autunno. D’altra parte, se davvero guardiamo alla Francia, non dovremmo avere questo timore…

Anche rispetto alla linea della Cgil, dovremmo avere una posizione molto più incisiva, cosa che invece manca. In particolare:
1. non è possibile che in Francia il paese sia giustamente paralizzato da settimane, mentre il massimo della mobilitazione in Italia è la raccolta di firme ai banchetti da un lato, e la convocazione di una assemblea unitaria dei delegati e delle delegate dei settori che non riescono a rinnovare il ccnl (come è stato anticipato da Martini a questo Comitato Centrale). E’ giusto senz’altro ricomporre tutte quelle vertenze, dal pubblico impiego alla scuola alla grande distribuzione e i servizi fino appunto ai metalmeccanici e alle metalmeccaniche ma all’interno di un percorso di lotta. Quella assemblea non servirà a niente, se non sarà il luogo in cui viene lanciata una mobilitazione vera, fino allo sciopero generale.
2. sulle pensioni, la proposta del ministro Poletti è semplicemente inaccettabile e come tale va respinta! E’ stato un errore grave da parte della Cgil uscire con un comunicato che diceva “novità positive” perchè di positivo non c’è proprio niente. A meno che, nella mia risolta aspirazione alla concertazione a tutti i costi, non si voglia considerare di per sé positiva la convocazione di un tavolo in cui la partita per i lavoratori e le lavoratrici è tutta a perdere. Dopo che hanno allungato l’età pensionabile oltre ogni ragionevole possibilità e hanno cancellato la mobilità, la proposta di poter andare in pensione tre anni prima ma con un ulteriore taglio dell’importo e perdipiù finendo in mano alle banche è semplicemente vergognosa e suona davvero come una presa in giro. Di fronte a questo, il direttivo nazionale della Cgil convocato d’urgenza sabato prossimo non dovrebbe fare altro che aprire subito la mobilitazione. E su questo la Fiom dovrebbe esprimersi in modo netto.
3. anche sul referendum costituzionale, pur avendo espresso una posizione critica sulla riforma, la Cgil sta prendendo una posizione sbagliata. Il punto non è soltanto che la Cgil non ha ancora dato una chiara indicazione di voto, che però arriverà più avanti. Il rischio è che una indicazione di voto esplicita da parte della Cgil non ci sia mai, come è già colpevolmente accaduto sul referendum contro le trivelle. Non per caso, il direttivo nazionale della Cgil ha discusso 40 minuti sul fatto che il titolo del documento sulla riforma costituzionale (di per sé non particolarmente motivante) dovesse essere “la Cgil giudica negativamente la riforma” oppure “la Cgil critica la riforma”. Alla fine si è scelta la seconda versione “la Cgil critica” perchè fosse chiaro (a me pare oltre ogni ragionevole dubbio) che non si alludeva nemmeno lontanamente a una possibile indicazione di voto, né ora né mai. Finirà appunto come per le trivelle, dove in mancanza di una indicazione di tutta l’organizzazione si è proceduto più o meno in ordine sparso, con importanti categorie e territori che per fortuna hanno dato indicazione di andare a votare Sì, ma dall’altra parte il segretario generale dei chimici – una delle nostre più grandi categorie – che si è invece espresso contro, sostenendo che la vittoria del Sì avrebbe fatto perdere posti di lavoro. Sul referendum del prossimo autunno si giocherà il consenso o meno al governo Renzi. Tanto più dopo i segnali, pure contraddittori, che ci consegnano le ultime elezioni, bisognerebbe costruire un fronte di mobilitazione contro il governo, anche invitando a votare No al referendum di autunno. La Cgil è una delle più grandi organizzazioni di massa di questo paese e ha la responsabiiltà di dare una indicazione forte e precisa. Non farlo è un errore e anche noi dovremmo dirlo con molta chiarezza da subito.

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